I sindacati denunciano il «continuo rinvio delle decisioni» sulla geotermia toscana

29 Luglio 2026 - 17:20
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I sindacati denunciano il «continuo rinvio delle decisioni» sulla geotermia toscana

Pochi giorni fa l’Istituto regionale per la programmazione economica della Toscana (Irpet) ha presentato il suo ultimo rapporto annuale – intitolato Tenuta, rischi e prospettive di rilancio per l’economia toscana – ricordando che sul fronte delle rinnovabili l’identità del territorio è legata indissolubilmente alla geotermia. I quasi 6 miliardi di KWh prodotti annualmente dalle centrali gestite da Enel green power, oltre a produrre elettricità pari a circa il 30% del fabbisogno elettrico regionale e a rappresentare il 70% delle rinnovabili prodotte in Toscana, forniscono calore utile a riscaldare oltre 13mila utenti, 27 ettari di serre e numerose aziende della filiera agroalimentare e dell’artigianato.

Certo, da sola la geotermia non basta se «la Toscana parte da una base di nuove rinnovabili molto bassa». Dunque dovranno crescere (molto) anche eolico e solare, ma dalla geotermia non si può prescindere. Eppure l’ultima centrale è entrata in funzione dodici anni fa, mentre il nuovo percorso di sviluppo tarda a partire come denunciano oggi a una sola voce le Segreterie regionali di Filctem Cgil, Flaei Cisl e Uiltec Uil, esprimendo «forte preoccupazione per la situazione della geotermia toscana a seguito dell’ultimo confronto con la direzione di Enel green power».

Pur prendendo atto che il percorso per il rinnovo delle concessioni geotermiche «sta proseguendo», le organizzazioni sindacali denunciano come, a distanza di oltre un anno dalla firma dell’accordo con la Regione Toscana, non si registrino ancora decisioni concrete sul rafforzamento degli organici, sul piano delle assunzioni e sul rilancio industriale del settore.

Il territorio toscano resta dunque in attesa che possa entrare in piena operatività il rinnovo ventennale delle concessioni geotermiche accordato lo scorso febbraio dalla Regione Toscana in favore di Enel green power, a fronte di un accordo industriale che prevede nuovi investimenti da 3 miliardi di euro (che arrivano a 7,4 mld di euro contando anche costi d’esercizio e manutenzione ordinaria), comprensivi di 400 mln di euro in “compensazioni” ai territori interessati, di 200 destinati all’area amiatina.

Una partita che sta passando attraverso le aule di tribunale, dopo i ricorsi presentati dai comitati no-geo locali, ancora in attesa di sentenza definitiva. Lo scorso dicembre il Tribunale amministrativo (Tar) della Toscana ha pubblicato due ordinanze contro l'accesso ai documenti amministrativi del procedimento che ha portato alla rimodulazione delle concessioni, e nei giorni scorsi pure il Consiglio di Stato ha respinto tale richiesta; nel merito però dovrà tornare a esprimersi il Tar, ancora non è chiaro con quali tempistiche.

Ma nel frattempo? «Il rinnovo delle concessioni ventennali rappresenta un’occasione storica per rilanciare la geotermia toscana – dichiara Luca Lucietto, segretario generale Flaei Cisl – Oggi invece assistiamo ad un continuo rinvio delle decisioni e ad un eccessivo accentramento delle scelte, con il territorio che perde progressivamente capacità di programmazione. Dopo un accordo così importante servono atti concreti e una strategia industriale chiara. Gli impegni aziendali non possono essere limitati all’accordo sottoscritto con la Regione Toscana, le storiche relazioni industriali con le OO.SS. del settore, devono portare ad avere risposte concrete sulle specifiche tematiche sindacali che nell’ultimo decennio hanno portato sviluppo e prospettive per il settore geotermico e i territori».

In particolare, i sindacali giudicano «incomprensibile» il mancato avvio di un piano di assunzioni, soprattutto considerando che «entro la fine del 2026» scadrà l’attuale graduatoria degli operatori junior, oltre che naturalmente le concessioni attualmente vigenti.

«L’aspetto più preoccupante – afferma Juri Riccardi, Filctem Cgil – è che, nonostante Enel abbia ottenuto dalla Regione Toscana il rinnovo delle concessioni assumendo importanti impegni di investimento e sviluppo, tali impegni non trovano oggi un corrispondente rafforzamento delle persone che dovranno realizzarli. Non è credibile parlare di crescita della geotermia continuando a ridurre il personale, rinviando le manutenzioni e senza programmare un adeguato ricambio generazionale. Le assunzioni devono diventare una priorità immediata».

«Il rinnovo delle concessioni – conclude Paolo Giovannetti, Uiltec Uil – ha attribuito a Enel una responsabilità ancora maggiore verso il territorio, le comunità locali e i lavoratori. È il momento di dimostrare con i fatti la volontà di investire realmente nel settore, attraverso nuove assunzioni, manutenzioni adeguate, maggiore attenzione alla sicurezza e alla ricerca di nuova risorsa, valorizzazione delle professionalità ecc. Tutto questo attraverso un confronto sindacale capace di produrre risultati concreti.»

Sotto questo profilo, le tre sigle sindacali annunciano che «nelle prossime settimane proseguirà il confronto con l’Azienda e verranno coinvolti anche i Comuni geotermici e le Istituzioni regionali» affinché venga garantito il «pieno rispetto degli impegni assunti da Egp» col rinnovo delle concessioni.

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