Chiede una visita urgente per il figlio, appuntamento nel 2028: è il modello Toscana, bellezza. FdI: “Giani che ne pensa?”

13 Giugno 2026 - 20:19
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Chiede una visita urgente per il figlio, appuntamento nel 2028: è il modello Toscana, bellezza. FdI: “Giani che ne pensa?”

Chiede una visita urgente per il figlio, appuntamento nel 2028: è il modello Toscana, bellezza. FdI: “Giani che ne pensa?”

Una visita di neuropsichiatria infantile classificata come urgente, da effettuare entro 30 giorni, fissata invece a marzo 2028. È il caso denunciato dal consigliere regionale di Fratelli d’Italia Marco Guidi. Che torna ad accendere i riflettori sulle criticità della sanità toscana e, in particolare, sulla carenza di specialisti nel settore della neuropsichiatria infantile.

Modello Toscana? Una visita per un bambino tra due anni…

La vicenda arriva da Massa, dove una madre si è vista assegnare per il proprio figlio un appuntamento a quasi due anni di distanza dalla prescrizione medica. Un’attesa che, secondo l’esponente di FdI, rappresenta «un fatto gravissimo e inaccettabile». E che dimostra ancora una volta le difficoltà del sistema sanitario regionale nel garantire prestazioni essenziali nei tempi previsti. «Siamo di fronte a un caso che certifica il fallimento della gestione della sanità toscana da parte della sinistra», attacca Guidi. Il consigliere regionale richiama l’attenzione sulla «drammatica carenza di neuropsichiatri infantili» presente nelle strutture pubbliche della Toscana. Una situazione che compromette non soltanto l’accesso alle visite specialistiche. Ma anche la continuità terapeutica per bambini e ragazzi affetti da disturbi del neurosviluppo o altre fragilità.

Guidi (FdI): “Fa rabbia sentire Giani sostenere che il modello funzioni”

Le conseguenze ricadono direttamente sulle famiglie, costrette a fare i conti con tempi di attesa incompatibili con qualsiasi esigenza di cura. «Le famiglie vengono lasciate sole e costrette ad affrontare attese che non hanno alcuna giustificazione sul piano sanitario», sottolinea Guidi. Nel mirino dell’esponente di Fratelli d’Italia finisce soprattutto il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani. «Fa ancora più rabbia sentire il governatore continuare a sostenere che il modello sanitario toscano funzioni. La realtà racconta tutt’altro: liste d’attesa fuori controllo, personale insufficiente e cittadini che vedono negato un diritto fondamentale come quello alla salute».

Guidi al governatore Giani: “E’ il fallimento del modello sanitario del centrosinistra”

Guidi ha quindi chiesto all’Asl Toscana Nord Ovest di intervenire immediatamente per verificare il caso e garantire una soluzione rapida: assicurando la prestazione nei tempi indicati dalla prescrizione medica. «Non è accettabile che una visita urgente venga rinviata di quasi due anni», ribadisce. La vicenda riporta al centro del dibattito una delle criticità più denunciate negli ultimi anni: la difficoltà di accesso ai servizi di neuropsichiatria infantile. Un settore sempre più sotto pressione a fronte dell’aumento delle richieste di assistenza e della scarsità di professionisti disponibili. Una situazione che, secondo l’opposizione di centrodestra, rappresenta una delle principali lacune della sanità toscana e che richiede interventi urgenti per evitare che a pagare il prezzo delle inefficienze siano proprio i pazienti più fragili e le loro famiglie.

La situazione è stata denunciata dalla Nazione qualche giorno fa, riguardante la situazione altrettanto grave a Prato. A dimostrazione che il modello Toscana sbandierato dal governatore è tutto tranne che un modello.

Neuropsichiatria infantile, l’allarme delle famiglie: “Manca il personale”

Le famiglie con bambini  ragazzi con disabilità, disturbi del neurosviluppo e autismo che fanno riferimento al servizio di Neuropsichiatria Infantile e della Salute Mentale non possono avere un’assistenza degna di questo nome. L’allarme, per quanto riguarda Prato, nasce da una serie di pensionamenti che hanno interessato il servizio: in un momento già caratterizzato da una carenza di personale. “L’ultimo risale al primo giugno -leggiamo-  quando una delle neuropsichiatre in servizio ha concluso la propria attività lavorativa. Un addio che si aggiunge a un altro pensionamento avvenuto a gennaio”. E che, secondo quanto segnalano le famiglie, non sarebbe ancora stato sostituito. Siamo di fronte a un progressivo ridimensionamento dell’organico che ha fatto crescere le preoccupazioni di genitori e associazioni impegnate nel sostegno alle persone con disabilità e alle loro famiglie.

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