Microsoft e il codice di condotta per l'AI, un buon esempio che nessuno vuol seguire
Da quando Jacob Coxon ha lasciato Anthropic, sbattendo la porta e affermando che l'AI potrebbe portare all'estinzione del genere umano entro pochi anni, molti sembrano essersi improvvisamente destati da un profondo torpore, rendendosi conto dei rischi associati a uno sviluppo incontrollato dell'intelligenza artificiale. Tra le realtà che fino a oggi hanno spinto sull'acceleratore e che ora propongono l'introduzione di linee guida c'è anche Microsoft, che ha appena pubblicato la bozza di un codice di condotta da applicare ai modelli MAI addestrati internamente. E che, idealmente, potrebbe diventare un punto di riferimento e una fonte di ispirazione per l'industria.
MICROSOFT E IL SUO CODICE DI CONDOTTA PER L'AI
È un documento da una quarantina di pagine che per le prossime settimane sarà sottoposto a una consultazione pubblica, con l'obiettivo di raccogliere i feedback necessari a intervenire con correzioni mirate. Fa riferimento al concetto di una superintelligenza umanista che per il gruppo di Redmond e per il suo CEO, Satya Nadella, sta diventando una sorta di mantra. La volontà è quella di arrivare a implementare accorgimenti che permetteranno alle persone di sospendere o interrompere il funzionamento dei sistemi autonomi in caso di emergenza, così da scongiurare il pericolo di scenari apocalittici.
La linea adottata da Microsoft è sintetizzata in dieci principi chiave. Li riportiamo di seguito, rappresentano una sintesi efficace per capire quali sono i potenziali problemi con i quali potremmo doverci confrontare a breve.
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