Chi è Thomas Corigliano: il "talento generazionale" della Juventus che viene paragonato a Yildiz e che ha Cristiano Ronaldo come idolo.
Nei giorni in cui si sta ufficialmente giocando la fase finale del campionato nazionale che assegnerà lo Scudetto Under 17 il nome di Thomas Corigliano è sicuramente balzato agli onori della cronaca non solo di chi segue la sua Juventus, ma di tutta Italia.
Oggi alle 20 ci sarà la finale contro l'Empoli che soltanto un anno fa, nella finale Under 16, fu battuto proprio grazia ad un suo pesantissimo goal, e dalla stellina bianconera ci si aspetta un replay.
In queste tre partite (andata e ritorno contro la Roma ai quarti e semifinale secca contro l'Inter) ha segnato ben 4 goal zittendo, dito alla bocca, i nerazzurri con la dopèpietta nei supplementari che ha chiuso la gara.
Già campione d'Europa, già promosso in Primavera e soprattutto già seguito con attenzione da Luciano Spalletti per il giro della prima squadra, andiamo a scoprire chi è davvero questo talento classe 2009 che in molti stanno paragonando a Kenan Yildiz.
ALLA JUVE DA UNA VITA
Thomas Corigliano nasce a Bra, città famosa in tutto il mondo per la sua celebre salsiccia e per il formaggio che prendono proprio il nome del paese, il 20 gennaio 2009 e come tutti inizia a giocare in una scuola calcio locale. La Juventus grazie ai suoi responsabili sul territorio lo nota e lo fa entrare nella propria scuola calcio giovanissimo, da quando aveva di fatto 7 anni e da allora quella maglia è diventata una seconda pelle.
DUE STAGIONI ESPLOSIVE
Thomas è sempre stato un talento precoce, ma le ultime due stagioni hanno visto letteralmente una clamorosa esplosione. Con l'Under 16 arriva a vincere lo Scudetto nazionale segnando in totale 22 goal stagionali giocando da trequartista.
Quest'anno, invece, prima dell'exploit della fase finale Under 17 ha trovato 13 goal e ben 18 assist fra campionato Under 17, campionato Primavera e Coppa Primavera (entrambi i tornei Primavera da sottoetà).
CAMPIONE D'EUROPA UNDER 17
Nel mezzo della stagione e prima di questa fase finale, Corigliano non si è risparmiato neanche con la maglia azzurra addosso e, con la maglia numero 10 sulle spalle è stato uno dei giocatori più creativi dell'Italia Under 17 di Franceschini che si è laureata Campione d'Europa in Estonia lo scorso 4 giugno segnando un goal nella fase a gironi contro il Montenegro, lasciando a Croci il rigore dell'1-0 contro la Spagna e prendendosi anche la resposabilità di tirare il primo delicatissimo rigore nella lotteria finale della semifinale contro gli spagnoli.
TALENTO "GENERAZIONALE"
Corigliano è stato definito a più riprese come un "talento generazionale" da diversi addetti ai lavori e c'è chi, come Antonio Marchio che è stato a lungo coordinatore dell'attività di base della Juventus, di lui alla Gazzetta ha detto: "Nel 2033 sarà capitano della Juventus. È un bravo ragazzo, dietro di lui c'è una famiglia giusta".
Fantasista che va in controtendenza con quanto il calcio di oggi sta offrendo, è molto bravo nel dribbling puro, nello stretto e non in allungo, ma soprattutto ha una capacità di calcio incredibile avendo messo potenza nelle gambe senza perdere rapidità e vivacità.
IL PARAGONE CON YILDIZ
Non altissimo, si è però strutturato nel tempo così da poter reggere il confronto con difensori e centrocampisti muscolari.
C'è chi lo sta paragonando a Kenan Yildiz, ma prima di tutto con il turco non condivide il piede forte, dato che lui è mancino (e per questo in passato è stato paragonato a Paulo Dybala) e soprattutto è distante dal turco nel modo in cui dribbla dato che Yildiz sterza in conduzione e in accelerazione, mentre Corigliano è più abile da fermo. Marchio di lui ha detto: "Ha cervello e piedi collegati e calcia già come gli adulti. Le cose migliori le fa tra le linee".
In sostanza è più un 10 puro che non un esterno e, per questo, senza arrivare a Paulo Dybala, il paragone più calzante potrebbe essere quello con l'altro ex-bianconero Sebastian Giovinco.
IDOLO CRISTIANO RONALDO E GLI OCCHI DI SPALLETTI
Tifoso della Juventus fin da bambino, il suo idolo in realtà non è un trequartista che gioca nel suo ruolo, bensì quel Cristiano Ronaldo che ha potuto ammirare da vicino quando era in bianconero. E in bianconero, quantomeno negli allenamenti con la prima squadra potrebbe rientrarci presto proprio Corigliano. Spalletti segue lui ed Elimoghale da vicino pensando che entrambi facciano già intravvedere "un futuro importante". Da qui a diventare il capitano della Juve nel 2033 ne dovrà passare ancora di acqua sotto i ponti, a partire dalla finale Scudetto di oggi.
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