È in corso la seconda ondata di calore dell’anno in Italia, e non è ancora estate

18 Giugno 2026 - 14:40
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È in corso la seconda ondata di calore dell’anno in Italia, e non è ancora estate

È arrivata sull’Italia la prevista e temuta ondata di calore, mentre dall’altro capo del mondo si surriscaldano le acque dell’Oceano Pacifico centromeridionale e orientale. Un fenomeno che sta già devastando numerosi paesi africani, Etiopia e Zimbabwe fra i tanti. Ambienti scientifici dicono che arriverà un’estate particolarmente torrida, che assisteremo a eventi mai visti prima d’ora. Esagerazioni?  Forse, qualcuna, ma è necessario alzare il livello di guardia perché viviamo in un Paese dove qualsiasi evento, normale od eccezionale che sia, produce sempre il massimo dei danni.

Questo fenomeno climatico ciclico lo chiamano El Niño, in spagnolo il bambino. Mi chiedo perché gli eventi estremi che colpiscono sempre più frequentemente la terra vengano chiamati con nomi di donna - Katrina, Maria, Helena, Irma - e questa volta evocano un bimbo. Forse pensano di ingentilire la portata e dimensione delle devastazioni, un tentativo goffo di occultare le responsabilità per non aver fatto nulla per contrastare il cambiamento climatico, che puntualmente ripaga questa inettitudine scatenando eventi sempre più violenti.

Gli scienziati dell’Ipcc, il principale organismo delle Nazioni Unite per valutare il cambiamento climatico, l’avevano detto che sarebbe andata così, ma anziché suscitare consapevolezza, hanno visto crescere un fronte negazionista pericoloso e arrogante. Dunque lo si sapeva, ma in questi ultimi mesi l’unica cosa che ha preoccupato i governi del mondo, e il nostro in particolare, è stato il prezzo dell’energia sempre più caro per imprese e famiglie, per la chiusura dello stretto di Hormuz, per la guerra scatenata da Usa e Israele contro l’Iran. Certo il prezzo dell’energia è importante, ma è stato veramente delittuoso ignorare l’ondata di calore che stava per colpire l’Italia. Soprattutto se poi si nota che la soluzione proposta dal Governo Meloni, il nucleare, non è in grado di realizzare l’obiettivo di ridurre i costi della bolletta. Il nucleare ha parecchi problemi, ma soprattutto ha quello dei tempi: ci vorrebbero circa 20 anni.

In un sussulto di verità, o di distrazione, il ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin dice finalmente come stanno le cose: “Sulla produzione di Small Modular Reactor, gli Smr, in Italia avremo le idee chiare alla fine di questo decennio, se poi ci si assocerà con altri grandi produttori e altri Paesi questa è una valutazione da fare strada facendo, in Italia come a livello mondiale siamo in una fase di sperimentazione”.  

Il nucleare è ancora più inutile per definire un piano di mitigazione delle emissioni climalteranti, per non parlare delle misure di adattamento ai cambiamenti già avvenuti, e quindi irreversibili, come l’ondata di calore in corso. Poi, alla fine dell’estate, con molte probabilità il Paese sarà sottoposto a fenomeni atmosferici tipo bombe d’acqua e trombe d’aria e quindi come ogni anno avremo frane e esondazioni. Sapendo che l’Italia non è minimamente (e colpevolmente) attrezzata a difendersi da questi eventi sempre più frequenti.

Quello che più indigna è la mancanza di sensibilità, questo aspettare che l’estate passi e magari descrivere le piogge torrenziali - che il caldo estremo scatenerà - come catastrofi naturali contro cui non si può far nulla. Siamo governati da persone inadeguate, che discutono di nucleare mentre tutt’intorno il Paese è in fiamme. Non è in gioco solo la bolletta energetica, ci sono problemi ancora più gravi del caro energia, qui si parla della vita delle persone, di chi vive per strada perché una casa non ce l’ha, di tante e tanti anziani, di bambine e bambini, di persone con malattie cardiopatiche, che vivono in case inadeguate, senza il condizionatore perché non possono permetterselo. E quando si azzardano a uscire di casa si ritrovano in quartieri senza servizi, senza alberi e zone verdi, senza un’identità precisa che non sia degrado. Di tutto ciò non si parla.

L’Oms ha recentemente presentato le linee guida per affrontare le ondate di calore. Lo ha fatto sollecitata da dati impressionanti: l’Europa si sta riscaldando più velocemente di ogni altro continente, negli ultimi quattro anni ha registrato oltre 200.000 morti per il caldo, la maggior parte dei decessi sono avvenuti in Italia, Spagna e Grecia. Ma nulla è stato fatto di quanto chiesto dall’Oms. Sarebbe opportuno migliorare subito l’informazione e l’allerta rapido disseminando di strutture adeguate tutti i quartieri della città, soprattutto le periferie, per rilevare e fornire dati, previsioni, consigli su come vestirsi, luoghi refrigerati dove rifugiarsi.

Di queste linee guida quante sono state recepite dal Governo Italiano? Quali misure di limitazione del consumo di suolo hanno preso i governi delle regioni per creare isole verdi e piantare alberi? Pressoché alcuna. Soprattutto è carente l’informazione su giornali e reti televisive.

Si rischia di tornare alla celebre indicazione di un ministro di tanto tempo fa, che invitò gli anziani e le anziane a passare le giornate al supermercato, possibilmente con i propri nipoti. 

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