IBM porta in Svizzera un computer quantistico da 120 qubit
Per studiare seriamente il quantum computing non basta collegarsi a una macchina dall'altra parte del mondo, perché avere l'hardware vicino a università, ricercatori e imprese significa poter costruire competenze, sperimentare più rapidamente e soprattutto creare un ecosistema attorno a una tecnologia ancora difficile da trasformare in applicazioni concrete.
Il nuovo progetto svizzero guarda in questa direzione, ed è notizia recente che entro la fine del 2026, al Centro Svizzero di Calcolo Scientifico CSCS di Lugano dovrebbe essere installato un IBM Quantum System Two, mettendo a disposizione del Paese un computer quantistico dedicato basato sul processore Nighthawk da 120 qubit.
I qubit sono l'equivalente quantistico dei bit tradizionali, anche se funzionano secondo principi completamente diversi. Sfruttando fenomeni della meccanica quantistica possono rappresentare e manipolare l'informazione in modi impossibili per un normale computer.
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