Chi è Guga, il brasiliano proposto all'Inter: carriera, caratteristiche e polemiche dell'esterno del Fluminense
Senza Palestra, destinato al Chelsea, l'Inter è costretta a guardare altrove sul mercato. E una delle idee porta a Rio de Janeiro: tutto su Guga, ventisettenne terzino del Flu.
Tutto da rifare. Marco Palestra andrà al Chelsea e l'Inter è costretta a valutare altri profili per la fascia destra, dopo l'addio di Dumfries verso il Real Madrid. E una delle strade porta a Guga.
È il terzino destro del Fluminense, formazione brasiliana. Secondo la Gazzetta dello Sport, anche lui è stato proposto ai nerazzurri, che stanno pensando anche al connazionale Wesley e devono ora ricominciare dall'inizio la caccia all'erede di Dumfries.
Ma chi è Guga? La carriera, le caratteristiche e le curiosità del giocatore del Fluminense.
LA SOMIGLIANZA CON GUGA KUERTEN
Nato proprio a Rio de Janeiro nell'agosto del 1998, Guga spegnerà presto 28 candeline sulla torta. Il suo è un apelido, come dicono in Brasile. Ovvero una sorta di soprannome. Perché il suo vero nome è completamente diverso.
Claudio Rodrigues Gomes: questo compare sulla carta d'identità. E quindi perché Guga? Per una sorta di omaggio a Guga Kuerten, il miglior tennista della storia del Brasile, con il quale condivideva un simile taglio di capelli.
"Il soprannome mi è stato dato quando avevo cinque anni e giocavo a futsal a Rio - ha rivelato qualche anno fa - Il mio primo allenatore, Geraldo, non riusciva a chiamarmi 'Claudio', secondo lui non mi si addiceva. Dato che avevo i capelli molto lunghi, e all'epoca Guga era al culmine della sua carriera tennistica, mi disse: 'Assomigli a Guga, ti chiamerò Guga'. E così mi è rimasto. Oggi, nemmeno mio padre, mia madre, la mia famiglia o mia moglie mi chiamano con il mio nome: tutti mi chiamano semplicemente Guga".
PIÙ TERZINO CHE ESTERNO
Guga fa del vigore e dell'aggressività il proprio punto di forza. La tecnica è buona ma non eccelsa, la capacità di giocare in concerto con i compagni pure. È anche un rigorista: ai tempi dell'Avaí e dell'Atletico Mineiro si è più volte presentato sul dischetto, trasformando quattro esecuzioni su quattro.
L'Inter, però, sta cercando un elemento che possa giostrare a tutta fascia. Ed è una mansione che Guga ha svolto pochissimo nel corso della propria carriera.
Al Fluminense, a dire il vero, ha fatto di tutto: anche il terzino sinistro e l'esterno in un centrocampo a cinque, come nella semifinale dello scorso Mondiale per Club contro il Chelsea. Ma sempre in emergenza. Il suo vero ruolo è quello del terzino puro, che accompagna sì l'azione offensiva ma in misura minore, ad esempio, di Samuel Xavier, il concorrente con chi si gioca spesso il posto a Rio.
In generale, Guga ha trascorso l'intera carriera in Brasile. E a 27 anni è difficile immaginarlo in un contesto decisamente più impegnativo. Un paio d'anni fa avrebbe potuto andarsene al Feyenoord, che si era dimostrato interessato, ma alla fine non se n'è fatto nulla.
LA CARRIERA
Kuerten è sempre stato famoso anche come tifoso di calcio: in Brasile è nota la sua fede per l'Avaí, formazione del Sud del paese. La stessa squadra, ironia della sorte, in cui il Guga calciatore muove concretamente i primi passi da professionista.
Uscito dalle giovanili del Botafogo, Guga si trasferisce a Florianopolis ed esordisce in prima squadra a vent'anni. Gioca già terzino, ma è considerato un talento, tanto che l'Atletico Mineiro un anno più tardi decide di portarlo a Belo Horizonte al posto del futuro milanista Emerson Royal, ceduto al Barcellona.
All'Atletico Guga vince un campionato nel 2021, nello stesso anno fa il bis con la Copa do Brasil, raggiunge le semifinali della Copa Libertadores. Poi perde progressivamente spazio col ritorno dell'ex Siviglia Mariano, venendo ceduto al Fluminense nel gennaio del 2023.
L'ESULTANZA POLEMICA PER IL TITOLO DEL FLAMENGO
Guga non è una testa matta. Ma c'è stato un momento in cui un po' tutti pensavano che lo fosse.
Alla fine del 2019, mentre gioca con l'Atletico Mineiro, il terzino fa una cosa di cui si pentirà: non riesce a non far trasparire concretamente il proprio tifo per il Flamengo. Come? Postando un polemico video su Instagram nel quale esulta per la Copa Libertadores appena conquistata dai rossoneri contro il River Plate.
L'episodio genera ripercussioni negative all'interno dell'ambiente del Galo: Guga viene costretto ad abbandonare il ritiro con la squadra, nel quale si trovava per preparare una gara di campionato contro l'Athletico Paranaense, e successivamente a chiedere scusa.
Alla fine viene perdonato, torna in rosa, ma come già accennato perde spazio nel corso degli anni. Riuscendo comunque, con 25 presenze, a dare il proprio contributo al Brasileirão conquistato nel 2021 dai bianconeri.
LA STORICA LIBERTADORES COL FLUMINENSE
Quando il Fluminense lo ha acquistato dall'Atletico Mineiro, all'inizio del 2023, gran parte della tifoseria non ha apprezzato. Proprio perché il club si era portato a casa un tifoso dichiarato del Flamengo, il rivale numero uno del Tricolor di Rio de Janeiro.
Ma Guga, che pure non è un'unanimità, è riuscito a farsi apprezzare. Alla gente piace soprattutto la sua capacità di farsi trovare pronto nelle situazioni più complicate, come una semifinale o un derby. Anche se in questi anni il titolare è stato quasi sempre Samuel Xavier, ora in declino e costretto a giocarsi il posto di terzino destro con il collega.
Guga è uno degli eroi che nel novembre del 2023 hanno regalato al Fluminense la prima Libertadores della storia club. Anche nella finale contro il Boca Juniors il titolare è stato Samuel Xavier: lui ne ha preso il posto a partita in corso e ai supplementari ha pure colpito un palo. E con il trofeo tra le mani, nessuno si ricordava più del suo tifo per il Flamengo.
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