Dalla passerella agli store: Meryll Rogge amplia il target di Marni
Rome wasn’t built in a day. L’evoluzione di Marni by Meryll Rogge continua. Dopo l’esordio di febbraio, la stilista belga attinge nuovamente dai codici identitari del marchio facendoli propri, aggiornando il dna di Marni step by step. La buona riuscita della collezione è stata confermata dai sorrisi, dai cenni di assenso, dalle confidenze sussurrate all’orecchio tra gli ospiti durante la passerella allestita nuovamente nello showroom in viale Umbria, con il set design di Formafantasma.

“Ho voluto continuare ciò che avevo iniziato nel primo show perché reputo sia importante dare un senso di continuità ma ci siamo anche interrogati su cosa significhi entrare in un brand, cosa si aggiunge e cosa si toglie – ha dichiarato alla stampa Rogge nel backstage subito dopo la sfilata -. Ci sono elementi positivi e negativi a contrasto, abbiamo giocato con questi vuoti sia sul corpo che negli accessori”. La designer fa riferimento ai primi look in passerella caratterizzati da oblò realizzati sugli indumenti grazie a cinghie dello stesso tessuto. “Aperture, fodere a vista, superfici frammentate e costruzioni sezionate rendono visibile l’interno”. A colpire di più è stato però il contrasto tra formale e informale, tra tessuti tradizionali e tecnici, soprattutto nel menswear. Dai blazer in fresco di lana alle giacche a vento in colori saturi. Splendide maglie tricot multicolor alternate a gilet in nylon con zip, cappuccio e coulisse. Stringate in pelle e poi infradito, ankle boots in suede seguiti da una nuova versione del sandalo best seller ‘Fussbett’. La femminilità viene accentuata grazie a dettagli ispirati alla lingerie; il profilo di un reggiseno è integrato nel capo, portando all’esterno uno strato solitamente nascosto. Bottoni e asole suggeriscono la possibilità di aprire e rivelare (tendenza di stagione vista anche sulla passerella di Prada). Particolarmente riusciti gli abiti dritti dalle linee geometriche, realizzati in gabardine di seta double duchesse, con stampe tratte dalle superfici di capi precedenti. Notevoli le tre gonne al ginocchio in nero, celeste e arancio ricoperte di paillettes e gli abiti finali in pelle con fasce di fiori e cristalli applicati. Alcuni look però soffrono di uno styling ridondante (perché indossare leggings al ginocchio sotto gonne e bermuda?) che distoglie l’attenzione dal flusso stilistico altrimenti scorrevole.

Rogge sottolinea un punto fondamentale del suo apporto al marchio di Otb: “Questo nuovo stupendo capitolo che sto attraversando, sia a livello professionale che personale, mi ha fatto riflettere sui diversi capitoli della vita e su quanto Marni possa accompagnarci attraverso ogni momento. Marni è un marchio intergenerazionale, abbiamo appena lanciato la nuova borsa ‘Trunkette’, arrivata da poco negli store. Il nostro retail director mi ha comunicato che la prima ad acquistarla è stata una ragazza di 17 anni e la seconda una cliente di 80, non potevo desiderare di più. Adoro che Marni faccia compagnia a persone in diverse fasi della propria vita”. Per troppo tempo il brand ha preferito strizzare l’occhio prevalentemente alla Gen Z mettendo in naftalina le storiche clienti della fondatrice Consuelo Castiglioni. Oggi Marni torna – finalmente – a parlare a un pubblico anagraficamente vasto, incrementando quindi l’interesse nei confronti del marchio.

Lo conferma anche il CEO Stefano Rosso a Pambianconews: “Le prime reazioni alla nuova collezione sono molto positive, il nostro ready to wear donna è in crescita ed è il segmento che sta performando meglio. Tutti riconoscono nelle proposte di Meryll la capacità di essere molto femminili mantenendo allo stesso tempo quel livello di design e sofisticazioni che è sempre stata la base di Marni. La partenza per gli accessori è molto positiva, non abbiamo dati solidi ma la borsa ‘Trunkette’ sta performando bene. Inoltre il prossimo anno lanceremo un nuovo profumo e stiamo collaborando con un’azienda specializzata in sneakers per ampliare lo sviluppo lifestyle di Marni anche in categorie che non copriamo direttamente”. Per il momento il manager non prevede di aggiungere nuovi store alla rete di oltre 80 punti vendita nel mondo, preferendo concentrarsi sulla profittabilità e migliorare la rendita al metro quadro.

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