Guerre e danni ambientali: scegliere la sostenibilità invece della violenza
“Forgeranno le loro spade in vomeri e le loro lance in falci” (Is 2,4) è il titolo del messaggio per la Giornata mondiale di preghiera per la cura del Creato scelto da Papa Leone XIV. Il focus di quest’anno è il legame tra le guerre e i danni ambientali conseguenti. La consapevolezza del problema non ha però portato a risolvere le controversie in modo pacifico, evitando lo scoppiare e il protrarsi dei conflitti. La visione del profeta si traduce in un’esortazione a perseguire lo sviluppo sostenibile “piuttosto che la violenza e la distruzione”.
Il legame tra guerra e danni ambientali
Il Messaggio del Santo Padre per la prossima Giornata Mondiale di Preghiera per la Cura del Creato, che come da tradizione si celebra il 1° settembre, sottolinea il legame tra i conflitti armati e il deterioramento dell’ambiente. Un tale deterioramento costituisce, da un lato, una grave violazione del nostro dovere di prenderci cura del creato e, dall’altro, una minaccia a lungo termine per la vita di centinaia di milioni di persone.
Sostenibilità, non distruzione
La consapevolezza ormai diffusa dei numerosi legami esistenti tra la guerra e le risorse naturali non ha portato alla creazione di istituzioni adeguate né a decisioni responsabili volte a evitare i conflitti e a risolvere pacificamente le controversie. Il titolo – una visione di Isaia che profetizza la trasformazione delle armi in attrezzi agricoli – invita esplicitamente a privilegiare lo sviluppo e la sostenibilità piuttosto che la violenza e la distruzione.
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