I "papà modello" del mondo animale

27 Giugno 2026 - 13:19
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I "papà modello" del mondo animale
Le mamme, si sa, farebbero di tutto per i loro figli: li proteggono, li difendono, li nutrono, li crescono fino a che non sono grandi abbastanza da essere indipendenti. Vale per gli umani e vale anche per gli animali: si tende ad associare le cure parentali in natura con quelle materne, dimenticando però che, in moltissime specie, anche i padri contribuiscono. E in alcune, come le sette che vi raccontiamo qui sotto, non si limitano a svolgere il compitino, ma danno tutti loro stessi (a volte letteralmente) per la loro prole.. Pinguino imperatore: l'incubazione più estrema del mondo Il pinguino imperatore è forse il più famoso tra i "padri estremi" del regno animale, e per una buona ragione: dopo che la femmina ha deposto l'unico uovo della covata, tocca al maschio incubarlo nel punto meno comodo del mondo, cioè sul ghiaccio antartico, in pieno inverno. Il padre sistema l'uovo sopra i piedi e lo copre con una piega di pelle chiamata tasca incubatrice, evitando in ogni modo che tocchi il terreno gelato. Il tutto mentre digiuna per settimane, affronta temperature polari e si stringe agli altri maschi della colonia per non disperdere calore. Quando il pulcino nasce, se la femmina non è ancora tornata dal mare con il cibo, il maschio può persino nutrirlo per qualche tempo con una secrezione prodotta dall'esofago. Insomma: un padre-stufa, padre-culla e padre-dispensa, tutto in uno.. Un asilo nido appiccicato sulla schiena La cimice acquatica gigante non ha l'aspetto del genitore premuroso: è un grosso insetto predatore d'acqua dolce, armato per catturare girini, pesciolini e altri invertebrati. Eppure, in molte specie di questi insetti, è il maschio a portarsi addosso la covata. La femmina depone infatti le uova direttamente sul suo dorso, incollandogliele alla schiena; da quel momento lui diventa un nido ambulante, con decine di uova da proteggere fino alla schiusa. Non si limita però a fare da supporto: muovendosi nell'acqua, salendo verso la superficie o agitando il corpo, aiuta anche a ossigenare le uova e a mantenerle nelle condizioni giuste. È una paternità decisamente vistosa, e anche piuttosto scomoda: immaginate dover continuare a vivere, cacciare e non farvi mangiare con un intero asilo nido appiccicato alla schiena.. I papà in versione "borraccia vivente" Le grandule sono uccelli di ambienti aridi, dove il problema principale non è trovare un buon nido ma l'acqua. I pulcini non possono volare subito fino alle pozze, che possono trovarsi anche molto lontano: così ci pensa il padre, con un sistema ingegnoso. I maschi hanno infatti piume specializzate sul ventre, capaci di assorbire e trattenere acqua; volano fino a una pozza, si bagnano per bene e poi tornano al nido, dove i piccoli bevono direttamente dal loro piumaggio. In pratica sono borracce viventi.. Rospo ostetrico: il papà che porta le uova sui pantaloni Il rospo ostetrico si chiama così perché il maschio fa davvero un lavoro da ostetrico, almeno in versione anfibia. Dopo l'accoppiamento, la femmina depone una serie di uova unite da cordoni gelatinosi; il maschio le feconda e poi se le avvolge intorno alle zampe posteriori, portandole con sé per giorni o settimane. È una strategia molto efficace, perché evita che le uova restino subito abbandonate in acqua, dove sarebbero esposte a predatori, muffe e mille incidenti. Il padre le tiene invece in ambienti umidi e riparati, le reidrata quando serve e torna in acqua solo quando sono pronte a schiudersi. Non è un papà che imbocca i figli, ma quello che si occupa di trasporto, incubazione e consegna finale: una specie di nursery con le zampe.. Il papà single più temibile della foresta Il casuario è il primo esempio da fare quando vi chiedono "ma davvero gli uccelli sono dinosauri?": enorme, scuro ma con il collo colorato, ha un casco sulla testa e artigli che sconsigliano qualsiasi confidenza. Eppure, dietro l'aria minacciosa, c'è un padre single molto premuroso. Nella riproduzione dei casuari, la femmina depone grandi uova verdi e poi spesso se ne va, mentre il maschio resta a covarle per settimane. Quando i piccoli nascono, il suo lavoro non è finito: li accompagna nella foresta, li guida verso il cibo e li difende dai predatori per mesi, finché non sono abbastanza grandi da cavarsela da soli. È anche per questo che incontrare un casuario con i pulcini non è una grande idea: la sua fama di animale pericoloso dipende anche dal fatto che prende la paternità molto, molto sul serio.. Il papà ingegnere che cova con il compost Il tacchino di boscaglia australiano è un padre meno tenero e più ingegnere. Il maschio non cova le uova sedendocisi sopra, ma costruisce un enorme cumulo di terra, foglie e materiale vegetale in decomposizione, che funziona come un'incubatrice naturale. Il calore arriva infatti dalla fermentazione della materia organica, un po' come in un compost; il maschio controlla la temperatura del tumulo e la regola aggiungendo o togliendo materiale, aprendo o ricoprendo il nido secondo necessità. Le femmine depongono lì le uova, ma poi è lui a gestire la manutenzione dell'intero sistema. Quando i piccoli escono dal cumulo sono già molto autonomi, quindi non ricevono grandi cure dopo la nascita: il grosso dell'investimento paterno sta tutto prima, nella costruzione e nella regolazione di un nido che è anche una macchina termica.. Pesce cardinale: la bocca diventa una sala parto Il pesce cardinale di Banggai ha una forma di paternità molto intima: i figli se li tiene in bocca. Dopo la deposizione e la fecondazione, il maschio raccoglie le uova nella cavità orale e le custodisce lì per settimane, trasformando la bocca in una camera di incubazione. Durante questo periodo mangiare diventa impossibile o quasi, quindi il padre paga un costo notevole pur di proteggere la covata. Le uova, però, sono al sicuro: invece di essere disperse in mare, restano riparate, ossigenate e sorvegliate fino a quando i piccoli sono abbastanza sviluppati da essere rilasciati. Quando finalmente escono dalla bocca del padre, non sono larve minuscole e indifese, ma pesciolini già formati. Una paternità comoda per i figli, decisamente meno per chi deve tenerli in bocca tutto quel tempo..

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