Filler & Botox prima di andare al mare: l’agenda giusta

01 Luglio 2026 - 10:53
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Filler & Botox prima di andare al mare: l’agenda giusta

01Filler e Botox prima dell’estate e di andare al mare? Partiamo dall’inizio e rendiamo a Cesare quel che è di Cesare: il sole porta dei doni. In primis, la vitamina D: i raggi Uvb trasformano il 7-deidrocolesterolo nella pelle in colecalciferolo, che rende le ossa più forti, il sistema immunitario efficiente. Poi, ecco la serotonina. La luce stimola la produzione del neurotrasmettitore del buonumore, per cui meno malinconia invernale, più energia. Da non trascurarne le conseguenze sul ritmo circadiano: l’esposizione mattutina resetta l’orologio biologico aiutando un sonno più profondo e tenendo sotto controllo il cortisolo. Prezioso anche il suo effetto anti-ipertensivo: gli Uva inducono rilascio di ossido nitrico, favorendo una pressione arteriosa leggermente più bassa. Quindi, 15-20 minuti di sole su braccia e viso nelle ore meno aggressive (prima delle 11, dopo le 16) sono un toccasana. Il problema, come sempre, è la dose. E l’effetto che può avere sulla pelle. Per questo, effettuare trattamenti di medicina estetica prima di andare in vacanza, può essere una buona idea che salvaguarda la salute e la bellezza della pelle del viso.

Filler e Botox prima dell’estate possono servire per preparare la pelle

Quando parliamo di rischi legati al sole, entriamo nel territorio dei raggi ultravioletti. Gli Uvb sono i responsabili delle scottature e dell’eritema. Ma i più subdoli sono gli Uva: non bruciano, ma arrivano in profondità, generando radicali liberi, spezzando le fibre di collagene ed elastina, alterando il microcircolo. E lavorano anche dietro le nuvole e i vetri delle finestre. Sono loro i veri architetti del photoaging: rughe coriacee, macchie, lassità, pelle “a pergamena”. Il conto da pagare è salato: segni profondi e solchi (il collagene collassa), elastosi solare (ispessimento del décolleté), lentigo (“macchie dell’esposizione”), teleangectasie (couperose), cheratosi attiniche (lesioni precancerose) e tumori cutanei (basaliomi, spinaliomi, melanomi). È qui che entra in gioco la protezione. Ma la crema solare è uno scudo esterno. Blocca i raggi prima che entrino, ma quelli che passano trovano una pelle impreparata, con riserve antiossidanti già esaurite. Ecco perché, da qualche anno, il paradigma è cambiato.

Per decenni abbiamo detto ai pazienti: “Niente trattamenti prima dell’estate”. La cautela nasceva dal timore che fosse inutile investire su una pelle che poi sarebbe stata aggredita dal sole. Oggi sappiamo che è vero il contrario. Preparare l’epidermide dall’interno significa renderla più resistente allo stress ossidativo. Che cosa possiamo iniettare?

Foto Getty Images

Innanzitutto, acido ialuronico a basso/medio peso molecolare, che fornisce idratazione profonda, stimolazione fibroblastica e ha un’azione radical scavenger, per cui la pelle risulta più compatta. Poi ci sono i polinucleotidi, il famoso sperma di salmone: attivano i recettori A2A (adenosina), stimolano la sintesi di collagene, hanno un’azione antinfiammatoria, proteggono il Dna cellulare. A questi si affiancano i peptidi biomimetici, che, mimando i fattori di crescita, modulano l’infiammazione e rinforzano la matrice extracellulare. Tra le vitamine, sono iniettabili la C, la E e il complesso B: sono antiossidanti diretti. Il glutatione? Assolutamente sì: è un master antiossidante endogeno, che riduce la produzione disordinata di melanina.

L’agenda: il timing giusto per i trattamenti di medicina estetica prima di andare al mare

Per fare tutto ciò c’è un giusto timing: completare un ciclo di biorivitalizzazione 2-4 settimane prima delle vacanze, con 3-4 sedute a distanza di dieci giorni per portare la pelle al sole idratata, nutrita, rinforzata e con le scorte antiossidanti al massimo. Chi proprio non riesce a programmare un ciclo completo può fare una “seduta di carica” una decina di giorni prima della partenza e una di riparazione al rientro. E i filler volumetrici? La tossina botulinica? Nessuno ha controindicazioni specifiche per filler e Botox prima dell’estate purché si rispettino le regole. Con i primi conviene evitare il sole diretto nei due giorni successivi al trattamento, quando può esserci un mini edema. Diverso il caso del Botox: il sole non influisce sull’efficacia, né aumenta i rischi.

Il mio consiglio? Un ciclo di biorivitalizzazione 4-6 settimane prima; 2 settimane prima un’eventuale seduta di filler volumetrico o tossina; l’ultima settimana una seduta biorivitalizzante. Così, se quest’estate qualcuno vi chiederà il segreto della pelle luminosa, potrete rispondere con un sorriso enigmatico: “Sole, buonumore… e un po’ di sperma di salmone”.

 

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