Sicurezza, in arrivo 17.900 nuovi agenti: aumenti da 2.600 euro e piano del governo fino al 2032

Il governo accelera sul rafforzamento della sicurezza e della Pubblica amministrazione. Entro i prossimi due anni arriveranno 17.900 nuovi agenti tra Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza, mentre gli appartenenti alle forze dell’ordine potranno contare su 2.600 euro netti in più all’anno grazie agli accordi raggiunti con i sindacati. Ad annunciarlo è il ministro della Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, che in un’intervista a La Stampa delinea il piano dell’esecutivo per potenziare gli organici, con particolare attenzione alle grandi città e alle aree più esposte ai fenomeni di criminalità.
Carabinieri, polizia, guardia di finanza: dove scattano le nuove assunzioni
«Il piano prevede l’inserimento di 17.900 nuovi agenti, distribuiti tra carabinieri, polizia, guardia di finanza. Abbiamo chiuso gli accordi con i sindacati e sono previsti 2.600 euro netti in più all’anno. I nuovi agenti arriveranno in tutta Italia al massimo entro due anni», spiega il ministro della Pubblica amministrazione.
«C’è una grande attenzione per le aree metropolitane – aggiunge -, dove la domanda di sicurezza dei cittadini richiede risposte pronte e un presidio costante. A Torino verranno assunti agenti in un numero superiore a quello delle uscite previste per i pensionamenti. Dopo Caivano abbiamo esteso le iniziative in altre undici aree critiche, tra cui Orta Nova a Foggia e Rosarno-San Ferdinando a Reggio Calabria».
Zangrillo: Assumiamo un milione di giovani entro il 2032
«Venivamo da otto anni di blocco del turnover – prosegue Zangrillo parlando della Pa –, un periodo in cui l’amministrazione italiana ha perso 300 mila persone. Ma riducendo i tempi dei concorsi nel triennio 2023-2025 siamo riusciti a inserire 641.000 persone e ora ci si presenta una grande opportunità. Da qui a sei anni andranno in pensione circa un milione di dipendenti pubblici e al loro posto assumeremo oltre un milione di giovani entro il 2032. Il merito è l’unico ascensore sociale che permette alle persone di sfidarsi e migliorarsi».
«Non ho pregiudizi ideologici – afferma ancora -, ma lo smart working deve essere gestito dal dirigente in funzione della misurazione della performance”. Se lo smart working aiuta a raggiungere questo scopo e migliora l’equilibrio del dipendente, è utile. Ma chi pensa che equivalga a stare a casa sganciati dagli obiettivi, sbaglia prospettiva» conclude Zangrillo.
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