M87*, il buco nero più famoso svela un cuore turbolento

Nuove analisi dell’Event Horizon Telescope svelano dettagli sul buco nero M87*: il plasma vicino all’orizzonte degli eventi è turbolento e l’anello luminoso cambia nel tempo.

Maggio 19, 2026 - 18:38
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M87*, il buco nero più famoso svela un cuore turbolento

M87*, nuove rivelazioni sul buco nero più famoso: 

il cuore è turbolento e dinamico

Il buco nero più famoso dell’astronomia moderna torna a far parlare di sé. M87*, il gigantesco buco nero al centro della galassia Messier 87, è stato il primo a essere fotografato direttamente nel 2019 grazie alla collaborazione internazionale Event Horizon Telescope. Oggi nuove analisi mostrano un ambiente ancora più complesso di quanto si pensasse.

Gli scienziati hanno confrontato le osservazioni raccolte nel 2017 e nel 2018, ricostruendo l’evoluzione del plasma caldo che ruota attorno al buco nero. Il risultato è un quadro in movimento, in cui la materia non forma un anello statico, ma un sistema turbolento, variabile e dominato da forze estreme.

Il primo buco nero mai fotografato

M87* si trova nel cuore della galassia Messier 87, a circa 55 milioni di anni luce dalla Terra. La sua massa è stimata in circa 6,5 miliardi di volte quella del Sole, una dimensione che lo rende uno degli oggetti più imponenti osservati dall’umanità.

La sua immagine, diffusa nel 2019, è diventata un’icona della scienza contemporanea: un anello luminoso attorno a una regione scura, interpretata come l’ombra del buco nero. Quella fotografia non mostrava il buco nero in sé, invisibile per definizione, ma la luce emessa dal gas incandescente che gli ruota intorno prima di cadere oltre l’orizzonte degli eventi.

Cosa rivelano le nuove osservazioni

Le nuove analisi indicano che l’ambiente intorno a M87* è tutt’altro che stabile. Il disco di accrescimento, cioè la struttura di gas e plasma che orbita attorno al buco nero, appare influenzato da fenomeni turbolenti che modificano la distribuzione della luce nell’anello.

Secondo i risultati diffusi dalla collaborazione EHT, la zona più brillante dell’anello si è spostata in senso antiorario di circa 30 gradi rispetto alle osservazioni del 2017. Questo cambiamento suggerisce che il plasma vicino all’orizzonte degli eventi sia attraversato da movimenti intensi e irregolari.

Un cuore cosmico in continua evoluzione

L’immagine di M87* non va quindi interpretata come una fotografia immobile, ma come l’istantanea di un sistema in evoluzione. Il materiale che ruota attorno al buco nero raggiunge temperature altissime e si muove in un ambiente dove gravità, magnetismo e velocità estreme si combinano.

Questa dinamicità è uno degli aspetti più importanti della nuova ricerca. Osservare lo stesso buco nero in anni diversi permette agli scienziati di costruire una sorta di “film” dell’ambiente vicino all’orizzonte degli eventi, migliorando la comprensione dei meccanismi che regolano i buchi neri supermassicci.

L’asse di rotazione e il disco di gas

Le analisi confermano anche un dato rilevante: l’asse di rotazione di M87* punta lontano dalla Terra. Inoltre, il disco di gas caldo che circonda il buco nero sembrerebbe ruotare in direzione opposta rispetto alla rotazione del buco nero stesso.

Questo dettaglio è importante perché offre indizi sulla storia dell’oggetto e sull’ambiente galattico che lo circonda. Un disco che ruota in senso contrario può raccontare eventi complessi, come interazioni gravitazionali, accrescimento disordinato di materia o fusioni avvenute nel passato della galassia.

Perché M87* è così importante per la scienza

M87* è diventato un laboratorio naturale per verificare le teorie fisiche in condizioni impossibili da riprodurre sulla Terra. Vicino all’orizzonte degli eventi, la gravità è talmente intensa da mettere alla prova le previsioni della relatività generale di Albert Einstein.

Ogni nuova osservazione consente di verificare se il comportamento della luce e della materia corrisponde ai modelli teorici. Finora, i dati continuano a confermare la robustezza della relatività generale, ma offrono anche nuove domande su come plasma, campi magnetici e getti cosmici interagiscano nei pressi dei buchi neri.

Il ruolo dell’Event Horizon Telescope

L’Event Horizon Telescope non è un singolo telescopio, ma una rete globale di radiotelescopi collegati tra loro. Questa tecnica consente di ottenere una risoluzione equivalente a quella di uno strumento grande quanto la Terra, rendendo possibile osservare dettagli minuscoli su scale cosmiche.

La nuova analisi si basa su un confronto più avanzato tra dati osservativi e simulazioni. Secondo gli istituti coinvolti, il set di simulazioni utilizzato è molto più ampio rispetto al passato e permette di interpretare meglio le variazioni osservate nell’anello luminoso.

Dai dati del passato alle immagini del futuro

Il lavoro su M87* non si ferma. Gli astronomi puntano ora a costruire una sequenza sempre più dettagliata dell’evoluzione del buco nero, confrontando osservazioni raccolte in anni diversi e a diverse lunghezze d’onda.

Questa prospettiva potrà aiutare a capire meglio anche l’origine dei potenti getti di particelle che partono dalla regione centrale della galassia. Recenti studi hanno infatti collegato il getto lungo migliaia di anni luce alla zona vicina all’ombra del buco nero, rafforzando l’idea che M87* sia uno dei motori cosmici più potenti osservabili.

Un buco nero sempre meno misterioso

Le nuove rivelazioni non tolgono fascino a M87*, anzi lo rendono ancora più interessante. Il buco nero più famoso del mondo non è un oggetto immobile e silenzioso, ma un ambiente estremo in cui la materia si muove, cambia e interagisce con forze gigantesche.

Ogni nuova analisi aggiunge un tassello alla comprensione dei buchi neri supermassicci e del ruolo che svolgono nell’evoluzione delle galassie. M87*, da icona fotografica della scienza, diventa così un osservatorio privilegiato per studiare il comportamento dell’universo nelle sue condizioni più estreme.

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