Google TV si aggiorna: Gemini, telecomandi a puntatore e una scadenza da non ignorare per gli sviluppatori

Maggio 19, 2026 - 23:21
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Google TV si aggiorna: Gemini, telecomandi a puntatore e una scadenza da non ignorare per gli sviluppatori

Google ha dedicato un blocco di annunci al Google I/O 2026 proprio a Google TV e Android TV, ricordando che la piattaforma conta oggi oltre 300 milioni di dispositivi attivi al mese. Non è un numero buttato lì per fare scena: il salotto è diventato un ecosistema a sé, con esigenze molto diverse da quelle di uno smartphone, e Google vuole che gli sviluppatori lo trattino di conseguenza. Le novità riguardano tre aree: Gemini come motore di ricerca, i nuovi telecomandi a puntatore e un SDK aggiornato per la gestione dei contenuti.

Gemini è già presente su Google TV da qualche mese, ma Google ha migliorato il modo in cui l'assistente risponde alle ricerche vocali: ora restituisce un mix di immagini, video e testo per aiutare l'utente a trovare cosa guardare. Per chi ha un'app di streaming, questo si traduce in un vantaggio diretto: Gemini pesca dai metadati dell'app e può mostrare i tuoi contenuti agli utenti anche senza che questi li cerchino esplicitamente.

In pratica, se i nostri metadati sono ben strutturati, Gemini diventa un canale di distribuzione aggiuntivo senza fare nulla di speciale dal punto di vista dell'utente. È un incentivo concreto a curare le informazioni sui contenuti, cosa che molti sviluppatori trascurano.

La novità più interessante, almeno dal punto di vista dell'esperienza utente, riguarda i telecomandi a puntatore: dispositivi che portano il controllo con il cursore sul grande schermo, un po' come il Wiimote di Nintendo ma applicato alla navigazione TV. Google sta spingendo gli sviluppatori ad adattare le loro app per questo tipo di input, che affianca il classico D-pad direzionale.

Concretamente, le app devono gestire tre nuovi comportamenti: hover state (feedback visivo quando il cursore passa sopra un elemento), scroll con touchpad circolare integrato nel telecomando, e click da posizione hover (diverso dal click D-pad, perché l'utente può cliccare su qualcosa che non è il focus corrente). Google consiglia di testare tutto collegando un mouse Bluetooth o via cavo alla TV, tenendo presente che il mouse è più preciso del telecomando fisico: chi usa il telecomando sta a tre metri dal divano e fa gesti meno controllati, quindi i bersagli cliccabili devono essere più grandi del normale.

Per dichiarare il supporto su Google Play, basta aggiungere un tag nel file AndroidManifest.xml: android.software.leanback.supports_touch. Questo segnala alla piattaforma che l'app gestisce correttamente l'input spaziale simulato dai telecomandi a puntatore. Google consiglia anche di passare a Jetpack Compose, che gestisce hover, scroll e click nativamente senza interventi manuali.

C'è anche una scadenza da segnare in agenda: la Watch Next API, quella che alimenta la riga "Continua a guardare" sulla home di Google TV, perderà il supporto nella seconda metà del 2027. Al suo posto, Google spinge l'Engage SDK (ex Video Discovery API), che gestisce tre funzioni chiave:

  • Resumption: mostra i video in pausa nella riga "Continua a guardare"
  • Entitlements: abbina i contenuti dell'app agli abbonamenti dell'utente, mostrando solo quello a cui ha accesso
  • Recommendations: suggerisce contenuti personalizzati basandosi su cosa l'utente ha già visto nell'app

Chi non migra in tempo perderà visibilità sulla home di Google TV, che è uno dei principali punti di accesso per gli utenti. Non è una scadenza lontanissima, e considerando i tempi tipici di aggiornamento delle app TV, conviene iniziare adesso.

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