Il cambiamento climatico sarà un giocatore determinante nella Coppa del Mondo di calcio

Secondo lo studio “Climate Change Big Player at FIFA World Cup 2026”, pubblicato dell'alleanza scientifica World Weather Attribution (WWA), la 2026 FIFA World Cup - i mondiali di calcio che si terranno dall'11 giugno al 19 luglio 2026 negli Stati Uniti d'America, Canada e Messico potrebbero svolgersi in condizioni di caldo estremo, pericolose per giocatori e tifosi.
Lo studio evidenzia che «Le partite che si terranno nelle città settentrionali o costiere, in particolare in Canada e lungo la costa del Pacifico degli Stati Uniti, saranno probabilmente caratterizzate da temperature relativamente miti. Al contrario, le partite nelle zone più meridionali e interne degli Stati Uniti e del Messico saranno soggette a temperature significativamente più elevate, che spesso si avvicineranno o supereranno i 30° C, con la possibilità di periodi di caldo estremo durante le ore di gioco diurne. Inoltre, i livelli di umidità possono essere elevati in alcune regioni, in particolare lungo le coste e nel Midwest, rendendo il caldo più pericoloso».
Intervistato dall’agenzia IPS dell’Onu, Christopher Mullington, del Centre for Environmental Policy dell’Imperial College London, ha avvertito che «Il colpo di calore, la forma più grave di malattia legata al caldo, è potenzialmente letale e le persone anziane e quelle con patologie preesistenti sono particolarmente vulnerabili».
Lo studio, al quale ha collaborato la Fédération Internationale des Associations de Footballeurs Professionnels (FIFPRO - Footballers and Player Unions Worldwide). Evidenzia che, a causa dei cambiamenti climatici, i rischi per la Coppa del Mondo che sta per iniziare sono significativamente maggiori rispetto a quelli affrontati in date analoghe durante i Mondiali del 1994 negli Stati Uniti.
Gli scienziati WWA hanno analizzato il tempo previsto per le 104 partite dei mondiali americani e hanno concluso che circa un quarto degli incontri potrebbero essere disputati in condizioni di stress termico superiori ai limiti di sicurezza raccomandati per lo sport professionistico. Circa 26 partite potrebbero essere giocate a temperature superiori ai 26 gradi Celsius (°C) dell'indice WBGT (temperatura a bulbo umido e del globo, l’indice che misura la tolleranza del corpo al calore e all'umidità), soglia oltre la quale la FFPRO raccomanda pause per idratarsi e misure di raffreddamento. Inoltre, circa cinque partite potrebbero superare i 28°C WBGT, un livello considerato pericoloso per giocare e che, secondo la FIFA, dovrebbe portare al rinvio dell'incontro.
Nello studio si lege che «Rispetto al clima del 1994, l'aumento complessivo dell'intensità degli eventi termici varia da circa 0,25° C a 0,8° C nella maggior parte degli stadi, con la maggior parte di essi che registra temperature medie ponderate per il benessere (WBGT) superiori di circa 0,6-0,7° C rispetto al 1994. Gli aumenti maggiori si registrano a Seattle e Vancouver; Atlanta ha registrato l'aumento attribuibile più basso. Questi risultati suggeriscono che le condizioni associate a uno stress termico fisiologico moderato sono ora sostanzialmente più intense rispetto alla precedente Coppa del Mondo FIFA ospitata negli Stati Uniti. Di conseguenza, durante il torneo di quest'anno saranno necessarie misure di gestione del rischio termico, inclusi interventi di raffreddamento e idratazione. Si prevede che l'intensità degli eventi aumenterà ulteriormente con il continuo riscaldamento globale, con incrementi stimati compresi tra 0,7° C e 1° C associati a un ulteriore riscaldamento di 0,7° C rispetto alle condizioni del 2026».
Anche se alcuni stadi dove si giocheranno i mondiali sono dotati di sistemi di raffreddamento, lo studio avverte che i rischi per gli spettatori rimangono elevati, soprattutto nelle aree all'aperto e durante i festival dei tifosi. Per esempio, a Dallas e Houston, in Texas, i tifosi avrebbero una probabilità su tre di essere esposti a temperature superiori a 28° C WBGT fuori degli stadi.
L’autrice principale dello studio, Joyce Kimutai dell'Imperial College, sottolinea che «Sebbene gli organizzatori abbiano programmato alcune partite in sedi ad alto rischio, prive di aria condizionata, per le ore serali, esiste un rischio concreto di assistere a incontri in condizioni non sicure per giocatori e tifosi». Mullington aggiunge che «Durante i Mondiali, il rischio associato al caldo non dovrebbe essere valutato esclusivamente in base alla temperatura dell'aria. Una giornata a 30° C con clima secco e ventoso è molto diversa da una giornata a 30° C con elevata umidità, sole intenso e poco vento: l'evaporazione del sudore è ridotta, limitando il principale meccanismo di raffreddamento del corpo».
Un altro autore dello studio, Friedericke Otto del Centre for Environmental Policy, fa notare che «Il fatto che la finale della Coppa del Mondo, uno dei più grandi eventi sportivi del pianeta, corra un rischio considerevole di essere giocata con temperature così intense da poter essere annullata, dovrebbe servire da campanello d'allarme per la FIFA e per i tifosi».
Per lo studio, nelle 16 città ospitanti potrebbero essere colpite centinaia di migliaia di persone, molte delle quali negli eventi all'aperto, come "Fan Festival" (trasmissioni delle partite su maxi-schermi, concerti dal vivo, feste e altre attività di intrattenimento) sponsorizzati dalla FIFA.
La FIFPRO ha rinnovato l'appello per l'adozione di protocolli più rigorosi in caso di caldo estremo, comprese modifiche al calendario, pause obbligatorie ed eventuali sospensioni delle partite in condizioni pericolose.
Otto conclude: «La minaccia di ondate di calore che incombono sul più grande spettacolo calcistico del mondo sottolinea l'urgente necessità di comprendere che non esiste aspetto della società che non sia influenzato dai cambiamenti climatici».
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