I coyote prosperano di più nelle città che in natura

Nel corso dell'ultimo secolo, i coyote hanno colonizzato tutte le principali aree metropolitane del Nord America. Si stima che a Chicago vivano circa 4.000 coyote, a Los Angeles la densità urbana di coyote è almeno 7 volte superiore a quella delle aree non urbanizzate. I coyote vengono spesso avvistati nei parchi e nei quartieri di Seattle, ma la mancanza di dati ufficiali rende difficile per i ricercatori monitorare i trend.
Dallo studio “Urbanization increases coyote density 9-fold in Washington state despite negative effects of human density within Seattle, USA”, pubblicato recentemente su Environmental Research: Ecology da un team di ricercatori guidato da Laura Prugh della School of Environmental and Forest Sciences dell’ University of Washington – Seattle, viene la conferma di quello che qualcuno già sospettava empiricamente: «Una volta che i coyote si abituano alla vita cittadina, il richiamo della natura selvaggia si affievolisce. Il cibo è abbondante e i predatori sono pochi. Le ricerche indicano che i coyote apprezzano i vantaggi delle aree urbane al punto da sopportare la presenza umana, e Seattle non fa eccezione».
La Prugh conferma: «Abbiamo osservato un aumento di 9 volte della densità di coyote a Seattle rispetto alle aree più naturali e selvagge dello Stato. Questo potrebbe sorprendere chi pensa che i coyote abbiano paura degli esseri umani, ma credo che dimostri semplicemente quanto l'ambiente urbano sia ideale per i coyote».
i ricercatori hanno analizzato gli escrementi di coyote raccolti in tutta Seattle e in aree di studio selvagge vicino a Winthrop, nella zona centro-settentrionale dello stato di Washington, e a Chewelah, nella parte nord-orientale dello stesso Stato, e hanno stimato la densità in base alla frequenza con cui raccoglievano escrementi dello stesso animale, identificando un totale di 261 coyote da 842 escrementi.
Alla School of Environmental and Forest Sciences erano anche curiosi di conoscere i fattori che influenzano la densità all'interno della città, come il luxury effect (effetto lusso) che tiene conto del fatto che nei quartieri più ricchi c’è una maggiore biodiversità vegetale e animale. I ricercatori hanno confrontato le mappe della densità dei coyote con quelle dei livelli di inquinamento, la copertura arborea, gli edifici e le strade, la densità della popolazione umana e il livello di reddito. Tra questi fattori, i coyote sembrano influenzati solo dalla densità umana.
La Prugh evidenzia che «A Seattle, la densità della popolazione umana ha avuto un effetto negativo sulla densità dei coyote. Ma se si confronta l'abbondanza di coyote a Seattle con quella di aree con una popolazione molto inferiore, si nota che la popolazione di coyote è decisamente più numerosa in città».
I coyote sini diffidenti verso gli esseri umani, ma le condizioni create dalla densità di popolazione umana favoriscono la loro sopravvivenza. I coyote che vivono in città hanno meno probabilità di essere uccisi o di soffrire la fame rispetto ai loro simili selvatici.
Studi come “Fear of large carnivores amplifies human-caused mortality for mesopredators”, pubblicato su Science nel maggio 2023 da un altro team di ricercatori guidato dalla Prugh, dimostrano che la paura della morte può influenzare la distribuzione geografica dei coyote. In natura, i coyote sono uccisi da predatori di grandi dimensioni, ma nelle città possono assumere il ruolo di predatori all'apice della catena alimentare. In città i coyote hanno molte meno probabilità di incontrare animali predatori, come lupi, orsi e puma. Tra i coyote muniti di radiocollare nell'area di studio, 3 sono stati uccisi da puma e uno da un orso nero. Anche alcuni cuccioli di coyote sono stati uccisi dai lupi.Inoltre, nelle zone rurali, agricoltori e proprietari terrieri sono più propensi a uccidere i coyote per proteggere il bestiame.
Le uniche cause di morte dei coyote nelle aree urbane sono le automobili e le malattie. Ma se le auto rappresentano un pericolo nelle strade cittadine, gli esseri umani armati, decisi a uccidere i coyote nelle zone rurali, potrebbero rivelarsi più letali di qualsiasi veicolo. Dei 47 coyote selvatici muniti di collare di cui è stato possibile confermare la morte, poco più della metà è stata uccisa da cacciatori o trappolatori. Un solo coyote è stato investito da un veicolo.
Le città offrono anche una maggiore varietà di cibo per i coyote: Tra bidoni della spazzatura stracolmi, hamburger di fast food gettati nei canali di scolo e coniglietti onnipresenti in città, i coyote di Seattle hanno a disposizione una fonte di cibo molto più diversificata e potenzialmente molto più abbondante. Le analisi delle feci hanno dimostrato che la dieta dei coyote urbani è più diversificata rispetto a quella dei coyote selvatici: contenevano corrispondenze genetiche con oltre il doppio delle specie o gruppi di specie rispetto alle loro controparti selvatiche (da 64 a 27), anche se bacche e conigli sono in cima alla lista sia per i coyote cittadini che extraurbani.
La Prugh fa notare che «Nella maggior parte degli ecosistemi, i conigli sono la preda preferita dei coyote e l'abbondanza di una specie spesso ha un impatto sull'altra. Il "boom dei conigli" a Seattle negli ultimi decenni ha modificato l'ecologia urbana e potrebbe aver contribuito ad attirare i coyote nella regione. I coyote e i conigli hanno una relazione naturale, anche in un ambiente fortemente alterato come quello di Seattle. La densità di conigli potrebbe essere un indicatore ancora più affidabile della presenza di coyote rispetto agli esseri umani, ma non ci sono dati sufficienti per verificare questa teoria. Sebbene i dati a lungo termine sulla popolazione di coyote siano limitati, ci sono numerose prove aneddotiche che indicano un aumento della loro presenza negli ultimi decenni».
Nonostante questi risultati, i coyote sembrano avere un atteggiamento contrastante nei confronti della vita urbana. Sebbene la loro densità per chilometro quadrato sia maggiore, gli scienziati hanno scoperto che, confrontando diverse zone di Seattle, i luoghi con la più alta densità di coyote erano quelli con la minore densità di abitanti. Sono attratti da gran parte di quel che la città offre, ma non dagli esseri umani che l'hanno costruita. Gli avvistamenti sono più frequenti all'alba e al tramonto, ma ora i coyote compaiono anche in pieno giorno. Tendono a evitare le persone, ma i residenti temono che i coyote predino gli animali domestici e mostrino comportamenti territoriali o aggressivi.
La Prugh ricorda che «Essendo animali territoriali, i coyote combattono tra loro per il territorio. Questo comportamento contribuisce a tenere sotto controllo la loro popolazione in assenza di altri predatori. Le città possono sostenere solo un certo numero di coyote, ma non sono sicura che Seattle abbia già raggiunto tale limite. In entrambi i casi, i coyote non se ne andranno tanto presto. Una cosa che i coyote hanno dimostrato ripetutamente è la loro incredibile resistenza ai tentativi di controllo. Con cibo a sufficienza, continueranno semplicemente a fare altri cuccioli».
Inoltre, lo studio evidenzia alcuni dei modi, spesso trascurati, in cui i coyote possono essere di beneficio all'ecosistema. Ad esempio, i conigli danneggiano orti e giardini divorando le giovani piante e i coyote, predandoli, evitano che i danni dei conigli siano ancora più grandi.
La Prugh conclude: «Che ci siano troppi o troppo pochi coyote è una questione che riguarda l'intera società, ma in definitiva la nostra risposta potrebbe non avere importanza. I coyote sono destinati a rimanere nelle città, e sta a noi imparare a convivere con loro».
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