Emma-5, l'IA italiana della sovranità tecnologica, è già offline: 24 ore di meme e poi la chiusura

25 Giugno 2026 - 16:26
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Emma-5, l'IA italiana della sovranità tecnologica, è già offline: 24 ore di meme e poi la chiusura

C'è voluto meno di un giorno per aprire, diventare virale sui social per le ragioni sbagliate e poi sparire. Emma-5, il modello linguistico sviluppato da Egomnia S.p.A. e presentato come contributo italiano alla sovranità tecnologica, non è più raggiungibile. Sul sito compare ora un messaggio che chiude il capitolo in modo tanto laconico quanto eloquente:

"Oltre 60.000 chat, grazie per aver giocato con Emma-5. Il rilascio del modello LLM aveva finalità esplorative e sperimentali. L'utilizzo emerso non è stato pienamente in linea con gli obiettivi previsti per questo tipo di test, pertanto abbiamo deciso di sospenderne temporaneamente la disponibilità."

In altre parole: la gente ci ha giocato sopra, e il risultato non è stato esattamente quello sperato.

La storia di Emma-5 online è cominciata con un post satirico diventato virale, in cui un utente presentava il modello con ironia come l'intelligenza artificiale che avrebbe liberato l'Italia dal predominio di OpenAI e Anthropic. Da lì è partita una gara a chi riusciva a mettere in difficoltà il chatbot con le domande più semplici o più assurde. I risultati sono stati, a dir poco, generosi di materiale comico.

In uno degli screenshot più condivisi, alla domanda "Perché su web e social ti stanno prendendo in giro?", Emma-5 risponde consigliando di cercare prodotti biologici su Amazon o, in alternativa, sul "sito della Pepsi".

In un altro, alla domanda surreale su quanti anni di reclusione avesse ricevuto Goku al processo di Norimberga del 1988 presieduto da Gigi Vanni, il modello risponde con tutta la serietà del caso: prima che Goku aveva sei anni all'epoca dei fatti, poi, incalzato, che ha scontato la pena ed è ora un adulto. Nessun segnale di riconoscere la domanda come priva di senso.

Al netto della beffa social, Emma-5 è un modello con specifiche tecniche precise e dichiarate pubblicamente. Si tratta di un transformer decoder-only con 550,4 milioni di parametri e un peso di 2,46 gigabyte, dotato di una finestra di contesto di soli 2.048 token, una soglia che limita significativamente la capacità di gestire conversazioni anche di media lunghezza. Sul benchmark interno Vespucci, un test proprietario di 875 domande in italiano, il modello dichiara un punteggio del 57,8%. Un benchmark autoprodotto, va detto, che merita la stessa cautela riservata a qualunque misurazione non verificata da terze parti indipendenti.

Architetturalmente il modello non è privo di interesse: usa Grouped-Query Attention, RoPE per la codifica posizionale, RMSNorm e SwiGLU, con tokenizzazione SentencePiece BPE da 50.000 token e inferenza via ONNX Runtime. Non è un esperimento improvvisato, ma nemmeno qualcosa che poteva reggere il confronto con i modelli internazionali di fascia alta, e Egomnia stessa lo diceva esplicitamente nei disclaimer, escludendo qualsiasi uso professionale, legale, medico o finanziario.

Il problema non era quindi il prodotto in sé, ma la distanza tra le specifiche tecniche e la narrativa che lo accompagnava: quella della sovranità tecnologica italiana, di un'alternativa nazionale ai giganti americani. Una narrativa che, sommata al passato mediatico del fondatore Matteo Achilli, storico volto del "LinkedIn italiano" diventato poi soggetto di un film nel 2017 (The Startup), ha contribuito ad alimentare lo scetticismo del pubblico prima ancora che il modello aprisse le porte.

Il dato più interessante, paradossalmente, è proprio quello che Egomnia ha scelto di pubblicare nel messaggio di chiusura: 60.000 conversazioni in meno di 24 ore. È un numero che dice qualcosa sul livello di curiosità e attenzione che il lancio ha generato, anche a causa della viralità negativa. Il problema è che quella curiosità si è trasformata prevalentemente in stress test goliardico invece che in utilizzo costruttivo, e il modello non era evidentemente attrezzato per reggerne il peso.

Egomnia ha già annunciato che sta cercando tester per Emma-6, la prossima versione attualmente in addestramento con circa 1,55 miliardi di parametri previsti. Chi è interessato può lasciare il consenso a essere ricontattato direttamente sul sito.

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