Altafini contro gli opinionisti tv: "Alcuni fanno i maestri ma non erano grandi giocatori. Orologio da 2 euro e coccodrilli, gli assurdi premi per i Mondiali del '58"
L'ex attaccante tocca vari temi in una lunga intervista.
Dai bizzarri premi per la vittoria dei Mondiali nel 1958 all'attacco a costruzione dal basso e opinionisti tv odierni: a tutto José Altafini.
L'ex attaccante ha concesso una lunga intervista a La Stampa, nella quale ha toccato vari temi del calcio di ieri e di oggi.
Tra questi anche il confronto con Cristiano Ronaldo, che ha battuto il suo record di goal in una singola edizione della Champions League: "Ma giocando più partite".
IL RECORD DI GOAL E CR7
Proprio sul record di goal in Coppa dei Campioni e su Cristiano Ronaldo, Altafini spiega:
"Ho fatto 14 goal in 9 partite in un'edizione, superando Puskas che ne aveva 12. Ronaldo non ha battuto il mio record, lui ha giocato più di 20 partite, io solo 9: se me ne dai altre 9 forse ne faccio di più (sorride, ndr)".
"NON SOPPORTO LA COSTRUZIONE DAL BASSO"
Altafini si dice fermamente contrario alla costruzione dal basso e la critica, difendendo un gioco più veloce:
"Il calcio è la cosa più semplice che esiste. In campo i più vecchi dicono di giocare semplice, passare la palla e non dribblare. Io odio quando la palla va sempre al portiere e stanno tre ore in area di rigore. Non lo sopporto. Bisogna giocare in avanti. Perché il calcio inglese è bello? Perché vanno avanti e indietro, contropiedi...".
ALTAFINI CONTRO GLI OPINIONISTI DI OGGI
Si passa poi alla carriera da commentatore televisivo di Altafini:
"E' nata così, lavoravo con Luigi Colombo e facevamo un programma tutte le settimane alla sera. Un giorno mi disse che c'era un torneo a Montecarlo con giocatori famosi, Italia, Inghilterra... Mi disse di andare a fare un commento alle partite, non avevo mai fatto la seconda voce. Il telecronista era un giornalista di Telemontecarlo. Era un giornalista di notizia, non di calcio. Comincia la partita, dopo dieci minuti un quarto d'ora sento lui che dice "fa un pallonetto rasoterra". Poi ha detto un altro strafalcione. Tornato a casa, dopo due-tre giorni mi chiama Colombo e gli ho detto che non lo facevo con lui. E così è nata la doppia cronaca con lui. Mi sono divertito".
Altafini ha coniato alcune espressioni celebri ("Golazo, manuale del calcio, incredibile amici...") e spiega le regole della perfetta seconda voce non risparmiando una stoccata agli opinionisti moderni: "La seconda voce deve essere quello che non fanno molti di oggi. Quando un giocatore sbaglia un tiro, per esempio, la seconda voce non deve dire "non doveva tirare". Che ne sa lui? E' quello che sta in campo che deve decidere. E allora secondo me deve commentare lo sbaglio che ha fatto, se ha tirato male perché è inciampato, ha svirgolato... Spiegare per quale motivo un'azione non è andata bene. Io non ho mai parlato male di un calciatore come fanno molti di questi, che fanno gli insegnanti del calcio in tv. Non si rendono conto che molti di loro non erano neanche grandi giocatori".
GLI ASSURDI PREMI DEI MONDIALI DEL 1958
Altafini poi ricorda con il sorriso gli assurdi premi per i Mondiali del 1958 con il Brasile:
"Ogni Natale mi mandano tutto della Nazionale, in più ora mi hanno mandato la replica della Coppa del Mondo, pesa da matti. Quando abbiamo vinto i Mondiali non pensavamo di avere tanti soldi perché la Federazione era povera. Allora ci hanno dato (ride, ndr) una rivista e un orologio placcato in oro ma che valeva solo due euro a testa. Poi hanno regalato una televisione piccola tutta verde e gialla che non prendeva niente. Poi un terreno nel nord del Brasile, nel Pantanal dove ci sono i coccodrilli. E nessuno ha preso il terreno. E' andato solo Djalma Santos che ha detto a tutti di non andare. Potevamo fare le cinture di pelle (ride, ndr)".
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