Ceuta, Tajani attacca la Spagna: “Ha fallito sui migranti, dobbiamo proteggere i confini italiani ed europei”
Si riaccende il confronto tra Italia e Spagna sulla gestione dell’emergenza migratoria dopo la crisi di Ceuta. In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani difende le scelte del Governo italiano, ribadendo la necessità di rafforzare la tutela delle frontiere nazionali ed europee.
“Capisco il nervosismo spagnolo per la loro politica fallimentare sui migranti, ma noi abbiamo il dovere di proteggere i confini italiani, che sono fra l’altro anche 7 mila chilometri di confini europei, che riguardano anche altri Stati, e che sono dunque confini di tutta l’Unione. Noi siamo sempre stati solidali con la Spagna, siamo amici degli spagnoli, ma la loro politica su questo dossier non è perfetta, e noi i nostri passi li abbiamo fatti dopo un’attenta valutazione del ministero dell’Interno”.
“Ceuta è un problema per tutta l’Europa”
Secondo Tajani, quanto accaduto nell’enclave spagnola rappresenta una questione che coinvolge l’intera Unione europea e non soltanto Madrid.
“Che fine faranno i 5 mila migranti sub-sahariani a Ceuta, che non potranno essere rimandati in Marocco? Dove andranno? Non è un caso che il governo socialista della Danimarca abbia condiviso per primo le nostre preoccupazioni insieme a tanti altri Stati della Ue. Quello che è successo a Ceuta non è qualcosa di marginale, è un rischio per tutta l’Unione, ed è nostro diritto chiedere misure aggiuntive, chiarimenti e misure preventive perché questi fatti non si ripetano e non compromettano il tessuto sociale di altri membri della Ue”.
Il ministro punta poi il dito contro la scelta del Governo spagnolo di procedere alla regolarizzazione di centinaia di migliaia di immigrati.
“La Spagna sta regolarizzando 500 mila stranieri irregolari, e lo sta facendo senza aver condiviso questa scelta con nessuno dei partner europei, e questo non va bene. Ora addirittura si apprende che sono un milione le domande di regolarizzazione, e chi impedisce a queste persone di circolare liberamente nell’area Schengen?”.
Schengen e il riferimento al PPE spagnolo
Tajani ricorda inoltre che l’Italia ha già adottato in passato misure analoghe riguardo alla libera circolazione.
“Del resto, ci sono dei precedenti, abbiamo già sospeso Schengen con la Slovenia e nessuno ha obiettato nulla, per noi non esiste una politica del diritto assoluto a emigrare. Fra l’altro anche il Ppe spagnolo è molto critico con le scelte di Sánchez”.
“Per noi Vannacci è ininfluente”
Nel corso dell’intervista il ministro respinge anche le accuse secondo cui il Governo starebbe inseguendo le posizioni del generale Roberto Vannacci sul tema dell’immigrazione.
“Guardi per noi Vannacci è ininfluente, non prendiamo decisioni sulla base di quello che fa Vannacci. E Sánchez non è il salvatore del mondo, ognuno ha il diritto-dovere di prendere le decisioni che ritiene opportune, nel rispetto però delle regole europee”.
Le critiche a Conte sull’Ucraina
Spazio anche alla politica interna, con un duro affondo nei confronti del leader del Movimento 5 Stelle.
“Vorrei capire cosa pensano il Pd e la Schlein, il cui silenzio di un giorno sulle parole di Conte è stato assordante: sono dichiarazioni di un ex premier che si commentano da sole, a me sembra che l’unico che insegue veramente Vannacci su posizioni filorusse sia Conte e ritengo sia piuttosto grave. Vorrei capire come si candidano a governare, con quale linea”.
Il programma Safe
Infine Tajani interviene sul programma europeo Safe, chiarendo la posizione del Governo italiano.
“L’Italia ha opzionato 14,9 miliardi di euro, sarà ora il governo italiano, sentendo il Parlamento, a decidere quanti ne useremo. Le spese sono già previste dalla Difesa, il Safe è solo un modo per finanziarle a tassi più bassi. Quel che è certo è che non si tratta di “soldi per fare la guerra”, come sostiene il campo ristretto, ma al contrario per evitarla, soprattutto per mettere l’Italia in sicurezza e al riparo dalle guerre potenziali scatenate da altri ai confini dell’Europa. Perché senza sicurezza, sia chiaro, non può esserci libertà”.
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