Facebook ti lascia parlare con l'algoritmo: arriva Your Algorithm per personalizzare Feed e Reel

Quante volte avete pensato "ma perché mi mostra questa roba?" scorrendo il Feed di Facebook? Meta ha deciso di rispondere a questa domanda nel modo più diretto possibile: permettendoci di parlare all'algoritmo in linguaggio naturale, come se stessimo scrivendo a un amico.
La novità si chiama Your Algorithm ed è già in distribuzione. Troverete l'accesso nel menu a tre puntini su ogni post del Feed e dei Reel: da lì potrete aggiungere e gestire gli argomenti che volete vedere, oppure dire esplicitamente cosa non volete più trovare tra i contenuti consigliati.
Il sistema non si ferma qui. Dopo aver cliccato su "Interessato" o "Non interessato" su un post, Facebook potrebbe farvi domande di approfondimento per capire meglio le vostre preferenze, e le risposte aggiornano i suggerimenti in tempo reale, già nella stessa sessione. Niente più attese di giorni per vedere qualche cambiamento: il Feed si adatta mentre lo state usando.
Sotto il cofano, Meta sta usando i modelli linguistici di grandi dimensioni (gli stessi che stanno dietro a strumenti come Meta Muse) per interpretare il significato delle vostre istruzioni, non solo le parole chiave. Questo è il salto vero: fino a oggi l'algoritmo inferiva i vostri gusti guardando cosa mettevate like, cosa commentavate, quanto tempo passavate su un video. Ora può anche leggere una frase come "voglio vedere meno politica e più cucina giapponese" e agire di conseguenza, combinando questa informazione con tutto quello che già sa di voi.
È un passo nella direzione giusta, e lo diciamo senza troppe remore. Il problema storico degli algoritmi dei social è sempre stato l'opacità: il sistema decide per voi, voi non sapete perché, e l'unico modo per influenzarlo è comportarsi in un certo modo sperando che lo capisca. O peggio, come Instagram negli ultimi tempi: prima plasmate l'algoritmo con i vostri gusti, arrivate ad avere un feed di contenuti in linea con i vostri gusti, e poi "de botto e senza senso" vi ritrovate con l'algoritmo completamente resettato senza che siate stati voi a farlo. Dare agli utenti uno strumento diretto e comprensibile è un miglioramento reale e concreto.
Detto questo, la fiducia che riponiamo in Meta per gestire queste preferenze resta un tema aperto: stiamo pur sempre fornendo informazioni ancora più esplicite su di noi a un'azienda che vive di pubblicità profilata. La comodità ha sempre un prezzo, e in questo caso il prezzo è la trasparenza che offriamo noi, non quella che riceviamo.
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