Crisi Amt, al via la petizione promossa da Alice Salvatore sul nodo dei 60 milioni di Città Metropolitana

Genova. E’ partita ieri una nuova mobilitazione popolare promossa dall’ex consigliera regionale del Movimento 5 Stelle e oggi attivista Alice Salvatore, che ha organizzato un momento di confronto pubblico per lanciare la raccolta firme in sostegno alla petizione che richiede la chiusura di una istruttoria sul bilancio di Amt rimasta oggi in sospeso.
La richiesta è destinata al Comune di Genova in qualità di socio di controllo dell’azienda: “Stiamo presentando una petizione popolare al Consiglio Comunale di Genova, che è uno strumento partecipativo per i cittadini, per poter dire la nostra. Chiediamo al Consiglio Comunale di parlare della verifica mancante, cioè che non è ancora stata chiusa, non è ancora stata fatta, da città metropolitana. Noi diamo mandato al Consiglio Comunale che sappiamo che il Comune è il socio di controllo di AMT, cioè di fatto è il proprietario dell’azienda, di dire all’ente affidante, cioè città metropolitana, ovvero l’ente che ha firmato il contratto di servizio con AMT, portate a conclusione la verifica, l’istruttoria, che è ancora aperta, sulle sottocompensazioni.”
Il nodo cruciale riguarda i presunti sottofinanziamenti maturati tra il 2020 e il 2024, anni segnati da eventi eccezionali che hanno impattato sui costi operativi e sui ricavi del servizio. Salvatore ne ha dettagliato le origini precisando che “nel tempo, dal 2020 al 2024, si sono accumulate queste sottocompensazioni che sarebbero dei sottofinanziamenti. Significa che in quel periodo, a causa di motivi che andavano al di là della gestione interna di AMT, il servizio è costato di più rispetto a quanto era stato pattuito nel contratto. Però AMT ha continuato a erogare il servizio, a mettere gli autobus, c’è stata l’usura dei mezzi e tutto.”
Secondo quanto riportato nei documenti interni della società, la somma contestata è di estrema rilevanza economica per il bilancio cittadino. “Tutto questo ha portato a una sottocompensazione di 84 milioni e 600 mila Euro, di cui 59 milioni e 400 mila Euro, secondo AMT, perché sta scritto nel piano di risanamento, cioè il documento che AMT ha redatto per uscire dalla crisi, sono da attribuire in capo a Città Metropolitana, cioè li deve Città Metropolitana.” Tuttavia, si registra uno stallo contabile che impedisce di formalizzare questo passaggio, dato che “poche pagine dopo questa dichiarazione sul piano di risanamento, AMT dice, noi però questo credito che abbiamo maturato nei confronti di Città Metropolitana, che a noi risulta aver maturato, non lo possiamo iscrivere a bilancio, fino a quando Città Metropolitana non chiude la sua verifica sulle sottocompensazioni, che è quella che con la petizione al Comune noi chiediamo che venga invece conclusa.”
La risoluzione di questo stallo amministrativo potrebbe, secondo le stime fornite da Salvatore, ridimensionare radicalmente l’entità della crisi di liquidità dell’azienda. “Per saperlo noi vogliamo sapere, allora Città Metropolitana deve o non deve quasi 60 milioni ad AMT? Perché se così fosse cambia completamente il quadro della situazione della cosiddetta crisi di AMT, perché la crisi si fonda tutta sul cosiddetto buco di bilancio, che è il patrimonio netto negativo di AMT.” Analizzando le cifre a disposizione, l’attivista sottolinea che “stando al piano di risanamento, che attenzione è l’unico documento ufficiale che noi abbiamo, perché il bilancio 2024 non esiste, nel senso che non è stato ancora approvato e quindi non è stato ancora pubblicato, stando al piano, c’è l’unico documento ufficiale, questo buco di bilancio, questo patrimonio netto negativo è di meno 64 milioni. Allora facciamo il calcolo insieme, 64 milioni meno 59,4 fa quasi 5 milioni di euro.”
La petizione mira quindi a costringere gli enti locali a chiarire i rapporti di credito e debito prima di ricorrere a iniezioni straordinarie di capitale, le quali avrebbero una veste giuridica e contabile ben diversa per i bilanci dell’azienda. “Con questa raccolta firme la richiesta è quella di far sì che il Comune di Genova chieda a Città Metropolitana di chiudere la verifica su queste sottocompensazioni, perché in base a quello può cambiare drasticamente il destino dell’azienda e quindi se questa verifica come doveva essere, fosse stata fatta al momento giusto, cioè prima di tutte queste misure di ricapitalizzazione, tutte queste decine di milioni che adesso Regione e Comune dicono di mettere dentro AMT ma come aiuti, e attenzione se la stessa somma arriva dentro il bilancio di AMT come aiuto ma non come debito pagato, non è la stessa cosa, perché se tu la metti dentro al bilancio come aiuto, il bilancio è un brutto bilancio, ne esce un’azienda in perdita, in difficoltà. Se invece entra come credito dovuto e quindi come debito saldato da chi doveva questi soldi, ne esce con un buon bilancio e non c’è la situazione di questo.”
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Wow
0
Triste
0
Furioso
0
Commenti (0)