I sette anni di Leao al Milan: i dribbling, lo Scudetto da MVP, le critiche e le parole di addio
Rafa Leao potrebbe essere arrivato alla fine della sua lunga avventura al Milan: un'esperienza scandita da picchi altissimi, ma anche da tante critiche.
"Penso di avere già dato tutto quello che avevo nel Milan. Ambisco ad avere una nuova sfida in un nuovo campionato."
Parole e musica di Rafa Leao, che sembrano realmente mettere la parola fine alla sua lunga avventura in rossonero.
Un capitolo della sua carriera tanto lungo quanto intenso, scandito da quasi trecento partite, uno Scudetto vinto da grandissimo protagonista, scatti fulminei, dribbling, giocate che hanno fatto scattare in piedi San Siro, ma anche da un lento e inesorabile declino che lo ha portato dall'essere la stella di prima grandezza della squadra a uomo più contestato in assoluto e volto stesso dell'ultima deludente stagione.
Dagli applausi ai fischi, dall'esaltazione alle critiche. Quello di Rafa Leao al Milan è stato una sorta di romanzo sportivo che ora sembra essere arrivato a un ultimo capitolo non destinato a regalare un lieto fine.
L'INTERESSE DELL'INTER E L'ARRIVO AL MILAN
Il Milan decide di puntare con forza su Rafa Leao nell'estate del 2019. Un'operazione dietro la quale c'è una firma d'autore: quella di Paolo Maldini.
Il talento portoghese aveva fatto intravedere cose estremamente interessanti in Francia con la maglia del Lille e aveva attirato l'attenzione di diversi grandi club europei, compresa l'Inter.
Sono proprio i nerazzurri a muoversi in maniera più rapida per lui, ma come svelato anni dopo, a fare la differenza sarà proprio una chiamata di Paolo Maldini.
"Stavo per andare all'Inter, pazzesco. Il direttore sportivo mi ha detto: Rafa stiamo per venderti all'Inter, io ho detto: no. Passano una, due, tre settimane e torna a parlarmi il direttore sportivo e mi dice: il Milan è interessato a te. Mi ha passato al telefono Paolo Maldini, non chiamata normale ma videochiamata. Maldini mi ha detto: devi venire, siamo pronti a prenderti. Accetto, ho risposto io, non potevo dire di no."
Per Rafa Leao, Maldini si rivelerà poi essere, nel corso degli anni, molto più del dirigente che lo ha portato al Milan. È stato l'uomo che lo ha protetto nei momenti più complicati, che lo ha anche bacchettato pubblicamente pur di accelerare il suo percorso di maturazione, che ha aiutato a fargli capire cosa vuol dire il Milan e che era necessario un cambio di mentalità per potersi imporre in rossonero.
DALLE DIFFICOLTÀ ALLA CRESCITA CON PIOLI
Il Milan ha investito ben 30 milioni di euro più una percentuale sulla futura rivendita pur di assicurarsi un talento appena ventenne che in molti consideravano tra i migliori del panorama calcistico europeo.
Quello che però è arrivato a Milano era un ragazzo dalle doti fuori dal comune, ma anche non ancora pronto per un contesto di primissimo livello.
Il primo Rafa Leao è un giocatore capace di infiammare lo stadio con una sola giocata, ma anche di sparire clamorosamente dalla partita. Un giocatore da "inquadrare" che ha fatto molta fatica a instaurare un rapporto con il suo primo allenatore in rossonero: Marco Giampaolo.
Per lui le cose cambieranno concretamente con l'arrivo in panchina di Stefano Pioli, ovvero il tecnico che è riuscito a farlo esprimere meglio in assoluto. La sintonia tra i due scatta subito e il ragazzo che fino a quel momento era stato visto solo come un "diamante grezzo" viene messo nelle giuste condizioni per esprimere tutto il suo potenziale.
Sarà grazie a Pioli che Leao diventerà il vero trascinatore del Milan negli anni a seguire.
LA CONSACRAZIONE E LO SCUDETTO DA MVP
Delle sette stagioni vissute da Rafa Leao con la maglia del Milan, c'è una che resterà per sempre incisa nella memoria di qualsiasi tifoso rossonero: quella 2021-2022.
Quello che si presenta ai blocchi di partenza del campionato è un Diavolo che non vince lo Scudetto da undici anni e che secondo molti non va nemmeno inserito nel novero delle favorite.
Trascinato invece anche da un grande Rafa Leao, che con Theo Hernandez formerà il duo di fascia sinistra più letale in Italia e non solo, il Milan inizierà invece pian piano a scalare la classifica, fino a laurearsi all'ultima giornata, il 22 maggio 2022 sul campo del Sassuolo, campione d'Italia.
In quella sfida contro i neroverdi, il gioiello portoghese confeziona tre dei dodici assist di un campionato scandito anche da quattordici goal.
Spesso decisivo nei momenti che più contavano, a fine stagione viene eletto MVP della Serie A in maniera più che meritata.
Di lui ormai si parla come di un giocatore dalla velocità devastante, di un esterno offensivo imprendibile, ma anche come di uno dei più grandi campioni al mondo.
La stagione successiva sarà quella che confermerà la sua crescita: 16 goal e dodici assist in 48 presenze totali. Il Milan si spinge fino in semifinale di Champions League certificando il ritorno tra le grandi d'Europa ma, proprio quando ormai tutti si aspettano l'ultimo e decisivo passo, qualcosa cambia.
IL RINNOVO, IL 10 E L'EPILOGO
Rafa Leao è ormai uno dei giocatori più ambiti al mondo e i discorsi sul suo futuro tengono con il fiato sospeso per mesi una tifoseria che teme di perdere la stella di prima grandezza del Milan.
Per tanto tempo si rincorrono voci che lo vogliono nel mirino delle big di Premier League, di Liga e del PSG, ma nell'estate del 2023 arriva il prolungamento che lo rende ancora di più il vero volto della compagine rossonera.
Un ingaggio da top player, il 10 sulle spalle e le aspettative che si fanno sempre più grandi. Nessuno ormai discute più le doti di Leao, ma le sue prestazioni discontinue, l'atteggiamento in campo, il linguaggio del corpo iniziano spesso a trascinarlo nel mirino dei più critici.
Il suo è un declino tanto lento quanto inesorabile, fatto di giocate che fanno pensare a un ritorno ai livelli del passato, ma anche di tante partite vissute quasi da spettatore in campo.
L'ultima stagione, quella 2025-2026, è la più complicata in assoluto, quella che ha probabilmente assunto i contorni del punto di non ritorno.
Rafa Leao viene spesso fischiato da San Siro, le prestazioni sono a volte disarmanti e la decisione di Allegri di utilizzarlo in posizione più avanzata come punta non lo aiuta.
Il Milan passa dall'essere una delle potenziali candidate allo Scudetto a mancare la qualificazione alla prossima Champions League e tra tutti è proprio l'ex idolo portoghese il primo a finire sul banco degli imputati.
Dopo sette anni, quasi trecento presenze, ottanta goal segnati e uno Scudetto vinto da assoluto protagonista, quella che è stata una storia tanto lunga quanto intensa sembra realmente essere arrivata al suo capolinea.
Le prossime settimane diranno se sarà davvero addio: quello che è certo è che Rafa Leao si è meritato comunque un posto tra i giocatori più importanti della storia recente del Milan.
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