Come ci si sente ad aver inventato uno dei gin più famosi al mondo?

27 Maggio 2026 - 04:51
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Come ci si sente ad aver inventato uno dei gin più famosi al mondo?

In una giornata di sole e primo caldo di maggio, nella veranda all’ultimo piano di un ristorante milanese, ci ritroviamo seduti davanti a Lesley Gracie. La donna del gin, o meglio colei che ha cambiato per sempre il mondo di questo distillato quasi trent’anni fa. È il 1999 e Lesley lavora come master distiller presso lo stabilimento di Girvan, di proprietà di William Grand & Sons, quando viene contattata da Charles Gordon in persona. La richiesta che le viene fatta è singolare e particolarmente ambiziosa, ovvero creare un gin non ancora immaginato da nessuno, capace di poter diventare ultra-premium e conquistare il mercato mondiale.

Grazie alla sua formazione chimica e alla naturale propensione verso creatività e immaginazione, Lesley crea Hendrick’s Gin, l’originale ricetta in bottiglia nera che tutti – davvero tutti – conosciamo. Da quel momento ha inizio una vera e propria rinascita di questa tipologia di prodotti, una ginnaissance globale come viene anche definita dagli addetti ai lavori, che porta il brand a diventare leader indiscusso sul mercato. «Vi lascio immaginare quando il team marketing propose per la prima volta una bottiglia nera. Il resto del team rimase sconvolto, compresi noi del reparto di ricerca, in quanto tutti ci aspettavamo la classica bottiglia alta e snella, e indubbiamente trasparente. A posteriori, sappiamo quanto sia stata una scelta vincente e ora, in qualche modo, stiamo provando a scrivere un nuovo pezzo di storia» racconta Lesley.

Il motivo per il quale siamo faccia a faccia con una delle persone più importanti di questo settore è proprio la presentazione della nuova release permanente Another Hendrick’s, la prima novità ad essere lanciata globalmente su tutti i mercati in contemporanea. Un gin che entra stabilmente in portfolio, affiancando senza timore la versione originale. «Il lancio di Another Hendrick’s è molto più di una semplice estensione di linea. Rivela un altro lato di noi stessi e rende Hendrick’s più dinamico, culturalmente rilevante e ancora più forte nel guidare la prossima fase di crescita degli spirits premium» dichiara Nora Torpey, Global Managing Director del brand. Non è un caso che la bottiglia di questo nuovo liquido sia di un bianco brillante e acceso, nell’ottica mirata di affiancare la prima etichetta nera nelle bottigliere dei bar di tutto il mondo.

Non si tratta di un restyling, non si tratta di un prodotto pensato per un particolare momento storico o a caccia di trend di mercato, quanto di un nuovo capitolo e una nuova dimensione. «La domanda che mi sono posta è molto semplice: se dovessi creare Hendrick’s oggi, che cosa farei? La risposta è arrivata mentre eravamo a Città del Messico, bevendo un drink. Come garnish del cocktail era stato usato un fiore di cacao fresco, floreale, leggermente fruttato. È stata una sorta di folgorazione e mi sono messa subito a studiare questo ingrediente. Conosco il cacao e l’ho usato spesso ma guardandolo per le sue note cioccolatose e profonde, non dal punto di vista del frutto. Quando si lavora a un nuovo distillato si procede per tentativi, test e prove fino a trovare il bilanciamento ideale. A quel punto poi si passa il vaglio del reparto miscelazione proiettando test e assaggi sul mercato. La cosa più importante è non mentire a sé stessi ed essere disposti a disfare e ricostruire» mi racconta.

Accanto al cacao, è stato affiancato il fiore d’arancio, per creare un connubio agrumato, fresco e delicato. A differenza della ricetta coniata venticinque anni fa, dove cetriolo e rosa convivono in un bellissimo equilibrio vegetale e fruttato, Another Hendrick’s è più vellutato (anche all’assaggio), rotondo e morbido. Tutto in Hendrick’s è sempre stato costruito sulla dualità. Due alambicchi – il Bennett Still e il Carter-Head Still – che lavorano in modo opposto e complementare: il primo per un’estrazione ricca e profonda, il secondo per ottenere un distillato leggero e aromatico.

Uno scatto dell’evento svoltosi a Milano, presso il Teatro Gerolamo, per il lancio di Another Hendricks

Due infusioni rappresentative come rosa damascena e cetriolo che nessuno avrebbe mai pensato di abbinare al gin vent’anni fa e che oggi tornano con ingredienti diversi e rinnovato stupore. Another Hendrick’s nasce dallo stesso dna, dal medesimo Gin Palace sulla costa scozzese dell’Ayrshire, dalla stessa mente visionaria di Lesley, ma sposa una dimensione sensoriale diversa per creare una reale domanda di mercato. Entrambe i prodotti incarnano con coerenza lo stile vintage premium del brand, l’ottimismo, le note ironiche e visionarie che da sempre ne caratterizzano immagine e comunicazione. Ora siete più che preparati per ordinare il vostro prossimo gin tonic e, perché no, mettere a confronto le due varianti. Cheers!

Photo courtesy Hendrick’s Gin

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