Cure di precisione: è nato INOC, Istituto Nazionale Oncologico Candiolo

25 Giugno 2026 - 18:12
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Per i suoi primi 30 anni l’Istituto di Candiolo IRCCS cambia e diventa INOC – Istituto Nazionale Oncologico Candiolo, aprendo una nuova era nella ricerca oncologica di precisione grazie alla nuova Biobanca, che sarà la più grande d’Italia. L’annuncio è stato dato il 24 giugno alla presenza del Ministro della Salute Schillaci, della comunità medico-scientifica nazionale, di associazioni e imprese, a pochi giorni di distanza dal 40esimo anniversario della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro, che ha celebrato la ricorrenza cambiando nome in Fondazione Allegra Agnelli, come atto di riconoscimento di un impegno illuminato e personale, perseguito con passione e determinazione. Due compleanni e due nuovi nomi che non solo rappresentano un importante traguardo, ma anche la proiezione nel futuro di una straordinaria eredità. Un impegno che riflette e sancisce, da un lato, la realtà di eccellenza dell’Istituto di Candiolo IRCCS per la ricerca e cura dei tumori, riconosciuta sia a livello nazionale che su scala internazionale, dall’altro, testimonia una rinnovata sfida della Fondazione, sempre più grande e ambiziosa, che con un investimento di 250 milioni punta ad ampliare entro il 2035 la capacità di ricerca e l’impatto clinico dell’Istituto. Una trasformazione, al via in autunno, che rafforza la mission delle due istituzioni – essere vicini ai pazienti e rendere le cure oncologiche più efficaci e accessibili nel minor tempo possibile – rappresentandone allo stesso tempo un ulteriore stimolo e sprone.

INOC, BIOBANCA, PROGETTO BIOLIFE

Ha detto nell’occasione Anna Sapino, Direttrice Scientifica di INOC: “La sfida più grande dell’oncologia moderna è sconfiggere il cancro attraverso la medicina di precisione, per curare la malattia non in astratto ma in base al profilo biologico e genetico del singolo tumore e del paziente. Con la nascita di INOC la ricerca oncologica di precisione fa un salto di qualità ed entra in una nuova era grazie soprattutto al progetto Biolife, una piattaforma strutturale e tecnologica di ricerca, che vede al suo interno la Biobanca, il Centro Organoidi, il Centro di Omiche Avanzate e il collegamento con il repository di dati clinici. Il cuore pulsante di Biolife sarà la Biobanca: con una superficie di 3000 metri quadrati sarà l’“archivio vivente” più grande d’Italia di campioni biologici umani associati ai dati clinici per creare coorti di pazienti “in vitro”. La nuova struttura raccoglierà e conserverà dai tessuti al plasma, dal DNA al sangue, fino alla saliva e alle feci, in modo da preservare tutte le componenti biologiche offerte dal paziente, perché nulla vada perduto”. E ha spiegato: “La conservazione di campioni “vitali” è il tassello cruciale al funzionamento del Centro Organoidi, un innovativo laboratorio, che con tecnologie avanzate, consentirà non solo di replicare mini-modelli in 3D dei singoli tumori derivati dalle cellule malate, ma anche il microambiente in cui crescono, con vasi sanguigni, cellule del sistema immunitario e fibroblasti, per ricreare in laboratorio il tumore così come è presente nell’organismo e vedere come reagiscono tutte le componenti di difesa messe in campo. Tutto questo consentirà di testare nuovi farmaci con uno screening farmacologico su ampia scala per offrire terapie contro il cancro su misura, non solo ai nostri pazienti ma anche a tutti coloro che hanno le stesse caratteristiche molecolari”.

INOC E IL PASSAPORTO FARMACOGENOMICO

La nuova frontiera della ricerca per la personalizzazione delle cure all’INOC non si ferma qui, e passerà anche attraverso l’analisi delle varianti del DNA del paziente che possono influenzare la risposta ai farmaci, partendo dal passaporto farmacogenomico. “Si tratta di una carta d’identità genetica del paziente che rivelerà come l’organismo di ogni singolo individuo metabolizza i farmaci. Nella pratica clinica tutto questo si tradurrà in terapie più mirate, non solo antitumorali, ma anche ad esempio antibiotici o antiacidi per lo stomaco, per ridurre il rischio di “tentativi” di trattamenti inefficaci o addirittura dannosi”, ha riferisce Sapino, aggiungendo: “Un approccio che AIFA ha già indicato come direzione strategica per il sistema sanitario nazionale, e che INOC si candida a realizzare per la prima volta su larga scala partendo dai pazienti più fragili per aprire la strada a tutti. Studi innovativi che permetteranno la creazione di un sistema evoluto di analisi predittiva del rischio di tossicità e complicanze. Nel Centro di Omiche Avanzate l’integrazione dei dati di genomica del paziente e del tumore con dati dinamici di proteomica e metabolomica, consentirà una visione olistica della malattia cancro”.

L’Istituto di Candiolo IRCCS, ora rinominato INOC – Istituto Nazionale Oncologico Candiolo, è situato a circa 15 km dal centro di Torino ed è un polo di eccellenza oncologica, riconosciuto a livello internazionale. Accreditato dal Ministero della Salute quale Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico nel 2013, è un ospedale di ricerca no profit in cui attività clinica e scientifica procedono in sinergia. INOC fa parte della Rete Oncologica del Piemonte e Valle d’Aosta dal 2008, aderisce ad Alleanza Contro il Cancro (ACC) dal 2016, e dal 2022 è Full Member dell’European Organization of Cancer Institutes (OECI) come Comprehensive Cancer Centre. INOC conta 580 operatori coinvolti nelle attività di assistenza, tra medici e professionisti sanitari, e accoglie ogni anno oltre 37mila pazienti che intraprendono percorsi di diagnosi e cura.

 

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