Droga, Mantovano lancia l’allarme: «Numeri da pandemia tra gli adolescenti»: convegno di Giornaliste italiane

Governo, mondo della comunicazione, sanità e istruzione riuniti in Senato per discutere il ruolo strategico dei media nella prevenzione delle dipendenze. È attorno a questo tema che si è sviluppato il convegno promosso dall’Associazione Giornaliste Italiane, nella Sala Zuccari del Senato, a Palazzo Giustiniani.
Il ruolo dei media per prevenire le dipendenze: convegno di “Giornaliste italiane”
Una corretta comunicazione “è fondamentale sia per vincere l’indifferenza che ancora domina. Sia per contrastare messaggi fuorvianti sulla presunta innocuità o leggerezza di alcune sostanze”. Sono le parole del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, intervenuto al convegno.
Mantovano: “Saper comunicare i danni derivanti dall’uso di droghe”
“Una corretta comunicazione – ha proseguito – può svolgere un ruolo su tre piani: quello di saper comunicare i danni derivanti dall’uso di droghe. Quindi determinare una sorta di sentire comune. Infine, di chi è riuscito a uscire dal tunnel della dipendenza e degli operatori e genitori che hanno aiutato a farlo”. I numeri allarmano. “Poco meno di 40 adolescenti su 100, tra i 15 e 19 anni, dichiara di avere assunto sostanze stupefacenti almeno una volta nella propria vita: quattro su dieci. Uno su quattro, il 25 per cento, dichiara di averlo fatto nell’ultimo anno. Se le sostanze provocano i danni che tutti conosciamo sono le cifre di una a pandemia. Anzi il contagio da Covid, aveva percentuali non così rilevanti. Se condividiamo il dato, ovvero che si tratti numeri di una vera e propria emergenza pandemica, cogliamo questo sui media”, ha esortato.
Valditara: “Ampia diffusione di droghe frutto della cultura anni ’70”
Al dibattito è intervenuto il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, che ha offerto un excursus sulla cosiddetta “cultura dello sballo”. “Negli anni Settanta c’era una rivista che si intitolava ‘L’Erbavoglio: pratica non autoritaria nella scuola’. In quella stagione si era abituati a considerare i limiti, i confini, le regole e le responsabilità come qualche cosa di negativo: l’Erbavoglio era la sintesi della cultura della teoria della liberazione dell’individuo, tutto diritti e zero doveri. L’autorità della scuola, quindi anche lo stesso insegnante, veniva vista negativamente. Allora è evidente che la diffusione così ampia delle droghe è stata possibile anche grazie a questo ambiente culturale”, ha sottolineato il ministro.
“Abbiamo introdotto a scuola l’educazione al contrasto alle dipendenze”
Un clima culturale “che ha visto nella droga una straordinaria forma di contestazione degli equilibri sociali esistenti: di un certo equilibrio culturale, di certi valori di riferimento, all’insegna del no regole, no limiti no limiti, no confini no responsabilità individuale”. Lo ha detto il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, intervenendo al convegno “Dipendenze e prevenzione: il ruolo della comunicazione”. Ora molto è cambiato. “La scuola italiana sta facendo cose significative contro la dipendenza dalle droghe – ha proseguito Valditara -. Abbiamo introdotto per la prima volta l’educazione al contrasto delle tossicodipendenze all’interno delle nuove linee guida sull’educazione civica come obiettivo obbligatorio di apprendimento. Abbiamo investito risorse per formare i docenti nell’educazione al contrasto delle tossicodipendenze”.
Alleanza scuola-famiglia
C’è un altro aspetto che rimarca Valditara: “Inoltre e abbiamo avviato un servizio di sostegno psicologico che consentirà fra l’altro di individuare eventuali fragilità e dipendenze”. Secondo il ministro in questo percorso di contrasto “è fondamentale coinvolgere le famiglie per creare una grande comunità educante: la scuola che forma i giovani in classe e i genitori che li formano a casa, che si allea per il benessere dei nostri giovani”.
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