“RADICI”, LA NUOVA STAGIONE 2026|2027 DEL TEATRO GIUDITTA PASTA DI SARONNO
“Radici” è il titolo scelto per la nuova stagione teatrale 2026|2027 del Teatro Giuditta Pasta di Saronno: un progetto artistico e culturale che attraversa prosa, teatro contemporaneo, danza, musica, spettacoli di intrattenimento, teatro famiglie, attività educative e percorsi di partecipazione, trasformando il teatro in una vera casa aperta alla città.
La stagione nasce dal desiderio di interrogare ciò che ci precede e ci costituisce: la memoria, le genealogie familiari, le eredità culturali e politiche, le tradizioni e i legami che continuano a dare forma al nostro presente. Dopo il percorso avviato con Nuovi Sguardi, proseguito con Immaginazioni e consolidato con Riflessioni, il Teatro Giuditta Pasta compie un ulteriore passo, scegliendo di affondare lo sguardo nelle proprie origini per costruire un dialogo ancora più profondo tra passato e futuro.
“Radici” diventa così una parola chiave capace di tenere insieme memoria e innovazione, tradizione e contemporaneità, identità e trasformazione. È un invito a riscoprire ciò che ci ha generato per comprendere meglio il presente e immaginare il domani.
La stagione si presenta come un progetto culturale trasversale e inclusivo, rivolto a tutte le generazioni. Accanto alla programmazione artistica, il teatro rafforza il proprio ruolo pubblico attraverso laboratori, percorsi educativi, incontri di approfondimento, mostre, attività per le scuole e iniziative di partecipazione che rendono il Giuditta Pasta un punto di riferimento culturale per l’intero territorio.
Nel cartellone trovano spazio alcuni dei più importanti interpreti della scena italiana contemporanea: Maria Paiato, Ottavia Piccolo, Laura Morante, Ambra Angiolini, Elio De Capitani, Arianna Scommegna, Lodo Guenzi, insieme a compagnie di riferimento come Teatro dell’Elfo, Babilonia Teatri, I Gordi, Stivalaccio Teatro, EgriBiancoDanza e Compagnia Abbondanza/Bertoni.
Tra i titoli più significativi figurano Eumenidi, Riccardo III, Morte accidentale di un anarchico, Erano tutti miei figli, La Reginetta di Leenane, Matteotti.
Anatomia di un fascismo e Sarfatti: spettacoli che intrecciano memoria storica, riflessione civile e grandi temi della contemporaneità, offrendo al pubblico strumenti per leggere il presente attraverso la forza del teatro.
Uno degli elementi più significativi della stagione 2026|2027 è il rafforzamento del progetto Teatro Educazione, che consolida il legame tra il Teatro Giuditta Pasta e il mondo della scuola, creando occasioni continuative di incontro tra studenti, artisti, docenti e cittadinanza attraverso il linguaggio vivo e condiviso del teatro.
In questo percorso assumono un ruolo centrale gli Incontri di approfondimento rivolti alle scuole secondarie di secondo grado, pensati per accompagnare alcuni degli spettacoli più importanti della stagione e amplificarne il valore culturale e formativo.
Il 18 novembre 2026 si terrà un incontro dedicato a Sarfatti e Matteotti, un approfondimento sul rapporto tra arte, politica e costruzione del consenso nel periodo fascista attraverso le figure di Margherita Sarfatti e Giacomo Matteotti. Due biografie contrapposte che diventano occasione per riflettere su responsabilità individuale, esercizio del potere e memoria storica.
Il 26 gennaio 2027, con la partecipazione di Claudia Pinelli, l’incontro dedicato a Morte accidentale di un anarchico offrirà agli studenti l’opportunità di confrontarsi con la vicenda di Giuseppe Pinelli, con gli anni della strategia della tensione e con il ruolo del teatro civile di Dario Fo nella costruzione della memoria collettiva. Un momento di riflessione sui temi della giustizia, della verità storica e dell’impegno politico.
Il 23 febbraio 2027 sarà invece la volta di Riccardo III e il tema del potere, un percorso che prenderà avvio dalla tragedia shakespeariana per indagare meccanismi di manipolazione, ambizione personale e costruzione del consenso, mettendo in dialogo il classico con le dinamiche politiche contemporanee.
Questi appuntamenti rappresentano molto più di un’attività collaterale: sono parte integrante della missione culturale del teatro e testimoniano la volontà di fare del Giuditta Pasta un luogo in cui lo spettacolo diventa occasione di conoscenza, confronto e crescita civile.
Un elemento distintivo della stagione è l’attenzione ai processi di creazione e produzione, che fanno del Teatro Giuditta Pasta non solo un luogo di ospitalità, ma anche uno spazio in cui gli spettacoli nascono, crescono e si trasformano. Nel corso dell’anno il teatro accoglierà sei residenze artistiche e riprese di tournée, confermando il proprio ruolo all’interno delle reti produttive nazionali.
Tra gli appuntamenti di maggior rilievo spiccano la residenza del Teatro Franco Parenti con Ambra Angiolini per La reginetta di Leenane, la nuova produzione di ATIR diretta da Serena Sinigaglia, Eumenidi, e il debutto di Underdogs del giovane Collettivo Ruth, una delle realtà emergenti più interessanti della nuova scena italiana con il sostegno del Teatro Giuditta Pasta.
A questi si affianca la residenza di L’uomo che brucia, tratto dal romanzo L’Homme qui brûle di Alban Lefranc, con adattamento e regia di Ugo Fiore: una coproduzione tra Drama APS, LAC Lugano Arte e Cultura e Proxima Res, realizzata con il sostegno delle Carrozzerie n.o.t. e Teatro Giuditta Pasta. Completa il programma la nuova produzione di AGIDI ed Epoché Arteventi con Antonio Ornano, tratta da Il bar sotto il mare di Stefano Benni e diretta da Giorgio Gallione, che abiterà la sala saronnese per due settimane prima del debutto nazionale.
Completa il percorso il progetto speciale Timone di Atene, realizzato dalla Compagnia Università degli Studi di Milano – Arcus in collaborazione con Proxima Res e con il coinvolgimento degli studenti della NABA di Milano per scene e costumi. Un’iniziativa che unisce formazione, ricerca e produzione professionale, offrendo ai giovani artisti un’importante occasione di crescita e confronto con il pubblico.
“L’idea portante di questa mia quarta stagione al Giuditta Pasta è quella di indagare ciò che ci precede e ci costituisce: le genealogie familiari, le eredità politiche, le fratture della storia e i nodi irrisolti che continuano a riverberarsi nel presente“, racconta Andrea Chiodi, Direttore Artistico Teatro Giuditta Pasta. “Con “Radici” voglio anche segnare un momento in cui dopo tre anni di Nuovi Sguardi, Immaginazioni e Riflessioni è necessario affondare la proposta in maniera chiara cercando di proporre un percorso sempre più plurale e per tutti ma pieno di senso e di proposta culturale che credo siano gli elementi di un teatro pubblico della città. Ancora una volta varie proposte divise per sezioni: la grande prosa, la contemporanea, la danza contemporanea, gli show, il teatro famiglie e per bambini. Non mancherà la musica classica con un’attenzione speciale alla Lirica da noi caratterizzata con il concorso Lirico Internazionale dedicato a Giuditta Pasta. Una stagione molto ricca, un vero teatro della Città per tutti”.
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Wow
0
Triste
0
Furioso
0
Commenti (0)