Con la ripresa dei bombardamenti in Iran torna a salire il prezzo del greggio: l’impatto in Italia su bollette e alimentari

17 Luglio 2026 - 17:00
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Con la ripresa dei bombardamenti in Iran torna a salire il prezzo del greggio: l’impatto in Italia su bollette e alimentari

Da quando sono ripresi i bombardamenti in Medio Oriente, i prezzi del petrolio hanno registrato continui rialzi. Le limitazioni ai flussi di greggio attraverso lo Stretto di Hormuz e le indiscrezioni secondo cui Teheran avrebbe chiesto agli Houthi di prepararsi a chiudere la rotta del Mar Rosso in caso di attacchi statunitensi alle infrastrutture energetiche iraniane hanno alimentato i timori per l’approvvigionamento globale. Le cronache ora per ora parlano di attacchi incrociati ordinati da Washington e Teheran, di petroliere colpite nelle acque del Golfo persico, di soltanto tre navi mercantili che hanno attraversato lo Stretto di Hormuz ieri, il dato più basso da maggio. E così il prezzo del Brent è tornato a superare la soglia degli 80 dollari al barile portando i rialzi settimanali a circa il 12%.

Secondo gli analisti, il rischio che anche il Mar Rosso diventi un nuovo punto critico per il transito del greggio mantiene alta la tensione e, di conseguenza, i prezzi della materia prima. L’Agenzia internazionale dell’energia, che il 10 luglio aveva segnalato nel consueto report una ripresa dei flussi di petrolio nelle acque di Hormuz, ha avvertito che la sicurezza delle forniture alla luce degli ultimi avvenimenti resta motivo di forte preoccupazione.

Tutto ciò impatta ovviamente sui prezzi al consumo ben al di là dei confini dell’area mediorientale. Nel report sull’inflazione in Italia diffuso ieri dall’Istat si legge di un rincaro del 3% su base annua ma nessun incremento e anzi una diminuzione dello 0,2% rispetto a maggio. Questo dato però va letto nel dettaglio. Ecco cosa scrive l’Istituto di statistica: «Il lieve rallentamento dell’inflazione riflette la dinamica dei prezzi degli Alimentari non lavorati (da +5,5% a +4,4%), dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +3,0% a +2,7%) e dei Servizi relativi ai trasporti (da +1,7% a +1,1%); in accelerazione sono invece i prezzi degli Energetici, regolamentati (da +5,6% a +9,2%) e non regolamentati (da +12,5% a +13,3%)».

Questo aumento considerevole dei prezzi degli energetici va tenuto in seria considerazione, anche perché col tempo impatterà su tutte le altre voci. Così, se per il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, il rallentamento del carrello della spesa registrato dall’Istat per il mese di giugno rappresenta «una buona notizia per le famiglie, i consumatori e le imprese», per tutte le associazioni di consumatori in questo momento c’è ben poco da gioire. Il presidente dell’Unione nazionale consumatori, Massimo Dona, dice che c’è di fronte a noi «solo un miraggio, destinato a svanire»: «Si tratta di dati vecchi e superati, che dipendevano dalla tregua tra Usa e Iran siglata il 17 giugno. Peccato che dal 7 luglio, con la ripresa dei bombardamenti, tutti i prezzi delle materie prime, dal gas al petrolio, siano decollati nuovamente. Ci attende un'estate rovente».

Concorda il Codacons, secondo il quale nonostante la «leggera riduzione del tasso di inflazione a giugno», sull’estate «degli italiani si profila una nuova stangata determinata dall'incremento delle tariffe energetiche, dei prezzi dei carburanti e dei listini di tutto comparto del turismo e dei viaggi». L’associazione stima rincari che comporteranno 992 euro annui in più in media per le famiglie, cifra che sale a +1.370 euro per un nucleo con due figli. Il Codacons ha anche elaborato, sulla base dei dati Istat, una mappa su base regionale dei rincari. A fronte di una media nazionale di aumento delle tariffe di luce e gas pari al +11,2% su base annua, si legge, è Vicenza a registrare il rincaro più pesante d’Italia con un +15,3%. Seguono a ruota Caserta, Padova e Belluno (+14,4%). Un’altra voce che crea problemi alle tasche degli italiani, per diversi aspetti legata al settore energetico, è quella relativa ai trasporti. Analizzando l’utilizzo mezzi personali, i servizi di trasporto passeggeri, il trasporto merci, l’inflazione nazionale si attesta a giugno al 4,7%. Ma dai calcoli effettuati dal Codacons a Reggio Calabria e a Cosenza gli aumenti sono molto più alti e raggiungono il +7,1%, +6,6% a Napoli, +5,8% a Olbia-Tempio. E già in alcune città i rincari sugli energetici hanno influito sul carrello della spesa, con Bolzano che guida la classifica dei rincari alimentari con un aumento del 3,6% su base annua, tallonata da Napoli e Siracusa (+3,5%).

Dicono da Federconsumatori con evidente polemica circa le attenzioni del governo riservate alla legge sulla caccia e all’aumento delle spese per gli armamenti: «Le famiglie, in questo scenario, sono costrette a tagliare, persino sul consumo energetico e alimentare: per questo è necessario agire ora, riportando al centro del dibattito politico i cittadini, i loro bisogni, le loro esigenze, tra cui certamente non rientrano né la caccia né i caccia».

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