E-R al Governo: per Psa fondi stanziati solo fino a novembre 2024
Roma, 25 giu. (askanews) – Ripristinare con urgenza i finanziamenti nazionali per i danni indiretti subiti dalle imprese della filiera suinicola a causa delle restrizioni per la Peste suina africana (Psa). È la richiesta avanzata dall’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi, in una lettera indirizzata al ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida, alla Commissione Politiche Agricole nazionale e al Commissario straordinario alla peste suina africana.
Al centro della richiesta lo stop dei contributi statali: dal mese di agosto 2025 non risultano più infatti stanziate risorse per coprire i danni indiretti derivanti dall’applicazione delle misure sanitarie di contenimento ed eradicazione subiti dal primo novembre 2024. Una situazione critica per un settore che da oltre 20 mesi si trova a fare i conti con una erosione dei margini economici. Il sostegno statale, spiega Mammi nella lettera, finora ha visto due stanziamenti, per un totale di 50 milioni di euro: il primo di 25 milioni di euro (per i danni fino al 30 novembre 2023) il secondo (per i danni fino al 31 ottobre 2024) con uno stanziamento di pari risorse.
Non sono stati previsti ulteriori i fondi per i danni subiti dal primo novembre 2024 ad oggi, mentre nel corso del 2025 la mappa dei contagi tra cinghiali selvatici e suini domestici si è ulteriormente ampliata, allargando inevitabilmente le zone di restrizione con un coinvolgimento maggiore di allevamenti e stabilimenti di trasformazione nel Paese.
“Abbiamo scritto al Governo perché la Psa è un’emergenza del Paese che richiede risposte nazionali e continuative – spiega Mammi – Nonostante gli sforzi profusi negli ultimi quattro anni dal Commissario straordinario e dalle Regioni, l’evidenza ci dice che la diffusione del virus purtroppo non diminuirà nel breve periodo. Ci sono aziende che da quasi due anni lavorano in condizioni di marginalità ridotta o sotto i costi di produzione. Stiamo parlando di un patrimonio importante che riguarda l’intera filiera zootecnica nazionale, con ripercussioni economiche ed occupazionali importanti”.
“Il nostro piano di investimenti sulla biosicurezza prosegue senza sosta – conclude Mammi – ma lo sforzo dei nostri allevatori deve essere accompagnato da quello dello Stato. Chiediamo al Governo l’adozione immediata di misure straordinarie e lo stanziamento di nuove risorse per coprire i danni indiretti post-novembre 2024. Sostenere l’economia delle imprese oggi significa salvare il patrimonio agroalimentare del Paese”.
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