FLP a VisionePA, Carlomagno: basta burosauri, servono contratti PA evoluti e nuovi modelli organizzativi

1 Giugnoe 2026 - 13:34
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lentepubblica.it

Guarda la video intervista integrale di VisionePA a Marco Carlomagno di FLP sul futuro dei contratti PA come leva strategica del cambiamento.


La Pubblica amministrazione italiana si trova davanti a una scelta decisiva: limitarsi ad aggiornare i contratti esistenti oppure utilizzare la contrattazione come leva per accompagnare una trasformazione profonda del lavoro pubblico. È questa la visione espressa da Marco Carlomagno, Segretario generale della FLP – Federazione Lavoratori Pubblici e Funzioni Pubbliche, ospite della nuova puntata di VisionePA, la rubrica di Lentepubblica.it a cura di Cecilia Capanna, dedicata all’innovazione e al futuro delle amministrazioni.

Proseguendo dunque il filone della contrattazione pubblica, iniziato con l’intervista al presidente dell’ARAN Antonio Naddeo, il nuovo confronto è stato ricco di spunti di riflessione. Carlomagno ha spiegato come i rinnovi dei CCNL, in particolare quello Funzioni Centrali in trattativa in questi giorni, non possano essere affrontati come una semplice operazione di manutenzione normativa o salariale. La sfida, secondo il leader sindacale, è molto più ampia e riguarda il modo stesso in cui la PA si organizza, valorizza le persone e affronta l’impatto delle nuove tecnologie.

Una riflessione che attraversa l’intera intervista e che offre uno spaccato interessante su alcuni dei temi che stanno ridefinendo il lavoro pubblico: dall’intelligenza artificiale al lavoro agile, dalla formazione continua alle nuove competenze richieste dai processi di digitalizzazione.

Il confronto di fatto, ben oltre gli aspetti economici dei contratti PA, ha affrontato questioni che riguardano direttamente il futuro delle amministrazioni e il loro rapporto con cittadini, imprese e lavoratori.

Un futuro che per il segretario FLP deve partire dall’urgente cambio di paradigma culturale per cui “va definitivamente abolito il sistema piramidale feudale, con il re burosauro, i feudatari, vassalli, valvassori e servi della gleba”. Cosa che, detta da lui che si chiama Carlomagno, assume ironicamente doppia forza.

Guarda l’intervista integrale di VisionePA a FLP qui:

 

Dall’intelligenza artificiale a contratti PA evoluti: la Pubblica Amministrazione deve cambiare paradigma 

Dunque, per Carlomagno parlare di innovazione significa innanzitutto parlare di organizzazione del lavoro. La tecnologia da sola non basta. Se i processi restano ancorati a modelli culturali superati, anche gli strumenti più avanzati rischiano di produrre risultati modesti.

Nel corso dell’intervista il segretario generale della FLP richiama più volte la necessità di superare un’impostazione fondata sul controllo della presenza e su strutture fortemente verticali, ereditate da una concezione del lavoro che appare sempre più distante dalle esigenze di un presente e di un futuro in continua e velocissima evoluzione.

L’obiettivo dovrebbe essere quello di costruire amministrazioni capaci di lavorare per obiettivi, responsabilizzando le persone e valorizzando autonomia, fiducia e collaborazione.

Secondo Carlomagno, il lavoro agile rappresenta uno degli esempi più evidenti di questa difficoltà culturale. Sebbene sia stato introdotto nei contratti e sperimentato con successo durante la pandemia, continua a incontrare resistenze legate a una visione tradizionale dell’organizzazione. Così come la settimana corta, oramai nei contratti da due anni ma ancora mai attivata da alcuna amministrazione.

La questione diventa ancora più rilevante se osservata insieme all’avanzata dell’intelligenza artificiale. Per il leader della FLP, il rischio maggiore non è rappresentato dalla tecnologia in sé, ma dalla mancanza di una governance capace di indirizzarla.

Gli algoritmi non sono neutrali: la sfida è etica prima che tecnologica

Uno dei passaggi più interessanti dell’intervista riguarda proprio il rapporto tra intelligenza artificiale e pubblica amministrazione.

Carlomagno contesta l’idea che gli algoritmi siano strumenti neutrali, sottolineando come ogni sistema di IA incorpori inevitabilmente criteri, valori e scelte compiute da esseri umani. La scelta di un algoritmo, dunque, per il Segretario FLP è un atto politico.

Un concetto chiave soprattutto in una fase in cui molte amministrazioni stanno iniziando a sperimentare l’utilizzo dell’IA per automatizzare procedure e supportare decisioni.

Secondo il segretario generale della FLP, il tema non può essere affrontato soltanto dal punto di vista tecnico. Occorre interrogarsi sui principi che guidano gli algoritmi, sulla trasparenza dei processi decisionali e sul ruolo delle persone chiamate a utilizzarli.

In questo scenario, la formazione assume un valore strategico. Non soltanto aggiornamento professionale, ma sviluppo di competenze che consentano ai lavoratori pubblici di comprendere, valutare e governare strumenti destinati a trasformare profondamente il modo di lavorare.

L’intervista affronta anche il tema dell’etica, richiamando la necessità di mantenere sempre centrale il fattore umano. Una riflessione che tocca non solo il mondo dei contratti PA e dunque del lavoro pubblico, ma più in generale il rapporto tra innovazione, democrazia, etica e qualità dei servizi.

Il 3 giugno una nuova tappa per il CCNL Funzioni Centrali

Guardando all’attualità della trattativa, Carlomagno individua alcune priorità che la FLP porterà al prossimo incontro della trattativa con ARAN per il rinnovo del CCNL Funzioni Centrali 2025-2027 previsto il 3 giugno.

Sul tavolo ci sono questioni che riguardano la tutela del potere d’acquisto dei dipendenti pubblici, l’aumento del valore dei buoni pasto, il superamento dei limiti ai fondi destinati alla produttività, il rafforzamento delle opportunità di carriera, il consolidamento del lavoro agile, la regolamentazione dell’intelligenza artificiale e il potenziamento della formazione qualificata con certificazione delle competenze.

Temi diversi ma accomunati da una stessa convinzione: il futuro della Pubblica amministrazione non si costruisce soltanto con nuove tecnologie o nuove norme, ma attraverso una profonda evoluzione culturale delle organizzazioni.

L’intervista integrale affronta questi argomenti con un’attenta analisi, approfondendo il rapporto tra innovazione, contratti PA, lavoro pubblico e qualità dei servizi. Un confronto che offre spunti utili non solo a chi segue da vicino il rinnovo del CCNL Funzioni Centrali, ma a chiunque voglia capire quale direzione potrebbe prendere la Pubblica amministrazione italiana nei prossimi anni. Guardala qui.

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