Copagri: in piano azione Comm. Ue fertilizzanti poche luci
Roma, 19 mag. (askanews) – “Gli ingenti rincari dei prezzi dei fertilizzanti, legati a doppio filo alle forti tensioni internazionali, stanno mettendo a serio rischio la continuità delle semine, con possibili conseguenze dirette sulla sovranità alimentare nazionale e comunitaria; tali aumenti, inoltre, palesano la necessità di interventi decisamente più coraggiosi e impattanti di quelli ipotizzati dall’Esecutivo Ue”. Lo sottolinea il presidente della Copagri Tommaso Battista a margine della presentazione del Piano d’azione sui fertilizzanti.
“I prezzi dei fertilizzanti, infatti, già aumentati del 60% alla fine del 2025 e poi ulteriormente cresciuti del 40% ad aprile 2026, costituiscono una voce significativa del bilancio delle aziende agricole, arrivando a rappresentare anche un terzo dei costi di produzione totali; non è un caso che sempre più aziende stiano decidendo di ridurre le superfici coltivate o di orientare le semine verso colture meno esigenti in termini di fertilizzanti, ovvero meno esposte alla loro scarsità e alle bizze dei mercati”, aggiunge il presidente.
“Proprio per tali ragioni – continua Battista – non possiamo mancare di rilevare come l’impostazione sostanzialmente condivisibile del Piano vada a scontrarsi con la realtà dei numeri, presentando di fatto pochissime luci e decisamente più ombre, a partire dalla sciagurata previsione di utilizzare i fondi PAC per finanziare nuove misure o interventi a favore degli agricoltori colpiti dalla crisi dei fertilizzanti”.
“Tutto ciò senza considerare i forti aumenti dei costi dell’energia, con rincari che hanno raggiunto punte del 100% per il gasolio agricolo e del 40% circa per il gas naturale; quest’ultimo aumento, in particolare, va a incidere direttamente sui costi di produzione dell’urea, fertilizzante azotato di sintesi prodotto proprio a partire dal gas”, prosegue il presidente, puntando il dito anche sulle pesanti ricadute del CBAM.
“In una situazione del genere, in cui è imprescindibile dare sollievo ai produttori, individuando nuovi canali e fornitori commerciali, è impensabile tassare l’import di prodotti a base di carbonio dai quali dipende direttamente la produzione e la disponibilità di alimenti”, rimarca Battista, ad avviso del quale “non si capisce, inoltre, perché questa tassa debba andare a ricadere sulle spalle degli agricoltori, ovvero i meri utilizzatori finali di un prodotto le cui emissioni di carbonio derivano da processi industriali”.
“Un ulteriore e concreto rischio è quello di aggravare la situazione dell’interscambio commerciale di fertilizzanti, che già oggi vede l’Europea costretta a importare oltre il 30% del suo fabbisogno”, conclude il presidente, ricordando che secondo la Copagri “è fondamentale ragionare sull’utilizzo di fertilizzanti alternativi, a partire dal digestato, lavorando nel frattempo per sospendere l’applicazione del CBAM e per intervenire sulle sanzioni comminate a Russia e Bielorussia”.
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Wow
0
Triste
0
Furioso
0
Commenti (0)