H&M, le vendite del Q2 calano del 3%. Pesa la riduzione delle scorte
H&M apre la seduta odierna con un calo delle contrattazioni (in mattinata tra il -1 e il -2%) sulla scia di risultati del secondo trimestre 2026 (periodo che va da marzo a maggio) principalmente a causa di un utile operativo inferiore alle attese degli analisti e di una previsione di vendite debole per il mese di giugno. Entrando nel dettaglio, il colosso svedese ha riportato un utile operativo di 5,91 miliardi di corone svedesi (545 milioni di euro) inferiore alle previsioni degli analisti, pari a 6,35 miliardi di corone svedesi ma stabile rispetto al medesimo periodo dello scorso anno. Il fatturato netto si è attestato a 54,83 miliardi di corone svedesi, leggermente al di sotto dei 55,23 miliardi previsti, con un calo a tassi correnti del 3,3%, contrazione ridimensionata a -1% a tassi costanti a causa dell’impatto delle svalutazioni monetarie. A pesare soprattutto i risultati di Europa occidentale e Americhe, che hanno più che compensato i miglioramenti registrati in Europa meridionale e nell’area Asia-Pacifico. A penalizzare il risultato, spiega il gruppo, ci sarebbe la riduzione della quantità di abbigliamento nei magazzini che, pur migliorandone la gestione, ha di fatto non consentito di soddisfare pienamente la domanda.
Il CEO Daniel Ervér ha osservato che “le vendite del trimestre sono risultate leggermente inferiori alle previsioni, mentre la redditività e la situazione delle scorte si sono sviluppate positivamente. Il miglioramento della redditività e l’aumento della produttività delle scorte sono in linea con il nostro impegno a lungo termine per gettare le basi di una crescita sostenibile e redditizia”.
Le scorte continuano il loro percorso di normalizzazione, scendendo del 10% su base annua al 15,8% delle vendite degli ultimi dodici mesi, in miglioramento rispetto al 16,6% di fine 2024. Un dato che il CEO legge con cautela: “Una gestione più rigorosa delle scorte ha in alcuni casi inciso sulla nostra capacità di soddisfare pienamente la domanda. Riteniamo che vi sia il potenziale per aumentare ulteriormente la precisione al fine di creare un migliore equilibrio tra disponibilità e domanda”.
L’utile ante imposte è sceso a 5,28 miliardi di corone (contro i 5,83 miliardi stimati), mentre l’utile netto ha raggiunto i 3,99 miliardi di corone.
Le prospettive per il trimestre in corso sono caute. Le vendite di giugno in valuta locale rimarranno invariate rispetto all’anno precedente sono attese stabili a cambi costanti. Per il terzo trimestre, il gruppo non prevede elementi favorevoli sul margine lordo: i fattori esterni saranno neutrali, i benefici della supply chain inizieranno a essere confrontati con basi più impegnative, mentre le svalutazioni delle scorte sono attese stabili anno su anno.
Sul fronte strategico, H&M ha confermato la previsione di una riduzione netta di circa 80 negozi per l’intero anno, con circa 90 aperture e 170 chiusure, e si prepara ad avviare nella seconda metà del 2026 un aggiornamento significativo dell’infrastruttura digitale.
Il titolo nell’ultimo anno ha visto un rialzo del 30% ma rimane oggetto di valutazioni divergenti tra le banche d’investimento. Deutsche Bank mantiene il giudizio Hold con target price a 160 SEK, mentre Barclays è più cauta con un Underweight e target a 150 SEK, entrambe al di sotto delle quotazioni correnti.
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