Confartigianato Moda lancia il “patto per il futuro della filiera”

25 Giugno 2026 - 11:37
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Semplificare i controlli, ridurre i costi burocratici per le imprese, rafforzare trasparenza e sostenibilità della filiera della moda made in Italy. È questo l’obiettivo del “Patto per il futuro della filiera” lanciato come manifesto strategico da Confartigianato Moda “per un ecosistema di audit efficiente, trasparente e sostenibile”.

Il Patto prospettato dalla federazione di categoria propone un nuovo modello di governance della conformità lungo tutta la filiera, coinvolgendo brand, organismi di certificazione, sindacati e Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit). Cuore dell’iniziativa è l’adozione di un unico schema di audit e di una sola check-list di verifica, destinati a diventare il riferimento esclusivo per la valutazione qualitativa della catena di subfornitura e per il rilascio della futura ‘Certificazione Unica di Conformità’ delle filiere della moda. L’obiettivo è quello di porre fine alla proliferazione di verifiche, ispezioni e richieste documentali che oggi gravano soprattutto sulle micro e piccole imprese artigiane della moda, generando duplicazione di costi e sovrapposizione di procedure.

Con il Patto, Confartigianato chiede ai grandi marchi e alle associazioni imprenditoriali del settore di rinunciare agli strumenti proprietari e di adottare il modello condiviso nei contratti di fornitura. Al Mimit viene assegnato un ruolo strategico di osservatore e coordinatore del processo, con l’obiettivo di garantire che il sistema risulti riconosciuto e credibile da tutti gli attori della filiera, dai brand ai produttori, dai certificatori ai sindacati.

Sul fronte del supporto diretto alle imprese, Confartigianato si impegna ad assistere le aziende artigiane nella compilazione della versione semplificata della check-list — la cosiddetta Sezione B — anche attraverso le Camere di Commercio. Saranno predisposte linee guida specifiche per i comparti tessile, abbigliamento, calzaturiero e pelletteria, riconoscendo le peculiarità operative di ciascun segmento.

“Gettiamo le basi per un modello di valutazione che finalmente unisce e non divide”, ha dichiarato Moreno Vignolini, presidente di Confartigianato Moda. L’obiettivo, nelle parole del presidente, è eliminare l’enorme carico burocratico che oggi pesa sui subfornitori, garantendo al contempo la massima trasparenza, la tracciabilità dei processi produttivi e una reale tutela sia per le imprese sia per il consumatore finale.

Perché i controlli siano davvero uniformi, gli organismi di certificazione si impegnano ad applicare la check-list unica in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale, con ispettori formati in maniera specifica sui temi del diritto del lavoro, della sicurezza e delle normative fiscali e previdenziali. La governance del sistema sarà inoltre affidata a un Tavolo tecnico permanente presso il Mimit, convocato due volte l’anno per monitorare l’andamento del mercato e aggiornare gli indicatori di riferimento, con attività destinate a costituire la base tecnica per la futura disciplina regolamentare.

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