I vecchi server valgono una fortuna: ecco il tesoro nascosto nei rifiuti elettronici
Non è la prima volta che quello che oggi viene considerato un semplice rifiuto elettronico, viene rivalutato e visto come potenziale risorsa per l’industria tecnologica del futuro. E quando si parla di componenti elettronici, è facile immaginarlo, vista la presenza di metalli al loro interno.
Vecchi server, hard disk, computer e apparecchiature industriali giunte a fine vita custodiscono infatti terre rare fondamentali per numerosi settori strategici, che spaziano dall’AI alle energie rinnovabili, passando per la difesa e la mobilità elettrica. Negli Stati Uniti, la società Paladin Envirotech sta lavorando proprio per recuperare questi materiali e reinserirli nelle filiere produttive nazionali. L’interesse verso le terre rare è cresciuto rapidamente negli ultimi anni, visto che elementi come neodimio, disprosio, praseodimio e terbio sono indispensabili per la realizzazione di magneti ad alte prestazioni impiegati in veicoli elettrici, sistemi energetici avanzati, infrastrutture informatiche e tecnologie militari.
Tuttavia, ottenere queste risorse attraverso nuove attività minerarie richiede tempi molto lunghi, spesso misurabili in anni o addirittura decenni, e l'impatto economico rende le operazioni spesso poco convenienti.
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