Con Preserving Assisi la Basilica di San Francesco diventa digitale e immersiva

17 Settembre 2026 - 15:05
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Con Preserving Assisi la Basilica di San Francesco diventa digitale e immersiva
foto da ufficio stampa
La Basilica di San Francesco d’Assisi diventa anche un progetto immersivo hi-tech per gli 800 anni della morte del Santo patrono d’Italia.

Nell’anno dell’ottavo centenario della morte di San Francesco è stata presentata Preserving Assisi, la nuova piattaforma digitale dedicata alla Basilica di San Francesco in Assisi. Il progetto integra fotografia gigapixel ad altissima risoluzione, rilievi tridimensionali, virtual tour immersivi e un archivio digitale, con l’obiettivo di costruire nel tempo una documentazione sempre più completa del complesso basilicale e del suo patrimonio artistico.

La vicenda di San Francesco, così come anche l’enorme influenza nella religione e nella storia che ha portato, è nota: nato in una famiglia di commercianti benestanti, Francesco rinunciò alla ricchezza per una vita di povertà, umiltà e servizio, fondando l’Ordine francescano e facendosi portatore di un messaggio di pace, fraternità e cura del creato che continua a parlare al mondo contemporaneo.

La Basilica, luogo della sua sepoltura e parte del sito Unesco di Assisi, conserva un eccezionale valore spirituale, storico e culturale, ed è uno dei grandi monumenti dell’arte medievale, con cicli pittorici di Cimabue, Giotto e altri protagonisti della pittura italiana tra Duecento e Trecento.

Promosso da Haltadefinizione, tech company del Gruppo Panini Cultura, e dalla Custodia Generale del Sacro Convento di San Francesco dei Frati Minori Conventuali, Preserving Assisi offre una nuova modalità di accesso e conoscenza del monumento e, soprattutto, pone le basi per un digital twin in progressivo sviluppo del complesso basilicale: una memoria digitale dell’architettura, delle pitture, delle superfici e del loro stato di conservazione, pensata per supportare nel tempo documentazione, studio, monitoraggio e conservazione.

Il progetto è patrocinato e sostenuto dal Comitato Nazionale per le Celebrazioni di San Francesco, gode inoltre del patrocinio della Regione Umbria e della Città di Assisi, ed è realizzato in collaborazione con l’Università degli Studi di Firenze e con il sostegno di Bper.
Il cuore di Preserving Assisi è un sistema integrato di tecnologie per la digitalizzazione, la gestione e la fruizione dei dati. Le campagne integrano fotografia gigapixel ad altissima risoluzione e rilievi tridimensionali, estesi agli spazi interni ed esterni della Basilica e ai suoi apparati decorativi. Le acquisizioni permettono di documentare con grande precisione la morfologia, le cromie, le caratteristiche delle superfici e lo stato di conservazione del monumento.
La piattaforma consente oggi di muoversi virtualmente negli spazi della Basilica grazie a virtual tour e ambienti a 360°, e di esplorare i cicli pittorici attraverso immagini gigapixel, passando dalla visione complessiva dell’architettura fino a dettagli difficilmente percepibili durante una normale visita.

Nelle campagne 2025–2026 sono state acquisite oltre 27.000 fotografie, generando più di 12 tb di dati e 98 asset digitali finali, tra cui immagini gigapixel e panorami a 360°. La digitalizzazione ha interessato alcune delle principali aree della Chiesa Inferiore, tra cui le cappelle di San Martino, Santa Maria Maddalena e San Nicola, il transetto e la volta del presbiterio, oltre agli spazi esterni. Tra i risultati più significativi figura l’immagine gigapixel della Crocifissione di Pietro Lorenzetti (ca. 1320) nel transetto meridionale, realizzata nel luglio 2026. Con una risoluzione di 101.627 × 78.170 pixel, contiene quasi 8 miliardi di pixel, ed è una delle immagini più grandi realizzate finora nell’ambito del progetto.

Preserving Assisi non è soltanto uno strumento di accesso e valorizzazione. La documentazione prodotta registra lo stato della Basilica in un determinato momento e potrà costituire nel tempo un riferimento per individuare eventuali alterazioni, supportando studiosi, restauratori e ricercatori nella conoscenza, nel monitoraggio e nella conservazione del monumento.

La foto pubblicata è stata inviata dall’ufficio stampa.

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