Il giornalista Mario Sechi sotto tutela dopo le minacce dagli anarchici. Meloni: "Condanna verso l'odio politico"
"Solidarietà a Mario Sechi, finito sotto tutela a seguito delle gravi minacce ricevute dall'area anarco-insurrezionalista". Così la premier Giorgia Meloni sui social, facendo riferimento alla vicenda che vede coinvolto il direttore di Libero, verso cui da un paio di settimane è stata disposta la tutela. Le decisione della questura di Milano è arrivata dopo una serie di minacce provenienti dall'area anarco-insurrezionalista che hanno fatto seguito ad alcuni editoriali scritti da Sechi sulla morte – avvenuta a Roma il 20 marzo scorso – di Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone, i due anarchici che hanno perso la vita per l'esplosione di un ordigno che stavano presumibilmente confezionando. "Nessuna intimidazione può mettere in discussione la libertà di espressione e il diritto di un giornalista di svolgere il proprio lavoro. Ferma condanna verso ogni forma di intolleranza e odio politico", ha concluso Meloni.
"Ringrazio le forze di polizia e gli investigatori, sono eccezionali", ha detto in giornata Sechi all'ANSA. "La tutela della libertà di stampa ha molti aspetti, il primo è l'incolumità personale dei giornalisti che va di pari passo con la tutela della loro autonomia. I direttori sono il primo baluardo della redazione. La minaccia è seria, è concreta, è diretta", ha sottolineato. "Purtroppo la scorta ha rivoluzionato i miei ritmi e le mie abitudini: non è solo una limitazione di movimento, è una continua preoccupazione per me, per la mia famiglia e per gli agenti che mi accompagnano", ha aggiunto, dicendosi comunque "tranquillo. Continuo a lavorare, come ho sempre fatto in quasi 40 anni di carriera. Ringrazio tutti, tutte le istituzioni per la solidarietà che hanno dimostrato. Nessun giornalista deve essere lasciato solo", ha concluso.
Tanti i messaggi di vicinanza dal mondo della politica. "La libertà di stampa si difende sempre, senza se e senza ma: solidarietà a Sechi per le vergognose intimidazioni. Nessuna tolleranza per violenti e odiatori", ha detto il leader della Lega Matteo Salvini. "Esprimo la mia più sincera solidarietà a Mario Sechi per le ignobili minacce ricevute dall'area anarco-insurrezionalista. Colpire un giornalista significa colpire al cuore la libertà di stampa e i principi democratici su cui si fonda il nostro paese", ha scritto la presidente dei senatori di Forza Italia Stefania Craxi. Sostegno e stima anche da Fabio Rampelli. "Esprimo sostegno e stima a Mario Sechi, ora sotto tutela per via di minacce provenienti dal mondo anarchico. Lo Stato non arretra di un millimetro nei confronti di questi pazzi odiatori dell'Italia – ha detto il vicepresidente della Camera di Fratelli d'Italia – I giornalisti, nel loro ruolo di informare e rafforzare gli anticorpi democratici, sono anche loro fondamentali nel contrasto al terrorismo anarchico."
Messaggi di solidarietà anche da parte dell'Unirai-Figec: "Colpire un giornalista per ciò che scrive significa colpire il diritto dei cittadini a essere informati. A Sechi va riconosciuto il coraggio, il rigore professionale e l'etica con cui continua a svolgere il proprio lavoro, senza piegarsi a intimidazioni o campagne d'odio", ha scritto il sindacato. "Preoccupa – prosegue la nota – il clima di violenza alimentato da frange anarchiche, estremiste, che spesso si proclamano 'portatrici di pace', ma finiscono per giustificare odio, intimidazioni e aggressioni contro chi non si allinea al loro pensiero. La libertà di stampa non può essere messa sotto scorta dal fanatismo. Difendere chi informa significa difendere la democrazia stessa".
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