Francesco Toscani vince la prima edizione di “Teatro, specchio del tempo”

Si è svolta ieri al Teatro Franco Parenti la presentazione del vincitore della prima edizione di “Teatro, specchio di un territorio”, il bando dedicato alla nuova drammaturgia che racconta la cultura, la storia e i linguaggi della Lombardia. A premiarlo, l’Assessore alla Cultura di Regione Lombardia Francesca Caruso.
L’iniziativa è promossa dalla Fondazione Pier Lombardo, a cura del Teatro Franco Parenti, con il contributo di Regione Lombardia. L’obiettivo è sostenere gli autori che scelgono di misurarsi con l’identità del territorio lombardo, portando sulla scena storie, voci e dialetti di una regione plurale.
Sono quarantacinque i testi che hanno partecipato al bando. Al termine della selezione ne sono rimasti cinque, e tutti i finalisti provengono dalla Lombardia. Francesco Toscani, di Como, con Milano e i morti; Alessandro Ceresi, di Milano, con L’ort; Edoardo Coppi, di Suzzara, nel Mantovano, con Ossa; Riccardo Francesco Vicardi, di Treviglio, in provincia di Bergamo, con Milano non ha paura; Daniela Annamaria Mandelli, di Garbagnate Milanese, con Sem chi. Una geografia che attraversa la regione, dal Lario alla Bassa mantovana, dalla Bergamasca all’hinterland milanese.

I cinque lavori sono stati infatti affidati ad altrettante realtà lombarde di produzione e formazione teatrale, incaricate di realizzare le mise en espace: Lab121, CTB, Farneto Teatro, Teatro Fraschini e Teatro dei Filodrammatici. Il progetto mette così in relazione la nuova scrittura con teatri e compagnie attivi in diversi territori, creando una rete che unisce autori e professionisti della scena.
Le cinque mise en espace sono state presentate lunedì 12 ottobre al Teatro Franco Parenti, in una sessione interna riservata alla giuria. A valutarle una commissione presieduta da Andrée Ruth Shammah, di cui fanno parte Anna Bernardini per Regione Lombardia e Monica Gattini per la Fondazione Pier Lombardo, insieme a tre giornalisti: Fabio Francione de La Provincia di Lodi, Sara Magnoli de La Prealpina e Giorgia Valeri di Famiglia Cristiana.
A vincere il premio è Milano e i morti, di Francesco Toscani, presentato da Lab121 con la regia di Carlo Autelli. Racconta la storia di due amiche che abitano nella stessa città, Milano, pur vivendola in modo molto diverso. Clara vive in centro, mentre Laura vive a Corsico. Il loro rapporto si sviluppa in una ricerca di salvezza e di evasione dal luogo in cui sono cresciute, un tentativo di evasione dalla propria solitudine. L’evoluzione del loro rapporto racconta anche le trasformazioni della città, attraverso i cambiamenti economici, sociali, e del paesaggio. La storia di due esistenze, che attraversano la città senza essere viste.

«Milano e i morti di Francesco Toscani risulta fin dalla mise en espace di avere una produzione teatrale per la capacità di leggere con l’elastico temporale di storie minime e private l’essenza stessa della città e del territorio lombardo con le sue contraddizioni, trasformazioni, fragilità, e punti di forza sottolineati anche nella caratterizzazione dei personaggi con le loro interazioni e i loro pensieri interiori – scrivono i giudici –. Il testo riesce inoltre a portare in scena i timori, i dubbi, le aspettative, i sogni e i dialoghi dei e delle giovani di ieri come di oggi e il loro spesso taciuto bisogno di avere ascolto da parte di un mondo adulto che si mostra talvolta incapace di affrontare il mutamento e le paure. Un portato che da un lato mostra l’apertura del cuore e dall’altro dà corpo e voce all’amarezza di chi, anche se ce la fa, non si sente più parte di una comunità».
Per l’opera vincitrice è previsto un percorso di produzione a cura del Teatro Franco Parenti presso la “Bottega dell’arte” di Trivolzio (Pv) e la presentazione a Milano, in una delle sale della sede storica, nella stagione 2026/2027.
Con questa prima edizione, “Teatro, specchio di un territorio” si propone come un laboratorio stabile per la drammaturgia contemporanea regionale, capace di intercettare nuove voci e di valorizzare il patrimonio di storie, memorie e linguaggi che la Lombardia continua a produrre.
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