Gli ottant’anni della Costituente celebrati in Parlamento: l’omaggio alla Repubblica, da Mattarella a La Russa

Celebrati oggi a Montecitorio gli 80 anni dall’inizio dei lavori dell’Assemblea Costituente, eletta insieme al referendum che scelse la Repubblica e che un anno e mezzo dopo avrebbe dato all’Italia la carta costituzionale. Presenti il Capo dello Stato, Mattarella, e i presidenti delle Camere, La Russa e Fontana, e la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.
Le parole del Capo dello Stato
“Protagonista della Costituente fu il divenire della forma di democrazia del Novecento, fondata sui partiti e sulla visione del mondo di cui ciascuno di essi si presentava come interprete. È, sotto questo profilo, ancora più apprezzabile il lavoro di sintesi compiuto nella redazione della Costituzione, il cui punto di partenza risiedeva proprio nel significato ‘costituente’ dell’opera”, ha detto Mattarella.
“La fecondità della stagione costituente -ha proseguito il Capo dello Stato- la abbiamo misurata nella salute delle istituzioni repubblicane: né rivoluzione in corso tradita né rivoluzione annunciata, come pure qualcuno presumeva di prefigurare, bensì sapiente indirizzo dell’equilibrio tra i diritti dei cittadini e quelli della comunità. Il metodo consensuale che ha caratterizzato, sin dalla costituzione, la vita della Repubblica nelle occasioni più rilevanti è apparso prezioso”. Mattarella ha citato il sogno realizzato di Garibaldi e Mazzini.
La Russa e Fontana: “Carta scudo di libertà”
“Celebriamo oggi un anniversario prezioso, un anniversario di storia e di identità nazionale. Ottanta anni fa, più vecchio di me presidente, con il referendum istituzionale prima e l’elezione dell’Assemblea costituente poi, la sovranità tornò pienamente nelle mani del popolo italiano. Si compì una scelta di rinascita. L’Italia conobbe il suo primo, vero suffragio universale: una mobilitazione straordinaria in cui anche le donne scrissero da protagoniste una pagina indelebile della nostra storia democratica”, ha detto il presidente del Senato, Ignazio La Russa. “Quell’Assemblea che oggi ricordiamo fu un miracolo di lungimiranza politica, capace di dare il via a un cammino di pacificazione nazionale non ancora giunto a conclusione, e di arrivare a una sintesi straordinaria con un testo che contiene, come ebbe a dire Piero Calamandrei: ‘Tutta la nostra storia, tutto il nostro passato, tutti i nostri dolori, le nostre sciagure, le nostre gioie'”, ha aggiunto la seconda carica dello Stato.
“Fiducia, speranza e senso di responsabilità ispirarono quei momenti. Ma la vera forza della costituente fu nella pluralità delle culture politiche che vi erano rappresentate. Si incontrarono donne e uomini provenienti da tradizioni diverse. Esperienze connotate da percorsi storici differenti, che però seppero riconoscersi in un comune dovere verso il Paese. Vittorio Emanuele Orlando aprì i lavori dell’Assemblea. Il suo appello alla concordia nazionale fu di particolare valore perché pose le basi per superare le numerose divisioni che avevano caratterizzato la storia recente del Paese”, ha detto il presidente della Camera, Lorenzo Fontana,
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