Le Mura Medicee di Portoferraio offrono rifugio alle specie minacciata dalla crisi climatica

26 Giugno 2026 - 16:24
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Le Mura Medicee di Portoferraio offrono rifugio alle specie minacciata dalla crisi climatica

Le antiche Mura Medicee di Portoferraio custodiscono molto più della storia della città. Sulle fortificazioni, infatti, cresce oltre la metà degli individui di Linaria capraria, una pianta erbacea perenne endemica dell’Arcipelago toscano, che ha trovato nei manufatti storici uno dei suoi habitat principali.

Capire se queste mura rappresentino soltanto un luogo favorevole alla sopravvivenza della specie oppure un vero vantaggio per la sua riproduzione è l’obiettivo di un progetto di ricerca al secondo anno di attività, nato dalla collaborazione tra Dipartimento di Biologia dell’Università di Pisa e World Biodiversity Association, con il sostegno del NatLab di Portoferraio e del Parco nazionale Arcipelago toscano.

Nei giorni scorsi, il botanico Angelino Carta e l’entomologo Leonardo Forbicioni hanno completato il terzo turno di campionamenti sul campo, raccogliendo i frutti della Linaria capraria nelle aree individuate per il monitoraggio. Il materiale è stato trasferito nei laboratori dell’Università di Pisa, dove sarà analizzato per valutarne qualità e germinabilità.

La ricerca mette in relazione tre elementi: la pietra delle fortificazioni, la pianta e il piccolo coleottero curculionide Rhinusa incana. L’insetto, altamente specializzato, compie infatti una parte rilevante del proprio ciclo vitale all’interno dei frutti della linaria. Per questo il successo riproduttivo della specie non dipende solo dalla capacità di crescere in un determinato ambiente, ma anche dalle relazioni ecologiche che si instaurano con gli altri organismi.

L’ipotesi dei ricercatori è che le popolazioni presenti sui monumenti storici possano avere un tasso riproduttivo maggiore rispetto a quelle che crescono sulle pareti rocciose naturali. Le Mura Medicee potrebbero favorire una produzione più abbondante di semi oppure ridurre l’impatto del coleottero sui frutti. Se questa ipotesi venisse confermata, le fortificazioni di Portoferraio assumerebbero un valore ulteriore: non solo patrimonio architettonico e identitario, ma anche serbatoio genetico utile alla conservazione di una specie esclusiva dell’Arcipelago.

Il tema acquista rilievo in una fase in cui i cambiamenti climatici stanno modificando rapidamente gli equilibri tra specie, habitat e cicli riproduttivi. Le piante endemiche, legate a territori circoscritti, possono essere particolarmente esposte alle trasformazioni delle condizioni ambientali; individuare i luoghi che ne sostengono la vitalità diventa quindi essenziale per costruire strategie di tutela efficaci.

Il progetto proseguirà per tre anni, con il monitoraggio di oltre dieci aree permanenti: circa metà collocate sui monumenti storici e metà in ambienti naturali. I rilievi saranno ripetuti durante le fioriture primaverili e autunnali, così da confrontare nel tempo la capacità riproduttiva delle diverse popolazioni.

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