È morto Peppino Di Capri: l’Italia perde una leggenda della musica, da “Champagne” ai trionfi di Sanremo

È morto a 86 anni Peppino Di Capri, uno degli artisti più amati della musica italiana. Con la sua voce, il pianoforte e brani entrati nella storia come Champagne, Un grande amore e niente più, Roberta e Santi Tropez Twist, ha accompagnato intere generazioni, diventando uno dei simboli della canzone italiana nel mondo.
L’artista, al secolo Giuseppe Faiella, è morto nella sua amata Capri, nella villa di Castiglione, dopo una lunga malattia. Con lui se ne va un protagonista assoluto della musica italiana, capace di attraversare oltre sessant’anni di carriera senza perdere il legame con il pubblico.
Da bambino prodigio al successo internazionale
La musica era il suo destino fin dalla nascita. Nato a Capri il 27 luglio 1939, in una famiglia profondamente legata agli strumenti musicali, Peppino Di Capri salì su un palco quando aveva appena quattro anni, esibendosi al pianoforte davanti alle truppe americane presenti sull’isola durante la Seconda guerra mondiale.
A sei anni iniziò lo studio del pianoforte e, poco più che adolescente, si esibiva già nei locali di Capri e Ischia insieme all’amico Ettore Falconieri. Da quell’esperienza nacquero prima il Duo Caprese e poi i Capri Boys, gruppo ispirato al rock americano che attirò l’attenzione della casa discografica Carisch.
Fu proprio in quegli anni che Giuseppe Faiella adottò il nome d’arte di Peppino Di Capri, destinato a diventare uno dei più celebri della musica italiana.
Le vittorie a Sanremo e il successo di “Champagne”
Nel corso della sua carriera partecipò 15 volte al Festival di Sanremo, conquistando due vittorie: nel 1973 con Un grande amore e niente più e nel 1976 con Non lo faccio più. Vinse inoltre il Festival della Canzone Napoletana nel 1970 con Me chiamme ammore e prese parte a numerose edizioni di Canzonissima.
Tra i suoi successi più celebri spicca Champagne, diventata una delle canzoni italiane più conosciute e ballate di sempre. Accanto a questo capolavoro restano nella memoria del pubblico brani come Luna caprese, Roberta, Saint Tropez Twist, E mo’ e mo’ e Il sognatore.
Negli anni Sessanta fu anche protagonista dei popolari musicarelli e contribuì a portare il rock e il twist in Italia, senza mai abbandonare la tradizione melodica napoletana.
Una carriera lunga oltre sessant’anni
La sua attività artistica non si fermò mai. Nel 1991 rappresentò l’Italia all’Eurovision Song Contest con Comm’è ddoce ’o mare, mentre nel 1995 tornò a Sanremo con il Trio Melody insieme a Gigi Proietti e Stefano Palatresi.
Nel 2005 il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi lo nominò Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, riconoscendo il suo straordinario contributo alla cultura musicale del Paese.
Negli ultimi anni aveva continuato a incidere dischi e a partecipare a eventi televisivi, fino al Festival di Sanremo 2023 e ai riconoscimenti ricevuti per la sua lunga carriera, tra cui il premio “Città di Sanremo” e il film biografico Champagne – Peppino Di Capri trasmesso da Rai 1.
La vita privata
Peppino Di Capri sposò nel 1961 la modella Roberta Stoppa, dalla quale ebbe il figlio Igor. Dopo la separazione trovò un nuovo equilibrio accanto a Giuliana Gagliardi, sposata nel 1978 e madre dei figli Edoardo e Dario. Giuliana è morta nel 2019, un dolore che segnò profondamente gli ultimi anni della vita dell’artista.
Con la scomparsa di Peppino Di Capri, la musica italiana perde uno dei suoi interpreti più eleganti e riconoscibili. Le sue canzoni, da Champagne a Un grande amore e niente più, continuano però a raccontare un pezzo della storia del Paese e a emozionare generazioni di ascoltatori.
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