IA-WORLD: la dignità umana guida l’intelligenza artificiale
lentepubblica.it
Nel secondo numero della rivista IA-WORLD esperti internazionali analizzano IA, diritti, democrazia e valore pubblico.
L’intelligenza artificiale non può essere considerata soltanto una questione tecnologica. Dietro algoritmi, modelli generativi e sistemi sempre più sofisticati si nasconde una domanda che riguarda direttamente il futuro delle società democratiche: quali valori devono guidare la progettazione delle tecnologie che influenzano decisioni, comportamenti e relazioni umane?
È da questa riflessione che prende le mosse il secondo numero della rivista IA-WORLD, la rivista scientifica online dell’
Osservatorio Internazionale per l’Intelligenza Integrale, l’Etica e il Valore Pubblico, promosso da Formez, Pontificia Università Antonianum e CSI Piemonte. La nuova edizione raccoglie contributi nazionali e internazionali dedicati all’impatto dell’intelligenza artificiale sui diritti fondamentali, sulla democrazia, sull’identità umana e sui processi decisionali che attraversano la vita pubblica e privata.
Al centro della pubblicazione emerge una convinzione condivisa da numerosi studiosi: l’innovazione tecnologica non può essere separata da una riflessione etica e culturale capace di orientarne lo sviluppo.
Steven Umbrello: “La dignità umana deve essere un vincolo progettuale”
Tra i contributi più significativi del nuovo numero spicca quello di Steven Umbrello, managing director dell’Institute for Ethics and Emerging Technologies di Boston, uno dei principali centri internazionali impegnati nello studio delle implicazioni etiche delle tecnologie emergenti.
Secondo Umbrello, il dibattito contemporaneo sull’intelligenza artificiale tende spesso a concentrarsi sulle regole che devono disciplinarne l’utilizzo una volta che i sistemi sono già stati sviluppati. Una prospettiva che, pur necessaria, rischia però di arrivare troppo tardi.
L’esperto propone infatti un approccio diverso, fondato sull’idea che l’etica debba essere incorporata direttamente nella fase di progettazione.
“L’intelligenza artificiale deve essere governata non soltanto mediante regole esterne, ma attraverso vincoli costituzionali di progettazione. E il primo di questi vincoli deve essere la dignità umana”.
Una posizione che richiama il concetto di “ethics by design”, secondo cui i principi fondamentali non devono rappresentare un correttivo successivo alla tecnologia, ma costituire parte integrante della sua architettura.
Dall’assistente digitale IRIDE ai rischi della tecnocrazia algoritmica
Il secondo numero della rivista IA-WORLD propone una panoramica multidisciplinare che affronta il tema dell’intelligenza artificiale da prospettive differenti ma complementari.
Tra i contributi pubblicati trova spazio quello di Yasmina Sbihi, dedicato a IRIDE, il nuovo assistente digitale sviluppato da Formez a supporto dell’Ufficio del Difensore civico della Regione Lazio. Il progetto rappresenta uno degli esempi più recenti di applicazione dell’IA ai servizi pubblici e punta a facilitare il rapporto tra cittadini e amministrazioni attraverso strumenti di orientamento e supporto informativo.
L’analisi si affianca a riflessioni di carattere più teorico e filosofico. Andrea Bizzozero, professore di Storia della filosofia moderna e contemporanea presso la Facoltà di Filosofia della Pontificia Università Antonianum di Roma, approfondisce il rapporto tra tecnica, memoria e costruzione dell’identità personale attraverso il pensiero del filosofo Bernard Stiegler, soffermandosi sulle conseguenze che l’iperindustrializzazione digitale produce sui processi cognitivi e formativi.
Paolo Cancelli, studioso di filosofia politica e processi democratici, concentra invece l’attenzione sui rischi associati alla crescente tecnocratizzazione delle decisioni pubbliche, analizzando come alcune forme di olocrazia digitale possano incidere sui meccanismi della deliberazione democratica.
Un approccio differente è quello proposto da Giuseppe Gimigliano, professore di Storia, Filosofia e Antropologia e direttore operativo del Centro di Ricerca della Pontificia Università Antonianum, che riflette sui limiti epistemologici dei sistemi computazionali e sulla distanza che continua a separare la capacità di calcolo delle macchine dalla complessità della condizione umana.
n.2 rivista IA-WORLD: Democrazia, valore pubblico e responsabilità delle big tech
Il filo conduttore che attraversa l’intera seconda pubblicazione della rivista IA-WORLD riguarda il rapporto tra innovazione tecnologica e responsabilità collettiva.
Simona Beretta, professore ordinario di Politica economica presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, colloca l’intelligenza artificiale all’interno della tradizione della dottrina sociale della Chiesa, richiamando i principi espressi nell’enciclica “Magnifica humanitas” e sottolineando la necessità di mantenere centrale la persona umana anche nelle fasi più avanzate della trasformazione digitale.
I ricercatori Bernardino Sisti e Giorgio Sarti analizzano invece il caso di Tumbler Ridge, utilizzandolo come esempio concreto delle difficoltà che possono emergere quando governance, strategie aziendali e sviluppo tecnologico procedono in modo incoerente all’interno delle grandi piattaforme digitali.
Chiude il numero il contributo di Sergio Talamo, direttore dell’Area Comunicazione, Relazioni istituzionali e Innovazione digitale di Formez PA, che approfondisce il concetto di “Quadrante Empatico” e i possibili effetti delle fratture narrative generate dai modelli di intelligenza artificiale, evidenziando come la qualità della comunicazione pubblica diventi un elemento sempre più strategico nell’ecosistema digitale contemporaneo.
Un osservatorio internazionale sul futuro dell’intelligenza artificiale
Il secondo numero della rivista IA-WORLD conferma la vocazione dell’Osservatorio Internazionale per l’Intelligenza Integrale, l’Etica e il Valore Pubblico a promuovere un confronto interdisciplinare su una delle questioni più rilevanti del nostro tempo.
Mentre l’intelligenza artificiale entra progressivamente nei processi amministrativi, nelle attività economiche, nei servizi pubblici e nella vita quotidiana delle persone, cresce infatti la necessità di interrogarsi non soltanto su ciò che la tecnologia è in grado di fare, ma soprattutto su ciò che dovrebbe fare.
La rivista offre così uno spazio di riflessione che unisce ricerca scientifica, filosofia, etica, amministrazione pubblica e innovazione, con l’obiettivo di contribuire alla costruzione di modelli tecnologici capaci di generare valore pubblico senza perdere di vista la centralità della persona.
Un tema destinato a occupare un ruolo sempre più centrale nel dibattito internazionale e nelle politiche pubbliche dei prossimi anni.
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