Droga tra i giovani, 350mila minorenni hanno fatto uso di sostanze: l’allarme delle istituzioni, il piano del governo

Sono circa 350 mila gli studenti minorenni italiani che hanno fatto uso di droga almeno una volta nell’ultimo anno: uno su quattro tra i 15 e i 19 anni. Numeri che hanno segnato la Giornata mondiale contro le droghe celebrata oggi al Quirinale, dove il presidente Sergio Mattarella ha invitato istituzioni e società a una risposta comune per arginare una piaga che coinvolge sempre più ragazzi. A fare da sfondo, la Relazione annuale al Parlamento 2026 e una strategia che il governo punta ora a rafforzare anche sul piano europeo, con il rilancio della coalizione Italia-Francia annunciato dalla premier Giorgia Meloni. A confermare la gravità del quadro sono anche gli accessi ai Pronto soccorso per cause droga-correlate, saliti a 9.641, il 15% in più rispetto al 2024. Se la cannabis resta la sostanza più diffusa, crescono i consumi di cocaina, ketamina e nuove sostanze psicoattive, soprattutto cannabinoidi sintetici e nuovi oppioidi.
“Un fronte decisivo per il futuro”
Davanti ai rappresentanti delle istituzioni, delle comunità terapeutiche e del volontariato, Mattarella ha indicato la direzione. «Il pericolo descritto nelle percentuali è talmente grande che richiede uno sforzo corale pubblico-privato, di istituzioni e società».
Il Capo dello Stato ha poi concentrato l’attenzione sui più giovani. «Il patrimonio principale di cui il nostro, come ogni altro Paese, dispone è dato dalla generazione che sale. Ne vorremmo anche di più. Ma curarli, averne cura, dar loro prospettive che li rassicurino ed escludano condizioni insidiose come quelle della droga, è un fronte decisivo». Mattarella ha inoltre ringraziato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano per «l’opera propulsiva, di sollecitazione e raccordo» svolta sul tema delle dipendenze.
Il modello italiano e il ruolo della prevenzione
Nel suo intervento, Mantovano ha rivendicato il lavoro svolto dall’esecutivo dal 2022, parlando di «un modello italiano osservato con interesse», fondato «sul riscatto integrale della persona e il suo recupero, con vicinanza umana e sport».
Non è mancato un richiamo al modo in cui il fenomeno viene raccontato. «Le istituzioni troppo spesso hanno considerato la dipendenza come un male endemico», ha osservato, mentre «i media, alcuni per moda, miopia o smania di audience, banalizzano o addolciscono la raffigurazione dell’uso di droga». Il sottosegretario ha ricordato anche che oltre alle sostanze preoccupano le nuove dipendenze, dal gaming al gioco d’azzardo, fino all’uso patologico di internet. «Sono 26.000 i ragazzi sotto i 18 anni che nel 2025 si sono isolati nella loro camera per più di sei mesi, azzerando i contatti con l’esterno, compresi gli stretti familiari».
Meloni rilancia la coalizione europea
Dalla conferenza stampa di Antibes con il presidente francese Emmanuel Macron è arrivata invece la dimensione internazionale della strategia italiana. Giorgia Meloni ha annunciato che Italia e Francia daranno «ulteriore impulso» alla coalizione europea contro il traffico di droga, già sostenuta da oltre trenta Paesi. «La sicurezza dei confini si deve estendere anche alle altre grandi emergenze del nostro tempo: e qui non posso non ricordare la lotta al traffico di droga», ha affermato la premier. «Nei prossimi mesi ospiteremo in Italia, e segnatamente nella comunità di San Patrignano, che è un’eccellenza italiana, un evento dedicato ai temi della prevenzione e del recupero».
La sfida supera i confini nazionali
La cornice europea torna alla cronaca anche a causa dell’ultimo rapporto di Europol. L’agenzia stima che l’85% delle reti criminali più pericolose dell’Unione utilizzi aziende legali per sostenere le proprie attività. Oltre 700 organizzazioni, con più di 400 mila affiliati provenienti da 118 Paesi, operano ormai su scala transnazionale nel traffico di droga, nella tratta di esseri umani, nel riciclaggio e nella criminalità informatica. «Costruiscono potere e profitto sulla morte e sul dolore di milioni di persone», come ha sottolineato Mantovano.
È in questa direzione che il viceministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Maria Teresa Bellucci, rivendica gli investimenti già messi in campo dal governo. L’Italia può infatti contare «sulla dotazione economica più consistente di sempre: oltre 160 milioni di euro nel 2025». «È una scelta politica chiara», aggiunge. «Continueremo a lavorare con determinazione», ha concluso Bellucci.
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