Il ddl sulla caccia selvaggia è finito nel mirino della Commissione Ue

29 Giugno 2026 - 16:26
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Il ddl sulla caccia selvaggia è finito nel mirino della Commissione Ue

La Commissione europea sta seguendo «attentamente» l’evoluzione del disegno di legge 1552 sulla caccia, approvato dal Senato e ora all’esame della Camera. A confermarlo è stata Anna-Kaisa Itkonen, portavoce dell’esecutivo Ue, nel corso del briefing odierno con la stampa a Bruxelles.

Il provvedimento modifica la legge 157/1992 sulla tutela della fauna selvatica e, secondo le associazioni ambientaliste e animaliste, amplia le possibilità di prelievo venatorio intervenendo su specie cacciabili, calendari e aree dove è consentito sparare.

«È ancora in fase di bozza. Siamo in contatto con le autorità italiane. Continuiamo a esserlo, ma per quanto riguarda un eventuale commento sulla legislazione relativa alla caccia, lo faremo solo dopo che l'iter legislativo in Italia sarà concluso. Tuttavia, è corretto affermare che stiamo seguendo attentamente la questione e che ne seguiremo gli sviluppi», ha dichiarato Itkonen.

Non è una sorpresa. Già nelle scorse settimane le associazioni ambientaliste sono entrate in possesso di una lettera inviata dalla Commissione europea al Governo italiano nel dicembre 2025. Il documento evidenzia criticità rilevanti rispetto alla compatibilità del ddl con le Direttive Uccelli e Habitat. Nel mirino, ad esempio, ci sarebbero alcuni elementi centrali della riforma: l’estensione della caccia fuori stagione, l’indebolimento del ruolo tecnico-scientifico di Ispra, l’uso di visori ottici e la liberalizzazione dei richiami vivi, con il rischio di favorire bracconaggio e traffici illegali.

Le organizzazioni ambientaliste contestano inoltre il fatto che il Governo non abbia dato conto pubblicamente della nota europea né abbia modificato il testo del disegno di legge alla luce dei rilievi segnalati. Il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, rispondendo a un’interrogazione parlamentare al Senato, ha anzi definito le osservazioni provenienti da Bruxelles «questioni da burocrati».

Il rischio concreto è dunque quello di esporre nuovamente l’Italia a una procedura europea. «La Commissione europea conferma quello che denunciamo da mesi – commenta Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde – Sul ddl caccia il governo sta giocando con il fuoco e rischia di violare le direttive europee su habitat, uccelli e biodiversità. Altro che tutela della natura: la destra vuole trasformare parchi, spiagge, demanio marittimo e aree protette in territori di caccia. Vuole consentire l’abbattimento di specie oggi tutelate come l’oca selvatica e lo stambecco. Vuole approvare una legge scritta sotto dettatura della lobby dei cacciatori».

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