Gli studenti di Fagnano Olona si trasformano in reporter con il progetto “Breaking Voice”

Maggio 14, 2026 - 13:38
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Gli studenti di Fagnano Olona si trasformano in reporter con il progetto “Breaking Voice”
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Gli studenti della classe 2E dell’istituto comprensivo Fermi di Fagnano Olona sono diventati giornalisti per raccontare il loro mondo. Martedì 13 maggio, nell’aula magna della scuola secondaria di primo grado, è stato presentato ufficialmente «Breaking Voice – La voce dei ragazzi», un progetto video nato per dare spazio ai linguaggi e alle riflessioni degli alunni. L’iniziativa si inserisce nel percorso regionale «Scuola in Ascolto» per il triennio 2023/2025 ed è stata ideata dalla dottoressa Federica Scutellà.

Il percorso tra ascolto e comunicazione

Il progetto, intitolato originariamente «Benessere nelle relazioni comunicative nella vita quotidiana dei giovani», ha spinto i ragazzi a interrogarsi su un tema profondo: «Che cosa voglio comunicare al mondo di me stesso?». Dopo una prima fase di confronto e riflessione sull’identità personale, la classe ha scelto di trasformare le proprie idee in veri e propri servizi giornalistici. Durante la presentazione, alla quale hanno partecipato i genitori e i rappresentanti del Comune, tra cui l’assessore allo sport Dario Moretti e la responsabile dell’area socioeducativa Clelia Mazzone, è emerso il valore educativo di un’esperienza che unisce teoria e pratica.

Dai video sull’inclusione al rap: i temi scelti dai ragazzi

Il risultato finale è un notiziario video che tocca corde diverse della vita adolescenziale. Gli studenti hanno realizzato un vademecum dedicato all’inclusività e hanno analizzato il mondo dello sport, descritto come «una medaglia dalle due facce» in bilico tra il divertimento e l’ansia da prestazione. Non sono mancate le interviste agli allenatori e il racconto delle passioni musicali, come quella per il pianoforte o per il rap, rappresentata dal giovane artista della scuola noto con il nome d’arte Draco.

Una scuola aperta alla sperimentazione

L’iniziativa ha permesso di vivere l’ambiente scolastico in modo meno tradizionale, puntando sulle competenze trasversali e sulla capacità di fare squadra. La possibilità di utilizzare strumenti tecnologici e linguaggi nuovi ha entusiasmato gli alunni, che hanno chiesto espressamente di mostrare il frutto del loro lavoro a docenti e famiglie. L’errore, in questo contesto, è stato vissuto non come un fallimento ma come una tappa fondamentale del processo di crescita e apprendimento.

Le voci dei protagonisti

«Questo progetto mette insieme diversi aspetti che possono contribuire alla formazione dei ragazzi – spiega Federica Scutellà, responsabile e ideatrice del percorso –. È un allenamento delle competenze trasversali: i ragazzi imparano a riflettere, ascoltarsi, trovare soluzioni, utilizzare strumenti tecnologici, studiare nuovi linguaggi e fare squadra. L’obiettivo era permettere loro di provare, sbagliare e riprovare, vivendo l’errore come possibilità di crescita. I ragazzi sono rimasti entusiasti di questa esperienza perché hanno vissuto la scuola in modo nuovo e autentico».

«Questo progetto è stato voluto per dare ai ragazzi stimoli innovativi rispetto a quelli tradizionalmente scolastici e vivere la scuola in modo più coinvolgente, applicando però tutto quello che in classe studiano» conferma la  dirigente scolasticaTatiana Galli.

«Ringrazio la dottoressa Scutellà per la professionalità e per il meraviglioso lavoro svolto – Sara Castellano, vicepreside – perché era fondamentale offrire strumenti concreti a questi ragazzi e conoscerli anche sotto altri punti di vista. Il desiderio è quello di poter replicare il progetto».

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