Crisi dei chip, Lenovo sta per alzare i listini di tutto il suo catalogo?
Pare che Lenovo sia in procinto di varare una misura piuttosto drastica in risposta alla crisi dei chip di memoria che non accenna a risolversi (e verosimilmente durerà ancora parecchio): un aumento dei prezzi di praticamente tutti i suoi dispositivi, tra computer desktop, tablet e laptop. L’indiscrezione proviene dalla Cina, ed è molto vaga: non è chiaro per esempio se gli aumenti saranno applicati uniformemente in tutti i mercati e come saranno ripartiti. Si prevede comunque che non supereranno i 150 dollari.
I dispositivi più colpiti saranno verosimilmente i PC, sia portatili sia desktop, in cui il costo della memoria ha un peso maggiore sul prezzo finale del dispositivo - perché ce n’è di più e perché è più veloce. In questo senso è facile immaginare che i computer di fascia alta, workstation e gaming, saranno quelli che aumenteranno di più, ma il calcolo non è necessariamente così lineare: questi dispositivi sono generalmente più di nicchia e hanno margini di profitto molto maggiori, il che potrebbe lasciare a Lenovo un margine di manovra un po’ più ampio. Prodotti meno costosi, come alcuni tablet o dispositivi entry-level, potrebbero invece subire incrementi più contenuti.
La società, che è tra le più grandi produttrici di computer al mondo, ha già aumentato in questi mesi passati i prezzi di alcuni dispositivi, ma sono state misure più circoscritte e limitate (per esempio per la console handheld Legion Go, che è un dispositivo definibile di nicchia). Guardando al resto del mercato, però, è una decisione che non stupisce, anzi: ormai sono molti i produttori anche grossi, come Dell, HP e Razer, hanno già ritoccato verso l’alto i propri listini per compensare l’aumento vertiginoso di componenti essenziali come RAM e SSD.
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