Dove sono finite il 35% delle specie di libellule e donzelle dei Western Ghats?

Maggio 05, 2026 - 11:53
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Dove sono finite il 35% delle specie di libellule e donzelle dei Western Ghats?

La catena montuosa dei Ghati occidentali (Western Ghats), lunga 1600 km lungo la costa occidentale dell'India, ha una grande importanza biogeografica, è uno degli hotspot di biodiversità globali e ospita molte specie endemiche, tra le quali 222 specie di odonati (libellule e damigelle), di cui 95 endemiche. Lo studio “Western Ghats Odonata Odyssey: Status and Distribution of Odonates of the Western Ghats Biodiversity Hotspot, India”, pubblicato su Biology Bullettin Reviews da Arajush Payra, Reji Chandran e Pankaj Koparde del Department of Environmental Studies della MIT World Peace University (MIT-WPU) e da Ameya Deshpande della Society for Odonate Studies, ha valutato per la prima volta sul campo e su vasta scala l’attuale biodiversità attuale degli odonati nei Ghati occidentali.
Tra il 2021 e il 2023, Il team di ricerca ha esaminato 144 località negli Stati indiani di (Gujarat, Maharashtra, Goa, Karnataka, Kerala attraversati dalla catena montuosa e hanno stilato così un elenco di 143 odonati (76 libellule e 67 damigelle), con 40 specie endemiche dei Western Ghats. Gli scienziati indiani fanno notare che «Durante le nostre indagini abbiamo recuperato circa il 65% degli odonati dei Ghati occidentali. La raccolta di dati esaustivi sulla diversità e la distribuzione degli odonati è scarsa nei Paesi tropicali. Pertanto, il nostro studio apporta un contributo alla letteratura scientifica esistente, colma un'importante lacuna e pone le basi per dare priorità alle aree ricche di odonati ai fini della conservazione».
Ma il nuovo studio esulle libellule e le damigelle dei Ghati occidentali ha rivelato un'enorme lacuna nei dati sulla biodiversità: i ricercatori hanno documentato solo circa il 65% delle specie storicamente conosciute, dove è finito il restante 35%? Gli scienziati hanno immediatamente lanciato l’allarme sul crescente stress ecologico in uno degli hotspot di biodiversità più ricchi al mondo e che riguarda insetti che sono considerati bioindicatori sensibili. Gli odonati dipendono interamente dagli ecosistemi di acqua dolce per la riproduzione e la sopravvivenza, il che li rende particolarmente vulnerabili ai disturbi ambientali. La loro ridotta presenza è spesso un indicatore precoce di degrado ecologico, tra cui il peggioramento della qualità dell'acqua e la frammentazione dell'habitat.
Koparde ha sottolineato che «Studi precedenti avevano registrato quasi 200 specie di odonati nei Ghati occidentali. Questo numero si è ridotto significativamente nel nostro recente studio. Abbiamo anche osservato che la diversità delle specie è maggiore nella parte meridionale dei Ghati occidentali e relativamente inferiore nelle regioni settentrionali. Questo suggerisce che la perdita di habitat, probabilmente causata da progetti di sviluppo, potrebbe essere un fattore importante che contribuisce a questo declino».
Lo studio identifica molteplici minacce sovrapposte nei Ghati occidentali, come lo sviluppo di infrastrutture lineari (autostrade e ferrovie), progetti idroelettrici, inquinamento e cambiamenti su larga scala nell'utilizzo del suolo, per non parlare del turismo non regolamentato, degli incendi boschivi e dell'impatto sempre più intenso dei cambiamenti climatici.
Un'analisi dei dati a livello dei diversi Stati rivela significative variazioni regionali. Nel Maharashtra, dove è stato esaminato il maggior numero di siti (105), sono state registrate 100 specie, di cui 12 endemiche; Nel Kerala, dove sono stati esaminati solo 14 siti, sono state registrate 83 specie, di cui 33 endemiche; Nel Karnataka (17 siti) sono state documentate 64 specie, tra cui 6 endemiche; aA Goa (3 siti) sono state registrate 35 specie, di cui 4 endemiche; nel Gujarat (5 siti) sono state registrate solo 18 specie, nessuna delle quali endemica. Inoltre, tre specie – Elattoneura souteri, Protosticta sanguinostigma e Cyclogomphus ypsilon – sono attualmente classificate come "vulnerabili" nella Lista Rossa dell'IUCN, mentre una grande parte delle specie osservate rientra nelle categorie "dati insufficienti" o "non valutate", evidenziando lacune nelle conoscenze scientifiche e la necessità di ulteriori ricerche. Nel complesso, i risultati sottolineano la necessità di sforzi di conservazione mirati e di un monitoraggio ecologico costante. Stabilendo una base di riferimento su 144 siti, lo studio fornisce un punto di riferimento cruciale per future valutazioni della biodiversità e interventi politici.
Koparde conclude: «Gli odonati dipendono dall'acqua pulita per riprodursi, il che li rende altamente sensibili ai cambiamenti ambientali. Il loro declino spesso segnala inquinamento, degrado dell'habitat o cambiamenti climatici. Lo stato di conservazione di molte specie rimane incerto. Mentre alcune sono classificate come vulnerabili, un gran numero di specie presenta dati insufficienti o non è stato valutato, il che indica lacune nei dati scientifici e la necessità di studi più dettagliati».

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