Festival dei Borghi della Laga, settembre nel cuore dei monti: fuoco, natura e memoria
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Il Festival Culturale dei Borghi Rurali della Laga 2026 prosegue il suo viaggio tra i paesi dell’Appennino centrale con due appuntamenti in programma a settembre, capaci di raccontare il territorio attraverso tradizioni, natura, cultura e partecipazione. Sabato 12 settembre la rassegna farà tappa a Colle di Arquata del Tronto, nell’Alta Valle del Tronto, per una giornata dedicata agli antichi mestieri e al rapporto tra la comunità e il fuoco. Domenica 20 settembre, invece, sarà la volta di Laturo di Valle Castellana, borgo immerso nei boschi dei Monti della Laga, con un trekking esperienziale che unirà escursionismo, letteratura, musica e impegno sociale.
A Colle di Arquata rivivono i Maestri del Fuoco
A 1.115 metri di altitudine, Colle di Arquata conserva una memoria profondamente legata alla vita nei boschi e agli antichi mestieri della montagna. È qui che sabato 12 settembre il Festival proporrà una giornata immersiva dedicata ai cosiddetti “Signori del Bosco”, boscaioli e carbonai che per generazioni hanno costruito il proprio rapporto con l’ambiente attraverso conoscenze e pratiche tramandate nel tempo.
Il momento centrale dell’iniziativa sarà la costruzione di una carbonaia, realizzata nella frazione di Colle secondo i metodi tradizionali. La pratica diventa così una vera e propria rappresentazione della cultura materiale delle comunità montane e di un modo di vivere profondamente legato alle risorse e ai ritmi della natura.
Il tema del fuoco accompagnerà anche la dimensione più spirituale della giornata. Al calare delle tenebre, la fiamma benedetta prelevata presso l’isolato Eremo di San Amico sarà portata in paese dai “portatori di fuoco” e dai partecipanti alla storica Fiaccolata della Madonna del Chiarino. Il corteo scenderà dalla collina lungo l’antica mulattiera a zig-zag, fino a raggiungere il borgo, dove il fuoco sarà benedetto in piazza. La serata si concluderà con musica e intrattenimenti legati alle tradizioni locali.
L’appuntamento è realizzato con la collaborazione dell’associazione Noi di Colle D’Arquata e rappresenta una delle tappe del percorso itinerante attraverso i borghi della Laga, dove la valorizzazione del patrimonio locale passa anche attraverso la riscoperta di pratiche, riti e saperi che rischiano di perdersi.
Laturo, il borgo fantasma che torna a vivere attraverso cultura e comunità
Una settimana più tardi, domenica 20 settembre, si terrà un evento fuori dal calendario del Festival a Laturo di Valle Castellana, per un’esperienza completamente diversa ma inserita nella stessa idea di riscoperta dei territori rurali. L’iniziativa “Laturo – Borgo fantasma. Passi, parole, musica” prenderà il via da Olmeto e accompagnerà i partecipanti lungo un percorso a piedi fino all’antico paese, progressivamente abbandonato dai suoi abitanti ma ancora oggi oggetto di attività di recupero e tutela.
Il trekking sarà guidato da Domenico Cornacchia, guida ambientale escursionistica e autore, e permetterà di conoscere la storia di Laturo e del territorio circostante. Da anni l’Associazione Amici di Laturo opera infatti per la conservazione del borgo attraverso il recupero di alcune abitazioni, la cura degli spazi e la salvaguardia della sua identità.
Raggiunto il paese, il programma proseguirà con “Di selve, di amori e di mari – Dante ad alta voce”, iniziativa dedicata alla lettura e all’interpretazione del XXVI canto dell’Inferno, a cura di Federico Cornacchia dell’Associazione Note a Margine ODV. Alla letteratura seguirà la musica del duo Mikorizo, impegnato in un progetto che mette in dialogo tradizioni differenti attraverso un repertorio che attraversa il Centro-Sud Italia e arriva alle culture greca, balcanica, armena e gaelica, fino alla musica araba.
Il Festival dei Borghi della Laga: trekking, cultura e partecipazione
L’iniziativa avrà anche una finalità benefica: una parte del ricavato sarà destinata ai progetti di De Rerum Natura ODV dedicati alla tutela della salute mentale. Cultura e partecipazione diventano quindi strumenti per sostenere contemporaneamente il recupero di un luogo e un progetto di utilità sociale.
Il percorso, della lunghezza di circa 5,5 chilometri con un dislivello positivo e negativo di 300 metri, prevede una durata complessiva di circa sei ore, comprese le attività e la pausa per il pranzo al sacco. La difficoltà è classificata come escursionistica e l’intero itinerario deve essere affrontato a piedi, poiché Laturo non è raggiungibile in automobile. Sono quindi necessari scarponcini da trekking e un equipaggiamento adeguato alla stagione; i cani sono ammessi purché tenuti al guinzaglio.
La quota di partecipazione è di 30 euro, con prenotazione obbligatoria e posti limitati. Dopo le attività culturali sarà possibile visitare il borgo e condividere un momento conviviale prima di riprendere il sentiero verso Olmeto.
Il calendario degli eventi, con i due appuntamenti di settembre, conferma così la vocazione degli organizzatori a trasformare la scoperta del territorio in un’esperienza che va oltre il semplice turismo. Dai mestieri del bosco e dalla ritualità del fuoco di Colle di Arquata alla memoria di un borgo abbandonato come Laturo, il programma mette al centro comunità, paesaggio e patrimonio immateriale, proponendo una modalità di conoscenza lenta e partecipata dell’Appennino.
Il Festival dei Borghi della Laga racconta dunque un Appennino che conserva la propria memoria attraverso tradizioni, paesaggi e comunità, ma che guarda anche al futuro, come dimostrano la memoria e la rinascita dei territori dell’Appennino.
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