Germania accelera sulla fusione: 23 milioni per studiare la materia delle stelle
Tra i paesi europei più impegnati nella ricerca sulla fusione nucleare troviamo la Germania, che con il recente lancio di HEDI, sta per fare un passo importante in una nuova iniziativa di ricerca. . Il progetto, presentato il 18 giugno dall’Università di Rostock e dall’Helmholtz-Zentrum Dresden-Rossendorf, avrà il compito di comprendere meglio i fenomeni fisici che avvengono nelle profondità delle stelle e dei grandi pianeti, aprendo la strada a conoscenze che vengono considerate fondamentali per lo sviluppo delle future tecnologie di fusione.
La collaborazione vede impegnati istituti scientifici di primo piano e ha già attirato l’attenzione del mondo politico tedesco, questo perché uno degli obiettivi principali di HEDI sarà approfondire la conoscenza della fusione a confinamento inerziale, una tecnica che utilizza impulsi laser estremamente potenti per comprimere e innescare il combustibile destinato alla reazione di fusione. Viene considerata tra le tecniche più promettenti, inoltre gli scienziati analizzeranno inoltre la cosiddetta materia densa calda e materia densa tiepida, condizioni che si trovano naturalmente all’interno delle stelle e dei pianeti giganti e che restano ancora poco comprese.
Per sostenere questa attività, l’HZDR ha creato all’inizio di giugno un nuovo Istituto di Fisica dell’Alta Densità di Energia, finanziato congiuntamente dal governo federale tedesco e dalla Sassonia. Parallelamente, il Land Meclemburgo-Pomerania Anteriore investirà circa 20 milioni di euro nella costruzione di una nuova infrastruttura di ricerca che dovrebbe essere completata entro il 2030.
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