“I medici le diedero pochi mesi, oggi ha 20 anni”: la storia di Ana e il presunto miracolo di Papa Francesco
Se la notizia arriva in Vaticano potrebbe forse essere l’occasione per iniziare il processo di beatificazione o addirittura di santità del compianto Papa Francesco. Oppure potrebbe restare confinata nel giornale portoghese Correio de Manhã, che l’ha data nelle edicole il 2 agosto mattina, e nella sua televisione, che l’ha diffusa alle 15 col programma Histórias de Superação condotto dalla giornalista Diana Cardoso. Vediamo di che si tratta.
Si tratta di una vicenda raccontata in una lunga intervista televisiva di 20 minuti dalla ventenne Ana Pinto, alla quale quando aveva a due anni e mezzo hanno diagnosticato un tumore inoperabile al cervello, e da sua madre Alexandrina Pinto. Ecco come la riassume il giornale Correio de Manhã: “Papa Francesco mi ha toccato il tronco encefalico e il tumore è uscito”racconta Ana, meglio nota come Anocas. A due anni e mezzo, quando le fu diagnosticato un tumore cerebrale inoperabile, le avevano dato solo pochi mesi di vita. Sua madre si sentì ripetere più volte che la fine poteva essere imminente; ci furono persino momenti in cui le chiesero di dire addio alla figlia. Eppure, più di 17 anni dopo, Anocas continua a smentire ogni prognosi: nonostante il tumore sia ancora presente, lei è viva. Nel 2017, durante un viaggio a Roma, la giovane – allora ventenne – incontrò il Papa e, da quel momento, ha creduto fermamente di essere guarita.

Durante quasi due decenni Anocas è passata per vari esami, operazioni chirurgiche e cure. “Nella prima operazione, a 4 anni, lei diventò un vegetale. Dicevano che non migliorava, ma lei oggi cammina, parla e mangia da sola”, racconta la madre, Alessandrina Pinto. Il lato destro del corpo fu il più colpito e per molti anni la chemioterapia è stata la routine. Dopo cinque anni e mezzo madre e figlia presero una decisione difficile: smettere la chemioterapia. Mi dissero che ero una criminale perché non firmavo il protocollo, ma io per mia figlia volevo la qualità della vita. Alessandrina dice che ha detto addio alla figlia 14 volte. Ricorda ancora oggi un episodio durante il quale i professionisti della salute arrivarono a registrare l’ora della morte. “Le dissi solo che se voleva andarsene poteva farlo: Poco dopo il cuore è tornato a battere. Pareva un film di Hollywood”, ricorda.
Una dottoressa le disse una volta che il caso di lei non figurava nei libri. Al che lei rispose: “Non figuro nei tuoi libri, figuro in altri”. Per Anocas dopo tutto quello che ha vissuto, la più grande vittoria è “essere viva, perché è ciò che di meglio ha la gente”. Alessandrina garantisce che non rinuncerà a sua figlia “finché il suo cuore batterà. “Non mi interessa che dicano che è impossibile”.
Il giornale aggiunge che Ana Pinto perse la vista dell’occhio sinistro, vede solo con una piccola percentuale col destro, ha difficoltà di memoria e un ritmo più lento. Nonostante questo, la madre garantisce che la figlia non ha mai perso la capacità di vedere il lato buono della vita. “Lei non vede con gli occhi. Vede col cuore”.
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