Come nasce una batteria per smartphone: il viaggio di iFixit in fabbrica

03 Luglio 2026 - 15:43
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Come nasce una batteria per smartphone: il viaggio di iFixit in fabbrica

Un nuovo video di iFixit ci porta all'interno di una fabbrica cinese dove ogni mese vengono prodotte quasi 13 milioni di celle per smartphone.

Quello che si vede non è affatto semplice, poiché vi è ingegneria di precisione, software dedicato e controlli di sicurezza che difficilmente immagineresti guardando una batteria chiusa nella sua confezione.

Tutto parte dalla cella al litio-polimero, fatta di decine di strati sottilissimi piegati con tolleranze microscopiche. Fin qui, nulla di sorprendente per chi mastica un minimo di tecnologia.

Il problema arriva subito dopo: una cella grezza non può essere semplicemente collegata a una fonte di corrente. Farlo sarebbe pericoloso, soprattutto su scala industriale, quindi ogni cella ha bisogno di una scheda dedicata che ne regoli il comportamento.

Questa scheda si chiama BMS, Battery Management System, e nel video si vedono file intere di schede vuote che passano attraverso una macchina di programmazione. Qui viene caricato un software di sicurezza pensato per evitare sovraccarichi e scariche eccessive, i due modi più comuni in cui una batteria può guastarsi o, nei casi peggiori, incendiarsi.

Una volta programmata, la scheda BMS viene saldata direttamente alla cella insieme al suo cavo di connessione. Solo a questo punto la batteria inizia ad assomigliare a qualcosa che potremmo riconoscere.

Per stare dentro uno spazio ridotto come quello di un iPhone, la scheda BMS viene ripiegata sopra la cella stessa. Qui entra in gioco un dettaglio che raramente ci viene in mente: per evitare cortocircuiti durante questa piegatura, i tecnici applicano nastro isolante specifico sui bordi prima di sigillare tutto con un adesivo esterno. È questa la differenza tra una batteria sicura e una potenziale bomba a orologeria.

Prima di lasciare la fabbrica, ogni batteria passa attraverso una serie di controlli qualità tutt'altro che superficiali. Macchine diagnostiche misurano l'impedenza interna, la capacità complessiva e le soglie di sicurezza contro il sovraccarico di corrente.

  • Verifica che lo stato di salute iniziale risulti al 100% (o leggermente sopra)
  • Controllo che la capacità dichiarata rispetti i requisiti richiesti da Apple
  • Lettura elettronica dei dati registrati sulla scheda BMS

Solo dopo aver superato questi test la batteria riceve il tocco finale: l'applicazione delle celebri strisce adesive che servono a estrarla facilmente durante la sostituzione.

Non stupisce che iFixit, azienda che vive di smontaggi e riparabilità, abbia deciso di raccontare questo processo: è un promemoria di quanta tecnologia nascosta ci sia in un componente che diamo per scontato ogni volta che carichiamo il telefono la sera.

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