Confindustria Veneto Est: produzione manifatturiero accelera, II trim +3,2%
Padova, 5 ago. (askanews) – L’attività manifatturiera nel Veneto orientale accelera, pur in un contesto globale di grande incertezza. Ma gli impatti della nuova escalation militare in Iran con i rincari di petrolio e gas, si allungano ora sulle prospettive di crescita. Nel secondo trimestre 2026, la produzione registra un incremento del +3,2% su base annua (dopo il +0,8% del primo trimestre), più marcato per le medio-grandi imprese (+3,5) e le altre attività manifatturiere (+4,0%), sostenuto dall’accumulo precauzionale di scorte e da un export più vivace delle attese (+5,0%). Nel semestre la variazione tendenziale è del +2,0%. L’impatto della guerra e dei rincari di beni energetici e non, incide sulle attese di produzione, stabili tra luglio e dicembre per il 67,6% delle aziende, in aumento per il 18,2% (dal 16,5).
Sono i principali risultati dell’indagine “La Congiuntura dell’Industria del Veneto Orientale” (consuntivo secondo trimestre 2026 – previsioni luglio-dicembre 2026) condotta da Confindustria Veneto Est, in collaborazione con Fondazione Nord Est, su un campione di 763 aziende manifatturiere e dei servizi delle province di Padova, Treviso, Venezia e Rovigo.
Migliora il fatturato dell’industria nel secondo trimestre, condizionato da un nuovo aumento dei prezzi alla produzione, con un buon contributo di entrambe le componenti: +4,8% il fatturato nazionale, +5,0% il fatturato estero, sintesi di una crescita sia per i mercati Ue (+5,1%) sia per quelli extra Ue (+5,0). Gli ordini registrano un più contenuto aumento tendenziale dello 0,7%. Pressoché stazionaria, ma in segno positivo l’occupazione (+0,1%). La ripresa delle ostilità nel Golfo infiamma i prezzi delle materie prime, energetiche e non: più che raddoppia sino al 65% rispetto allo stesso periodo del 2025 (32,1%), con punte del 68,9% nelle piccole imprese, la quota di chi le rileva in ulteriore aumento tra aprile-giugno. L’inflazione rimane alta, sono saliti i tassi di interesse che freneranno il credito: costo del denaro in aumento per il 21,0% delle imprese (dal 13,6% del primo trimestre), a fronte del 75,7 che lo rileva stabile. Liquidità aziendale tesa per il 13,1%.
“In uno scenario di incertezza globale senza precedenti, le imprese del nostro territorio mostrano una capacità di tenuta tutt’altro che scontata e livelli elevati di produzione, sostenuta dalla domanda interna e da una componente estera più vivace delle attese – commenta Paola Carron, Presidente di Confindustria Veneto Est -. Pesano tuttavia i forti rincari dei prezzi energetici, mediamente superiori del 61% rispetto ai principali competitor Ue, e delle materie prime e le difficoltà di approvvigionamento che hanno già inciso sull’attività delle imprese, eroso inevitabilmente i margini e assorbito liquidità per far fronte alle bollette. Il tempo della cautela è finito. Ora più che mai occorre agire con urgenza e in modo strutturale, a livello nazionale ed europeo, su energia, produttività e burocrazia per tornare a crescere del 2% l’anno”.
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